A1

I numeri in hawaiano

Hua Helu

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di hawaiano su Settemila Lingue.

In breve

In hawaiano i numeri da uno a dieci sono ʻekahi, ʻelua, ʻekolu, ʻehā, ʻelima, ʻeono, ʻehiku, ʻewalu, ʻeiwa, ʻumi. Per presentare una quantità si incontra spesso lo schema he + numero + mau + nome, come in He ʻekolu mau puke («Ci sono tre libri»), ma he e mau non accompagnano obbligatoriamente ogni numero. I segni ʻ (ʻokina) e kahakō (la lineetta sopra una vocale) fanno parte della corretta grafia e non sono decorativi.

Panoramica

I numeri, in hawaiano hua helu, servono fin dalle prime conversazioni: per dire quanti oggetti ci sono, indicare prezzi ed età, leggere un orario o rispondere a domande sulla quantità. È quindi un argomento di livello A1, ma offre anche alcune particolarità che non coincidono perfettamente con le abitudini dell’italiano.

La prima differenza evidente è la forma delle parole. Da uno a nove, i numeri usati per contare cominciano normalmente con ʻe-: ʻekahi, ʻelua, ʻekolu. La consonante iniziale scritta ʻ è l’ʻokina, cioè una breve chiusura della voce; va pronunciata. Anche il kahakō, come in ʻehā o ʻumi kūmākahi, indica una vocale lunga e può distinguere forme diverse.

La seconda differenza riguarda la frase. In italiano diciamo semplicemente «tre libri» e il plurale si vede nella desinenza di libri. In hawaiano i nomi non cambiano forma nello stesso modo: puke può restare puke. La pluralità e la quantità emergono dal numero, da parole come mau e dal resto della costruzione. Per questo conviene imparare il numero dentro una frase, non soltanto come voce di un elenco.

Come funziona

Da zero a dieci

Hawaiano Italiano Nota
ʻole zero; nessuno Esprime anche l’assenza di qualcosa.
ʻekahi uno Contiene l’ʻokina iniziale.
ʻelua due Non scrivere semplicemente elua.
ʻekolu tre La sequenza iniziale è ʻe-.
ʻehā quattro La ā finale è lunga.
ʻelima cinque
ʻeono sei Le vocali appartengono a sillabe distinte.
ʻehiku sette
ʻewalu otto
ʻeiwa nove
ʻumi dieci Base per formare i numeri dall’undici in poi.

Per memorizzarli, è utile recitare la serie rispettando il ritmo delle vocali: ʻekahi, ʻelua, ʻekolu, ʻehā, ʻelima; ʻeono, ʻehiku, ʻewalu, ʻeiwa, ʻumi. Non bisogna trasformare l’ʻokina in una semplice apostrofo muto: in una pronuncia accurata separa davvero i suoni.

Da undici a diciannove

I numeri da undici a diciannove si costruiscono a partire da ʻumi «dieci», seguito dall’elemento kūmā- e dall’unità. Nella grafia unita si trovano forme come ʻumikūmākahi «undici» e ʻumikūmālua «dodici».

Hawaiano Italiano Composizione pratica
ʻumikūmākahi undici dieci + uno
ʻumikūmālua dodici dieci + due
ʻumikūmākolu tredici dieci + tre
ʻumikūmāhā quattordici dieci + quattro
ʻumikūmālima quindici dieci + cinque
ʻumikūmāono sedici dieci + sei
ʻumikūmāhiku diciassette dieci + sette
ʻumikūmāwalu diciotto dieci + otto
ʻumikūmāiwa diciannove dieci + nove

Si può incontrare anche una grafia più segmentata, per esempio ʻumi kūmākahi, oppure una forma con segni vocalici riportati in modo non uniforme, come ʻUmi kumamākahi. Non si tratta di aggiungere in italiano la congiunzione «e»: la struttura hawaiana possiede già il proprio elemento di collegamento. Nella scrittura personale è meglio scegliere una convenzione coerente e conservare ʻokina e vocali lunghe.

Le decine

Da venti in poi le decine hanno forme specifiche. Per aggiungere un’unità si usa di nuovo kūmā-: iwakāluakūmākahi è ventuno, kanakolukūmālua è trentadue.

Hawaiano Italiano Esempio con un’unità
iwakālua venti iwakāluakūmākahi = ventuno
kanakolu trenta kanakolukūmālua = trentadue
kanahā quaranta kanahākūmākolu = quarantatré
kanalima cinquanta kanalimakūmāhā = cinquantaquattro
kanaono sessanta kanaonokūmālima = sessantacinque
kanahiku settanta kanahikukūmāono = settantasei
kanawalu ottanta kanawalukūmāhiku = ottantasette
kanaiwa novanta kanaiwakūmāwalu = novantotto

Le forme non si ottengono traducendo parola per parola l’italiano. Per esempio, «venti» è iwakālua, mentre le decine successive mostrano il modello kana-. È più efficace impararle come una seconda serie ritmica, anziché tentare di ricavarle sul momento.

Centinaia e migliaia

Nell’uso moderno sono comuni haneli «cento» e kaukani «mille». La quantità che li precede specifica quante centinaia o migliaia si intendono.

