A2

Esprimere ciò che piace in ungherese: *tetszik* e *szeret*

Tetszik/Szeret Szerkezet

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ungherese su Settemila Lingue.

In breve

Per dire che qualcosa piace, l'ungherese offre due costruzioni principali. Tetszik funziona in modo simile all'italiano piacere: la cosa gradita è il soggetto e la persona che prova il piacere è al dativo, come in Tetszik nekem ez a ház («Mi piace questa casa»). Szeret, invece, ha la persona come soggetto e ciò che si ama o si apprezza come complemento oggetto: Szeretem a zenét («Amo/mi piace la musica»).

Panoramica

A livello A2 è utile imparare queste due strutture insieme, perché in italiano entrambe possono essere tradotte con piacere, ma non organizzano la frase nello stesso modo. Con szeret chi prova il sentimento compie grammaticalmente l'azione: «io amo qualcosa». Con tetszik, invece, qualcosa «risulta piacevole a qualcuno». Per un italofono questo secondo schema è familiare: nekem corrisponde, per funzione, a a me/mi e il verbo concorda con ciò che piace.

La differenza non è soltanto grammaticale. Szeret esprime spesso un affetto stabile, un gusto abituale o il piacere di svolgere un'attività. Può significare sia «voler bene/amare» sia, con intensità più moderata, «apprezzare». Tetszik presenta più spesso una reazione positiva verso l'aspetto, l'impressione o la qualità di una cosa, una persona, una proposta o un'esperienza. I due significati si sovrappongono, quindi la scelta dipende anche da ciò che si vuole mettere in primo piano.

La regola essenziale è semplice: soggetto + szeret + oggetto all'accusativo oppure cosa che piace + tetszik + persona al dativo. Le sezioni avanzate precisano le sfumature, ma per iniziare basta riconoscere queste due prospettive.

Come funziona

1. Szeret: qualcuno ama o apprezza qualcosa

Con szeret, il soggetto è la persona che prova il sentimento. La persona o la cosa apprezzata è il complemento oggetto (chi o che cosa riceve direttamente l'azione) e prende normalmente l'accusativo, cioè il caso segnato in ungherese dal suffisso -t.

Schema di base:

persona + szeret coniugato + oggetto all'accusativo

  • Én szeretem a zenét. — Amo/mi piace la musica.
  • Anna szereti Pétert. — Anna ama Péter.
  • Szeretünk egy jó kávét ebéd után. — Apprezziamo un buon caffè dopo pranzo.

Il pronome soggetto, come én («io»), viene spesso omesso perché la desinenza del verbo indica già la persona. È quindi più naturale dire semplicemente Szeretem a zenét, salvo che si voglia creare un contrasto: Én szeretem, ő nem («A me piace, a lui/lei no»).

Coniugazione indefinita e definita

Szeret è un verbo transitivo, cioè può avere un complemento oggetto. Come gli altri verbi ungheresi, usa due serie di desinenze:

  • la coniugazione indefinita quando non c'è un oggetto definito, quando l'oggetto è indefinito o, nella struttura più semplice, davanti a un infinito;
  • la coniugazione definita quando l'oggetto è identificato, per esempio con a/az («il, lo, la, i, gli, le»), con un nome proprio o con un pronome di terza persona.
Persona Indefinita Definita
én szeretek szeretem
te szeretsz szereted
ő / Ön szeret szereti
mi szeretünk szeretjük
ti szerettek szeretitek
ők / Önök szeretnek szeretik

Confronta:

  • Szeretek olvasni. — Mi piace leggere. Non c'è un oggetto definito espresso.
  • Szeretek új dalokat felfedezni. — Mi piace scoprire nuove canzoni. L'attività non contiene un oggetto definito.
  • Szeretem ezt a könyvet. — Mi piace questo libro. Ezt a könyvet è un oggetto definito.

Quando l'oggetto è sottinteso ma già noto, la forma definita può restare da sola:

  • Szereted ezt a filmet? — Igen, nagyon szeretem. — Ti piace questo film? — Sì, mi piace moltissimo.

Qui la desinenza -em segnala che l'oggetto definito, «questo film», è ancora presente nel discorso.

