I possessivi in danese
Ejestedord
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.
In breve
In danese il possessivo viene normalmente prima del nome e, con min e din, cambia in base alla cosa posseduta: min bog con un nome di genere comune, mit hus con un nome neutro, mine bøger al plurale. Gli altri possessivi più comuni — hans, hendes, vores, jeres, deres — non cambiano. Davanti a un possessivo il nome non prende l’articolo: si dice min bog, non den min bog né min bogen.
Panoramica
Gli ejestedord, cioè le parole che indicano a chi appartiene qualcosa, corrispondono a forme italiane come mio, tuo, suo, nostro. Possono accompagnare un sostantivo (il nome di una persona, un oggetto o un’idea), come in mit hus «la mia casa», oppure sostituirlo, come in Huset er mit «La casa è mia». In italiano si parla spesso di aggettivo possessivo nel primo caso e di pronome possessivo nel secondo; il danese usa le stesse forme in entrambe le funzioni.
È un argomento di livello A1, ma si appoggia a una conoscenza essenziale dei due generi danesi: il genere comune, riconoscibile dall’articolo en, e il neutro, riconoscibile da et. La forma del possessivo segue infatti il nome posseduto, non il sesso o il genere della persona che possiede. Per esempio, una donna dirà min bil «la mia auto» ma mit hus «la mia casa», perché bil è un nome en e hus è un nome et.
Per un italofono l’idea dell’accordo non è del tutto nuova: anche mio, mia, miei, mie seguono ciò che è posseduto. Cambiano però le categorie da osservare. Il danese distingue nome en, nome et e plurale, e di norma non mette un articolo davanti al gruppo formato da possessivo e nome.
Come funziona
Le forme fondamentali
| Possessore | Nome di genere comune (en) | Nome neutro (et) | Nome plurale | Significato |
|---|---|---|---|---|
| jeg | min | mit | mine | mio, mia, miei, mie |
| du | din | dit | dine | tuo, tua, tuoi, tue |
| han | hans | hans | hans | suo, sua, suoi, sue, riferito a lui |
| hun | hendes | hendes | hendes | suo, sua, suoi, sue, riferito a lei |
| den | dens | dens | dens | suo, riferito a un referente di genere comune |
| det | dets | dets | dets | suo, riferito a un referente neutro |
| vi | vores | vores | vores | nostro, nostra, nostri, nostre |
| I | jeres | jeres | jeres | vostro, vostra, vostri, vostre |
| de | deres | deres | deres | loro |
La tabella contiene due modelli:
- min/mit/mine e din/dit/dine si accordano con il nome posseduto;
- hans, hendes, dens, dets, vores, jeres, deres sono invariabili, cioè mantengono sempre la stessa forma.
Confronta:
- en bog → min bog: bog è un nome di genere comune;
- et hus → mit hus: hus è neutro;
- bøger → mine bøger: il nome è plurale.
Lo stesso schema vale per la seconda persona: din bog, dit hus, dine bøger.
È il nome posseduto a decidere la forma
Il possessore non determina la desinenza. Sia un uomo sia una donna usano min bil per «la mia auto» e mit arbejde per «il mio lavoro». Bisogna quindi imparare ogni sostantivo insieme al suo articolo: en bil, et arbejde. Questo permette di scegliere subito anche min oppure mit.
La distinzione tra hans e hendes, invece, riguarda il possessore: hans bil è l’auto di un uomo o ragazzo, hendes bil quella di una donna o ragazza. Le due forme non cambiano davanti a nomi en, nomi et o plurali: hans hus, hans børn; hendes hus, hendes børn.
Dens e dets riprendono soprattutto cose, animali o altri referenti non presentati come persone. La scelta dipende dal genere grammaticale del referente che possiede: bilen og dens motor «l’auto e il suo motore», perché bil è un nome en; huset og dets tag «la casa e il suo tetto», perché hus è un nome et. Nella conversazione spesso si preferiscono costruzioni più dirette, ma queste forme sono utili soprattutto nello scritto.
Il nome resta senza articolo
Il possessivo rende già identificabile il nome. Per questo il sostantivo che segue compare nella forma senza articolo e senza suffisso definito:
- en bog → min bog, non min bogen;
- et værelse → dit værelse, non dit værelset;
- børn → vores børn, non vores børnene.
