L'infinito con *at* in danese
Infinitiv med At
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.
In breve
In danese molti infiniti sono preceduti da at: at spise significa «mangiare», at forstå «capire». Dopo un verbo modale come kan, skal, vil o må, però, si usa l'infinito senza at: Jeg kan svømme («So nuotare»). La scelta dipende quindi dalla costruzione, non dall'infinito preso da solo.
Panoramica
L'infinito è la forma non coniugata del verbo, quella che in italiano compare nei dizionari come mangiare, leggere o dormire. In danese è spesso accompagnato dalla particella at, chiamata marcatore dell'infinito: at spise, at læse, at sove. Il marcatore non indica né la persona né il tempo; segnala semplicemente che il verbo è all'infinito.
È un argomento di livello A1 perché compare subito in frasi quotidiane: per dire che si prova a fare qualcosa, che si comincia un'attività, che una cosa è facile o difficile oppure che si è soliti agire in un certo modo. La regola iniziale è semplice: si impara l'intera costruzione, per esempio prøver at («prova a») o begynder at («comincia a»), invece di aggiungere at automaticamente davanti a ogni secondo verbo.
Per chi parla italiano, la difficoltà non è tanto capire il significato, quanto scegliere la struttura giusta. L'italiano può usare l'infinito da solo (posso venire), una preposizione (provo a capire, smetto di parlare) o una locuzione diversa. Il danese distribuisce queste costruzioni in un altro modo: at non corrisponde sempre né ad a né a di, e in molte traduzioni italiane non corrisponde ad alcuna parola autonoma.
Come funziona
La forma di base
Lo schema più facile da riconoscere è:
at + infinito
- at tale — parlare
- at læse — leggere
- at bo — abitare
- at forstå — capire
- at gøre — fare
Molti verbi danesi hanno un infinito in -e, ma non tutti: bo e gå ne sono esempi comuni. Non si può quindi trovare l'infinito aggiungendo sempre una desinenza. Conviene imparare ogni verbo nella forma con at, pur ricordando che in alcune frasi at dovrà essere tolto.
Il verbo coniugato porta l'informazione sul tempo; l'infinito resta invariato:
| Struttura | Danese | Significato |
|---|---|---|
| presente + infinito | Hun begynder at løbe. | Comincia a correre. |
| passato + infinito | Hun begyndte at løbe. | Ha cominciato a correre. |
| futuro espresso con un ausiliare | Hun vil begynde at løbe. | Comincerà a correre. |
Nell'ultima frase vil è seguito da begynde senza at, mentre begynde richiede at løbe. Una stessa frase può quindi contenere entrambi i modelli.
Dopo verbi ed espressioni frequenti
Diversi verbi introducono normalmente un'altra azione mediante at + infinito. Per un principiante sono particolarmente utili questi blocchi:
| Costruzione danese | Valore abituale in italiano |
|---|---|
| prøve at gøre noget | provare a fare qualcosa |
| forsøge at gøre noget | tentare di fare qualcosa |
| begynde at gøre noget | cominciare a fare qualcosa |
| glemme at gøre noget | dimenticare di fare qualcosa |
| huske at gøre noget | ricordarsi di fare qualcosa |
| pleje at gøre noget | essere soliti fare qualcosa |
| håbe at gøre noget | sperare di fare qualcosa |
Il primo verbo viene coniugato, mentre il secondo rimane all'infinito: Jeg prøver at lære dansk («Provo a imparare il danese»), De begyndte at arbejde («Hanno cominciato a lavorare»). Le preposizioni italiane cambiano da verbo a verbo; il danese usa at in tutte queste costruzioni. Per questo è meglio non ragionare partendo dalla preposizione italiana.
Dopo aggettivi e valutazioni impersonali
Un altro schema molto comune è:
Det er + aggettivo + at + infinito
Qui det è un soggetto neutro e generico, simile al nostro «è» impersonale:
- Det er let at forstå. — È facile da capire.
- Det er vigtigt at lytte. — È importante ascoltare.
- Det er svært at vælge. — È difficile scegliere.
L'italiano spesso non esprime un soggetto in queste frasi; in danese det occupa normalmente la posizione del soggetto.