2. Szeret + infinito: piacere di fare qualcosa

Per attività e abitudini, la costruzione più utile è:

szeret coniugato + infinito in -ni

L'infinito è la forma non coniugata del verbo, come l'italiano leggere o viaggiare. In ungherese termina tipicamente in -ni:

  • Szeretek főzni. — Mi piace cucinare.
  • Szeretsz utazni? — Ti piace viaggiare?
  • A gyerekek szeretnek játszani. — Ai bambini piace giocare.

A livello iniziale, quando si parla semplicemente di un'attività senza un oggetto preciso, si può memorizzare la serie indefinita: szeretek, szeretsz, szeret, szeretünk, szerettek, szeretnek.

3. Tetszik: qualcosa risulta piacevole a qualcuno

Con tetszik la prospettiva si capovolge. La cosa o la persona che piace è il soggetto (l'elemento di cui il verbo dice qualcosa), quindi non prende l'accusativo. Chi prova il piacere va al dativo, il caso che qui corrisponde a «a me, a te, a lui/lei».

Schema di base:

cosa che piace + tetszik/tetszenek + persona al dativo

L'ordine delle parole può cambiare secondo l'enfasi:

  • Ez a ház tetszik nekem. — Questa casa piace a me.
  • Nekem ez a ház tetszik. — A me piace questa casa, con enfasi su nekem o sulla scelta della casa.
  • Tetszik nekem ez a ház. — Mi piace questa casa.

Le forme personali più comuni del dativo sono:

Persona Dativo Valore italiano
én nekem a me / mi
te neked a te / ti
ő neki a lui, a lei / gli, le
mi nekünk a noi / ci
ti nektek a voi / vi
ők nekik a loro / gli
Ön / Önök Önnek / Önöknek a Lei / a voi, in forma di cortesia

Il dativo viene spesso omesso quando è evidente dal contesto, proprio come in una domanda italiana si può chiedere semplicemente «Ti piace?»:

  • Tetszik a film? — Ti piace il film?
  • Igen, tetszik. — Sì, mi piace.

Il contesto stabilisce a chi piace. Per creare contrasto, invece, il dativo è importante: Nekem tetszik, de Annának nem («A me piace, ma ad Anna no»).

Il verbo concorda con ciò che piace

Questa è la somiglianza più utile con l'italiano piacere. Se il soggetto è singolare, si usa tetszik; se è plurale, si usa tetszenek:

Numero del soggetto Ungherese Italiano
singolare Tetszik nekem a cipő. Mi piace la scarpa.
plurale Tetszenek nekem a cipők. Mi piacciono le scarpe.

La persona al dativo non decide la forma del verbo. Si dice tanto Nekem tetszik a film («A me piace il film») quanto Nekik tetszik a film («A loro piace il film»): in entrambi i casi a film è singolare.

Tetszik non ha un complemento oggetto e quindi non passa alla coniugazione definita. Il fatto che il soggetto sia definito, come a film, non cambia questa regola: la distinzione definita/indefinita riguarda l'oggetto diretto, che qui non esiste.

4. Quale scegliere?

Intenzione Forma più naturale Esempio
gusto abituale o interesse stabile szeret Szeretem a jazzt. — Mi piace il jazz.
affetto verso una persona szeret Szeretem a családomat. — Amo la mia famiglia.
piacere di fare un'attività szeret + infinito Szeretek úszni. — Mi piace nuotare.
impressione positiva su qualcosa tetszik Tetszik ez a kép. — Mi piace questo quadro.
approvazione di un'idea o proposta tetszik Tetszik az ötlet. — Mi piace l'idea.
attrazione verso una persona tetszik Tetszel nekem. — Mi piaci.

Non si tratta di una separazione assoluta. Szeretem ezt a ruhát suggerisce spesso un rapporto già stabile con il vestito: lo si possiede, lo si indossa volentieri, vi si è affezionati. Tetszik ez a ruha esprime più direttamente che il vestito fa una buona impressione, per esempio mentre lo si guarda in negozio.