Hawaiano Italiano Nota
hoʻokahi haneli cento Letteralmente un centinaio.
ʻelua haneli duecento Il nome dell’unità non prende una desinenza plurale.
ʻekolu haneli trecento Stesso schema: numero + haneli.
hoʻokahi kaukani mille hoʻokahi rende esplicita una singola unità.
ʻelua kaukani duemila Numero + kaukani.

In una risposta breve il contesto può permettere He ʻelua haneli: «Sono duecento» oppure «Ce ne sono duecento». Per numeri lunghi, la grafia e il modo di raggruppare le parti possono variare tra materiali didattici; all’inizio è più importante riconoscere bene unità, decine, haneli e kaukani.

Contare i nomi: he, mau e il numero

Un nome (la parola che indica una persona, un oggetto o un luogo) non forma normalmente il plurale cambiando finale come libro/libri. La parola mau segnala un insieme plurale; he introduce spesso qualcosa di non ancora identificato o ne presenta la natura e la quantità.

Uno schema molto utile per iniziare è:

he + numero + mau + nome

He ʻekolu mau puke. — Ci sono tre libri. / Sono tre libri.

Questo modello permette di presentare una quantità. Non va però trasformato nella regola «davanti a ogni numero ci vuole he». Un numero può comparire anche senza he, specialmente come risposta, come quantità direttamente collegata a un nome o in altre strutture della frase:

  • ʻEkolu mau puke. — Tre libri.
  • ʻEkolu aʻu puke. — Ho tre libri.
  • Ua kūʻai au i ʻelima ʻāpala. — Ho comprato cinque mele.

Anche mau non è un equivalente meccanico della desinenza italiana del plurale. Con ʻekahi «uno» normalmente non si usa, perché mau indica pluralità: he ʻekahi puke «un libro», non he ʻekahi mau puke. Con numeri maggiori di uno, mau è frequente quando si vuole rendere esplicito il gruppo, ma il numero stesso esprime già una quantità plurale e in alcuni schemi mau può non comparire.

Chiedere «quanti?» con ʻehia

La parola interrogativa ʻehia significa «quanti?» o «quante?». Non cambia secondo il genere, perché l’hawaiano non riproduce l’accordo italiano quanto/quanta/quanti/quante.

Hawaiano Italiano Nota
ʻEhia mau puke? Quanti libri? mau rende esplicito il gruppo plurale.
ʻEhia kālā? Quanti dollari? / Quanto costa? Il contesto chiarisce se si chiede una somma o un prezzo.
ʻEhia ou makahiki? Quanti anni hai? Formula comune per chiedere l’età.
ʻEkolu aʻu puke. Ho tre libri. Possibile risposta alla prima domanda.

Non confondere ʻehia «quanti?» con hea, che compare in domande relative all’identità o alla scelta, come «quale?», né con forme italiane costruite intorno a «quanto» usato come avverbio.

Esempi nel contesto

Hawaiano Italiano Nota
ʻEkahi, ʻelua, ʻekolu, ʻehā, ʻelima. Uno, due, tre, quattro, cinque. Prima parte della serie di conteggio.
He ʻekolu mau puke. Ci sono tre libri. Presentazione di una quantità con he e mau.
ʻUmi kumamākahi. Undici. Grafia segmentata senza tutti i segni vocalici; si trova anche ʻumikūmākahi.
He ʻelua haneli. Sono duecento. Risposta breve: l’elemento contato è sottinteso.
He ʻelua mau keiki ma laila. Ci sono due bambini là. mau segnala il gruppo plurale.
ʻEkolu aʻu puke. Ho tre libri. La quantità è inserita in una costruzione possessiva.
Ua kūʻai au i ʻelima ʻāpala. Ho comprato cinque mele. Numero dentro una frase verbale.
ʻEhia mau haumāna? Quanti studenti ci sono? Domanda sulla quantità.
He ʻewalu mau haumāna. Ci sono otto studenti. Risposta completa.
ʻUmi kālā. Dieci dollari. Prezzo o somma, secondo il contesto.
Iwakālua mau minuke. Venti minuti. Durata.
Ka hola ʻekolu. Le tre. Numero usato per l’ora.
He ʻumikūmākahi ona makahiki. Ha undici anni. Età espressa con makahiki «anno».
ʻElua haneli kālā. Duecento dollari. Centinaia seguite dall’unità monetaria.

Errori comuni

1. Omettere l’ʻokina

  • Da evitare: ekahi, elua, ekolu
  • Forma accurata: ʻekahi, ʻelua, ʻekolu
  • Perché: l’ʻokina è una consonante dell’hawaiano. Ometterlo non equivale a trascurare un semplice accento tipografico e può compromettere pronuncia e riconoscimento della parola.

2. Dimenticare la vocale lunga

  • Da evitare: eha per «quattro»
  • Forma accurata: ʻehā
  • Perché: il kahakō di ā indica durata vocalica. È bene imparare fin dall’inizio la forma completa, invece di aggiungere i segni soltanto in seguito.