Questa è una differenza visibile rispetto all’italiano, dove si dice normalmente «il mio libro». In danese non bisogna tradurre quell’articolo: min bog contiene già l’idea di «il mio libro».
Se c’è un aggettivo
Quando tra possessivo e nome compare un aggettivo, cioè una parola che descrive il nome, l’aggettivo prende normalmente la forma in -e:
- min gamle bil — la mia vecchia auto;
- dit nye arbejde — il tuo nuovo lavoro;
- vores gode venner — i nostri buoni amici.
Il nome continua a non avere l’articolo o il suffisso definito. La struttura di base è quindi:
possessivo + aggettivo in -e + nome senza articolo
Uso senza un nome espresso
Il possessivo può anche comparire da solo quando è chiaro di che cosa si parla. Le forme variabili continuano ad accordarsi con l’elemento sottinteso:
- Bogen er min. — Il libro è mio.
- Huset er dit. — La casa è tua.
- Nøglerne er hendes. — Le chiavi sono sue, cioè di lei.
- Er de her pladser jeres? — Questi posti sono vostri?
Non occorre aggiungere una parola equivalente all’italiano quello: il possessivo basta.
Esempi nel contesto
| Danese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Min bog ligger på bordet. | Il mio libro è sul tavolo. | Bog è un nome en. |
| Vi bor i mit hus. | Abitiamo a casa mia. | Hus è un nome et. |
| Mine venner kommer i aften. | I miei amici vengono stasera. | Al plurale si usa mine. |
| Hvad er dit navn? | Come ti chiami? | Letteralmente: «Qual è il tuo nome?»; navn è neutro. |
| Hvor er dine nøgler? | Dove sono le tue chiavi? | Nøgler è plurale. |
| Mads vasker hans bil. | Mads lava la sua auto, cioè l’auto di un altro uomo. | Hans non indica qui Mads stesso; per il possesso riflessivo si usa sin. |
| Sofie har glemt hendes telefon. | Sofie ha dimenticato il telefono di un’altra donna. | Hendes rimanda a una persona femminile diversa dal soggetto. |
| Vores børn går i skole her. | I nostri figli vanno a scuola qui. | Vores è invariabile. |
| Er det jeres bord? | È il vostro tavolo? | Jeres si rivolge a più persone. |
| De sælger deres lejlighed. | Vendono il loro appartamento. | Con un possessore plurale si usa normalmente deres. |
| Bilen er gammel, men dens motor er ny. | L’auto è vecchia, ma il suo motore è nuovo. | Dens riprende bilen, nome di genere comune. |
| Det er min nye kollega. | È il mio nuovo collega. | Dopo il possessivo, l’aggettivo prende -e. |
| Denne jakke er din, og den sorte er min. | Questa giacca è tua e quella nera è mia. | I possessivi sostituiscono il nome già noto. |
Errori comuni
Scegliere la forma in base alla persona che possiede
- Errato: Maria bor i min hus.
- Corretto: Maria bor i mit hus.
- Perché: hus è neutro (et hus), quindi «mio» diventa mit. Il fatto che chi parla sia uomo o donna non cambia nulla.
Conservare l’articolo italiano
- Errato: den min bog oppure min bogen
- Corretto: min bog
- Perché: il possessivo occupa già la posizione che rende definito il gruppo nominale. Il nome resta nella forma senza articolo.
Dimenticare il plurale di min e din
- Errato: min venner, dit nøgler
- Corretto: mine venner, dine nøgler
- Perché: con qualunque nome plurale si usano mine e dine, indipendentemente dal genere che il nome ha al singolare.
Far concordare forme invariabili
- Errato: vore børn pensando che sia il plurale normale di vores
- Corretto: vores børn
- Perché: nel danese corrente vores non cambia. Vore esiste, ma appartiene a una serie alternativa, più formale, spiegata più avanti.
Confondere din e jeres
- Errato: Er det din bil? rivolgendosi a una coppia che possiede insieme l’auto
- Corretto: Er det jeres bil?
- Perché: din/dit/dine si riferisce a un solo interlocutore; jeres a più interlocutori.
Usare hans o hendes per il possesso del soggetto
- Errato: Anna elsker hendes hund se si intende il cane di Anna.
- Corretto: Anna elsker sin hund.