Esempi nel contesto

Ungherese Italiano Nota
Szeretem a zenét. Amo/mi piace la musica. Gusto generale; oggetto definito all'accusativo.
Nagyon szeretem. Mi piace moltissimo / Lo amo molto. L'oggetto definito è sottinteso.
Szeretsz táncolni? Ti piace ballare? Szeret seguito dall'infinito.
Hétvégén szeretünk kirándulni. Nel fine settimana ci piace fare escursioni. Abitudine condivisa.
Anna szereti a magyar ételeket. Ad Anna piacciono i piatti ungheresi. In ungherese Anna è il soggetto di szeret.
Szeretem a családomat. Amo la mia famiglia. Affetto personale.
Tetszik nekem ez a ház. Mi piace questa casa. La casa è il soggetto; nekem indica chi la apprezza.
Tetszik a film? Ti piace il film? Il dativo neked è sottinteso.
Nekünk nagyon tetszik Budapest. Budapest ci piace molto. nekünk significa «a noi».
Tetszenek ezek a képek? Ti piacciono questi quadri? Soggetto plurale, quindi tetszenek.
A piros kabát tetszik, a fekete nem. Mi piace il cappotto rosso, quello nero no. Contrasto fra due scelte.
Nekem tetszik az ötlet, de Péternek nem. A me piace l'idea, ma a Péter no. I dativi rendono esplicito il contrasto.
Tetszel nekem. Mi piaci. Una persona è il soggetto; può indicare attrazione.
Nem szeretem ezt a kávét. Non mi piace questo caffè. Valutazione negativa con szeret.
Nem tetszik ez a szín. Non mi piace questo colore. Reazione negativa all'aspetto.

Errori comuni

1. Dimenticare l'accusativo dopo szeret

  • Errato: Szeretem a zene.
  • Corretto: Szeretem a zenét.
  • Perché: con szeret, «la musica» è il complemento oggetto e richiede il suffisso dell'accusativo -t, qui nella forma -ét.

2. Usare la coniugazione indefinita con un oggetto definito

  • Errato: Szeretek ezt a filmet.
  • Corretto: Szeretem ezt a filmet.
  • Perché: ezt a filmet («questo film») è definito. Il verbo deve quindi avere la coniugazione definita, szeretem.

3. Trattare chi prova il piacere come soggetto di tetszik

  • Errato: Én tetszik ez a ház.
  • Corretto: Nekem tetszik ez a ház.
  • Perché: con tetszik, la casa è il soggetto; «io» diventa «a me», cioè nekem. La struttura assomiglia all'italiano «A me piace questa casa».

4. Mettere la cosa gradita all'accusativo dopo tetszik

  • Errato: Tetszik nekem ezt a házat.
  • Corretto: Tetszik nekem ez a ház.
  • Perché: ez a ház è il soggetto, non l'oggetto. Deve restare nella forma di base, senza accusativo.

5. Dimenticare il plurale di tetszik

  • Errato: Tetszik nekem ezek a cipők.
  • Corretto: Tetszenek nekem ezek a cipők.
  • Perché: il soggetto ezek a cipők («queste scarpe») è plurale. Come in italiano piacciono, anche il verbo ungherese va al plurale.

6. Tradurre sempre szeret con «amare»

  • Interpretazione troppo forte: Szeretem a teát = «Amo appassionatamente il tè».
  • Interpretazione naturale: Szeretem a teát = «Mi piace il tè».
  • Perché: szeret copre un campo più ampio dell'italiano amare. L'intensità deriva dal contesto e da parole come nagyon («molto»), non dal verbo da solo.

Note d'uso

Il dativo può cambiare posizione

L'ordine delle parole ungherese dipende molto da ciò che si presenta come informazione nota o da ciò che si mette in risalto. Per questo Nekem tetszik ez a ház, Ez a ház tetszik nekem e Tetszik nekem ez a ház possono essere tutte corrette, ma non sono sempre identiche nell'enfasi. All'inizio conviene usare Nekem tetszik... per rendere trasparente la struttura, senza però considerarlo l'unico ordine possibile.

Nem szeretem e nem tetszik

Entrambe le forme possono tradurre «non mi piace»:

  • Nem szeretem ezt az ételt può indicare che, per esperienza o gusto personale, non si apprezza questo piatto.
  • Nem tetszik ez a kép esprime una valutazione negativa del quadro o dell'impressione che produce.

Con una persona, la scelta è particolarmente importante. Nem szeretem Pétert significa che non si prova affetto o simpatia per Péter; Péter nem tetszik nekem indica più facilmente che Péter non attrae o non fa una buona impressione.