3. Usare mau con «uno»

  • Da evitare: he ʻekahi mau puke
  • Forma consigliata: he ʻekahi puke
  • Perché: mau segnala un gruppo plurale, mentre ʻekahi indica una sola unità.

4. Mettere he davanti a qualunque numero

  • Da evitare come regola automatica: he ʻelima in ogni possibile frase
  • Secondo il contesto: He ʻelima mau ʻāpala oppure Ua kūʻai au i ʻelima ʻāpala.
  • Perché: he serve in determinati tipi di frase, per esempio quando si presenta o classifica una quantità. Dopo il marcatore dell’oggetto i nella seconda frase, non si aggiunge he per imitare l’articolo italiano.

5. Formare undici come una semplice giustapposizione

  • Da evitare: ʻumi ʻekahi
  • Forma accurata: ʻumikūmākahi (anche segmentato ʻumi kūmākahi)
  • Perché: tra la decina e l’unità compare l’elemento kūmā-. Il modello continua nelle altre unità aggiunte a una decina.

6. Dare un plurale italiano al nome hawaiano

  • Da evitare: inventare una finale diversa per puke in «tre libri»
  • Forma accurata: ʻekolu mau puke
  • Perché: la parola puke non diventa plurale modificando la sua desinenza. La quantità e parole come mau forniscono l’informazione necessaria.

Note d’uso

Nella lingua parlata, una risposta può essere molto breve. Alla domanda ʻEhia? basta spesso il numero: ʻElima «cinque». Una frase con he è più utile quando si introduce l’informazione come un’intera affermazione: He ʻelima mau ʻāpala «Ci sono cinque mele».

L’uso di maiuscole segue la posizione nella frase, non la categoria «numero»: si scrive ʻEkolu all’inizio, ma i ʻekolu lā dentro una frase. Il segno iniziale resta sempre l’ʻokina, anche dopo una lettera maiuscola.

Nei testi meno recenti, nei cartelli o nei sistemi che gestiscono male i caratteri hawaiani, si possono trovare parole prive di ʻokina e kahakō. Inoltre, i numeri composti possono essere scritti più uniti o più separati. Per chi studia, la scelta più sicura è riconoscere queste varianti durante la lettura ma produrre una grafia moderna coerente, senza alternare casualmente ʻumikūmākahi, umi kumamakahi e forme parzialmente segnate.

Oltre le basi: uso avanzato

Questa parte non è indispensabile per cominciare a contare, ma chiarisce alcune forme che si incontreranno più avanti.

Quantità distribuite

Il prefisso pā- può esprimere una distribuzione, cioè quante unità spettano a ciascuno: pākahi «uno ciascuno», pālua «due ciascuno» e così via. Non è lo stesso che indicare una semplice quantità totale. Se ci sono sei frutti e tre persone ne ricevono due a testa, la nozione importante è pālua, non soltanto ʻelua.

Frazioni comuni

Alcune frazioni di uso quotidiano si imparano come parole: hapalua significa «metà» e hapahā «un quarto». Sono utili per quantità, misure e indicazioni dell’ora, ma non serve studiare subito l’intero linguaggio matematico per usare correttamente i cardinali di base.

Numero cardinale e ordine

I numeri di questo articolo sono cardinali, cioè rispondono alla domanda «quanti?». Per dire l’ordine — «primo», «secondo», «terzo» — l’hawaiano usa un altro sistema: mua per «primo» e forme come ʻalua, ʻakolu. Perciò ʻelua puke riguarda due libri, mentre ka puke ʻalua individua il secondo libro. Confondere quantità e posizione è facile per un italofono, perché in italiano entrambe le serie assomigliano spesso tra loro (due/secondo, tre/terzo), ma in hawaiano la costruzione segnala chiaramente la funzione.

Numeri dentro espressioni fisse

Con l’orario si incontra ka hola + numero, per esempio ka hola ʻekolu «le tre». Per l’età compare makahiki «anno», come in He ʻumikūmākahi ona makahiki «Ha undici anni». Queste espressioni vanno memorizzate come piccoli schemi completi: tradurre alla lettera «sono le» o «avere anni» porterebbe a imporre all’hawaiano la grammatica italiana.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara in tre blocchi. Ripeti prima da uno a cinque, poi da sei a dieci, infine le decine. Pronuncia l’ʻokina e allunga deliberatamente le vocali con kahakō; non studiare soltanto con gli occhi.
  2. Conta oggetti reali. Guarda libri, tazze o persone e produci a turno una risposta breve (ʻEkolu) e una frase completa (He ʻekolu mau puke). Poi formula la domanda ʻEhia mau puke?
  3. Scomponi i numeri composti. Scrivi dieci numeri come 12, 24 e 37, individuando prima la decina e poi l’unità: ʻumikūmālua, iwakāluakūmāhā, kanakolukūmāhiku. Controlla infine tutti i segni ortografici.

Concetti correlati

  • Passo successivo: Espressioni di tempo — usa i numeri per ore, giorni e durate, per esempio ka hola ʻekolu.
  • Passo successivo: Numeri ordinali e sequenze — distingue la quantità dall’ordine con mua, ʻalua, ʻakolu e altre forme di sequenza.

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