- Perché: alla terza persona singolare il danese usa sin/sit/sine quando il possessore coincide con il soggetto della stessa proposizione. Hendes suggerisce il cane di un’altra donna.
Note d’uso
Nella lingua parlata vores, jeres e deres sono le forme normali per «nostro», «vostro» e «loro». Non si accordano: vores bil, vores hus, vores biler. Questo rende il loro uso più semplice di quello degli equivalenti italiani.
Il pronome soggetto I, «voi», si scrive con la maiuscola; il possessivo corrispondente jeres si scrive normalmente con la minuscola. Il trattamento formale singolare De e il possessivo Deres con la maiuscola esistono ancora, per esempio Er det Deres frakke? «È il Suo cappotto?», ma nel danese contemporaneo sono molto meno frequenti del Lei italiano. Nella maggior parte delle situazioni quotidiane si usa du con din/dit/dine.
Per parlare di persone si preferiscono hans e hendes. Dens e dets sono più comuni con cose, organizzazioni, testi o animali non personalizzati. Con un animale domestico noto, il danese può usare hans o hendes se il sesso è rilevante, proprio come si farebbe parlando di un essere animato ben identificato.
Oltre le basi: uso avanzato
Questa parte non è necessaria per iniziare a usare i possessivi, ma chiarisce forme che si incontrano presto nei testi autentici.
Sin, sit e sine
Sin/sit/sine sono possessivi riflessivi: indicano che, alla terza persona singolare, il possessore è il soggetto della stessa proposizione. Anche qui la forma dipende da ciò che è posseduto:
| Nome posseduto | Forma | Esempio | Significato |
|---|---|---|---|
| genere comune | sin | Emma åbner sin bog. | Emma apre il proprio libro. |
| neutro | sit | Jonas sælger sit hus. | Jonas vende la propria casa. |
| plurale | sine | Barnet finder sine sko. | Il bambino trova le proprie scarpe. |
Il contrasto può cambiare il significato:
- Jonas vasker sin bil. — Jonas lava la propria auto.
- Jonas vasker hans bil. — Jonas lava l’auto di un altro uomo.
Il riferimento si calcola all’interno della proposizione, cioè del gruppo di parole organizzato attorno a un verbo. In Emma siger, at Jonas har hendes bog («Emma dice che Jonas ha il libro di lei»), il soggetto della parte introdotta da at è Jonas; hendes può quindi rimandare a Emma. Questo meccanismo richiede pratica e conviene affrontarlo dopo aver automatizzato min/mit/mine e din/dit/dine.
Vor, vort e vore
Accanto all’invariabile vores esiste la serie vor con un nome en, vort con un nome et e vore al plurale:
- vor familie — la nostra famiglia;
- vort land — il nostro paese;
- vore børn — i nostri figli.
Queste forme sono corrette, ma tendono a suonare più formali, solenni o letterarie. Nel parlato quotidiano vores familie, vores land, vores børn sono in genere la scelta più naturale. La distinzione è dunque soprattutto di registro, cioè del tono adatto alla situazione, non di significato.
Possessivo o genitivo in -s
Quando si nomina direttamente il possessore, il danese usa spesso il genitivo in -s: Annas bog «il libro di Anna», Danmarks hovedstad «la capitale della Danimarca». Non si aggiunge l’apostrofo. Il possessivo serve invece a riprendere un possessore già noto: Anna har en bog. Hendes bog ligger her. «Anna ha un libro. Il suo libro è qui.»
Consigli per esercitarsi
- Impara il nome con en o et. Crea terne come en stol – min stol – din stol e et bord – mit bord – dit bord. In questo modo genere e possessivo diventano un’unica associazione.
- Trasforma singolare e plurale. Parti da min bog, passa a mine bøger, poi ripeti con din/dit/dine. Cinque nomi al giorno bastano per rendere automatico il modello.
- Descrivi oggetti reali. Guardati intorno e formula frasi brevi: Det er min telefon, Mine nøgler ligger her, Er det din kop? Solo dopo aggiungi il contrasto avanzato fra sin e hans/hendes.
Concetti correlati
- Prerequisito: Il genere dei sostantivi: comune e neutro — sapere se un nome usa en o et permette di scegliere fra min/mit, din/dit e, più avanti, sin/sit.
Prerequisito
Il genere dei sostantivi in danese: comune e neutroA1Altri concetti di livello A1
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