Parlare di persone

Szeretlek significa «ti amo/ti voglio bene» ed è una forma speciale usata quando il soggetto è «io» e l'oggetto è «tu». Tetszel nekem significa invece «mi piaci» e può esprimere attrazione o interesse. Non sono dichiarazioni equivalenti: la seconda è normalmente meno impegnativa della prima.

Oltre le basi: usi avanzati

Queste sfumature non sono indispensabili per applicare la regola A2, ma compaiono spesso nella lingua reale.

Tempi e modi di tetszik

La struttura resta la stessa anche fuori dal presente. Al passato si usa tetszett al singolare e tetszettek al plurale:

  • Tetszett neked a koncert? — Ti è piaciuto il concerto?
  • Tetszettek a dalok? — Ti sono piaciute le canzoni?

Il condizionale tetszene permette di presentare una possibilità o una preferenza in modo meno diretto:

  • Tetszene neked ez a munka? — Ti piacerebbe questo lavoro?
  • Ez jobban tetszene. — Questo mi piacerebbe di più.

Per chiedere una preferenza fra alternative sono molto comuni melyik tetszik? («quale ti piace?») e melyik tetszik jobban? («quale ti piace di più?»).

Una proposizione come ciò che piace

Non deve piacere per forza un nome. Si può apprezzare anche il modo in cui avviene qualcosa:

  • Tetszik, ahogy énekelsz. — Mi piace come canti.
  • Tetszik, hogy ilyen őszinte vagy. — Mi piace che tu sia così sincero/a.

In questi esempi l'intera proposizione, introdotta da ahogy («come, nel modo in cui») o hogy («che»), rappresenta il contenuto apprezzato.

Tetszik come forma di cortesia

Tetszik compare anche in una costruzione di rispetto con un infinito, rivolta soprattutto a persone anziane o in contesti tradizionali:

  • Mit tetszik kérni? — Che cosa desidera?
  • Hogy tetszik lenni? — Come sta?

Qui tetszik non significa semplicemente che qualcosa «piace»: contribuisce a rivolgersi con deferenza all'interlocutore. Questo uso, talvolta chiamato tetszikelés in ungherese, è ancora riconoscibile e può essere naturale in certi rapporti, ma non è la soluzione neutra per ogni situazione formale. Nel servizio al pubblico si sentono anche Mit kér? («Che cosa desidera?») e il più attenuato Mit szeretne? («Che cosa vorrebbe?»). Per uno studente è più importante capire la costruzione che inserirla automaticamente in ogni conversazione con Ön.

La domanda Tetszik a film? non è, di per sé, un esempio di questa formula di cortesia: normalmente significa semplicemente «Le/ti piace il film?», con la persona al dativo lasciata implicita. È il contesto a chiarire se ci si rivolge in modo informale o formale.

Il paradigma completo di tetszik

Quando ciò che piace è una persona, sono possibili anche forme diverse dalla terza persona:

Soggetto Forma Esempio e significato
én tetszem Tetszem neked? — Ti piaccio?
te tetszel Tetszel nekem. — Mi piaci.
ő / una cosa singolare tetszik Tetszik nekünk. — Ci piace.
mi tetszünk Tetszünk nekik. — Piacciamo loro.
ti tetszetek Tetszetek neki. — Gli/le piacete.
ők / cose plurali tetszenek Tetszenek nekem. — Mi piacciono.

Per gli oggetti si incontrano soprattutto la terza persona singolare e plurale, tetszik e tetszenek. Le altre forme diventano utili quando il soggetto è una persona o un gruppo di persone.

Consigli pratici

  1. Trasforma ogni frase in due prospettive. Parti da Szeretem ezt a képet e confrontala con Tetszik nekem ez a kép. Segna chi è il soggetto e controlla che képet sia all'accusativo solo nella prima frase.
  2. Esercitati a coppie singolare/plurale. Ripeti Tetszik a könyv — Tetszenek a könyvek, Tetszik a cipő — Tetszenek a cipők. Il parallelo italiano piace/piacciono aiuta a fissare la concordanza.
  3. Crea due liste personali. Scrivi cinque gusti o attività con szeretek/szeretem e cinque reazioni a oggetti, luoghi o idee con tetszik/tetszenek. Usare preferenze vere rende più facile ricordare sia il lessico sia la struttura.

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