Dopo i verbi modali: niente at
I verbi modali sono verbi che esprimono possibilità, volontà, obbligo, necessità o consiglio e accompagnano un altro verbo. Dopo i modali danesi più comuni, l'infinito si usa senza at:
| Modale | Idea principale | Esempio |
|---|---|---|
| kan | potere, saper fare | Jeg kan svømme. — So nuotare. |
| skal | dovere; programma previsto | Vi skal arbejde. — Dobbiamo lavorare. |
| vil | volere; intenzione o futuro | Hun vil rejse. — Vuole partire. |
| må | potere con permesso; dovere | I må vente. — Dovete aspettare. |
| bør | consiglio, opportunità | Du bør hvile. — Dovresti riposare. |
Lo schema è dunque soggetto + modale coniugato + infinito senza at. È molto vicino all'italiano posso venire, voglio dormire, devo partire: neppure in italiano compare una preposizione tra i due verbi.
At non è una parte inseparabile del verbo
Nel dizionario si può incontrare at spise, ma at non appartiene alla parola spise. Lo dimostrano frasi come:
- Jeg elsker at spise. — Amo mangiare.
- Jeg vil spise. — Voglio mangiare.
- Spis! — Mangia!
Il verbo è sempre spise; la costruzione decide se il marcatore è presente. Questa distinzione aiuta anche a non confondere l'infinito con il presente. Per molti verbi regolari il presente termina in -r: at spise → spiser, at lære → lærer. In Jeg prøver at lære dansk, prøver è coniugato al presente e lære è l'infinito.
Esempi nel contesto
| Danese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Jeg forsøger at forstå. | Cerco di capire. | forsøger at introduce il tentativo. |
| Det er godt at vide. | È bene saperlo. | Valutazione impersonale con det er. |
| Hun begynder at løbe. | Comincia a correre. | Il secondo verbo resta all'infinito. |
| Vi plejer at spise kl. 18. | Di solito mangiamo alle 18. | plejer at esprime un'abitudine. |
| Kan du hjælpe mig? | Puoi aiutarmi? | Dopo kan non si usa at. |
| Jeg vil gerne lære dansk. | Vorrei imparare il danese. | vil gerne esprime un desiderio cortese. |
| De prøver at finde stationen. | Cercano di trovare la stazione. | Costruzione frequente nella vita quotidiana. |
| Husk at lukke døren. | Ricordati di chiudere la porta. | husk at è comune nelle istruzioni. |
| Han glemte at ringe til sin mor. | Ha dimenticato di telefonare a sua madre. | Il primo verbo è al passato. |
| Det er svært at udtale ordet. | È difficile pronunciare la parola. | Aggettivo seguito da at + infinito. |
| Vi skal købe mælk. | Dobbiamo comprare il latte. | skal regge l'infinito senza at. |
| Hun håber at se dig i morgen. | Spera di vederti domani. | håber at introduce ciò che si spera di fare. |
| Jeg vil prøve at komme tidligt. | Proverò ad arrivare presto. | Senza at dopo vil, ma con at dopo prøve. |
| Det er rart at være hjemme. | È bello essere a casa. | at være è l'infinito di er. |
Osserva soprattutto l'esempio Jeg vil prøve at komme tidligt: non basta contare quanti verbi ci sono. Bisogna leggere la catena a coppie. Vil regge prøve senza marcatore; prøve regge invece at komme.
Errori comuni
Aggiungere at dopo un verbo modale
- Errato: Jeg kan at svømme.
- Corretto: Jeg kan svømme.
- Perché: kan è un modale e vuole l'infinito senza at. Lo stesso principio vale normalmente per skal, vil, må e bør.
Omettere at dopo prøve o begynde
- Errato: Hun prøver forstå spørgsmålet.
- Corretto: Hun prøver at forstå spørgsmålet.
- Perché: nella costruzione «provare a fare», prøve è seguito da at + infinito. Non si può copiare il modello dei modali.
Usare il presente al posto dell'infinito
- Errato: Vi begynder at spiser.
- Corretto: Vi begynder at spise.
- Perché: solo begynder è coniugato. Dopo at serve l'infinito spise, non il presente spiser.
Tradurre alla lettera la preposizione italiana
- Errato: scegliere o togliere at perché in italiano compare a, di oppure nessuna preposizione.
- Corretto: imparare blocchi come forsøge at, glemme at e pleje at.
- Perché: in provo a capire, dimentico di chiamare e sono solito mangiare, l'italiano usa tre soluzioni diverse; il danese usa at in tutti e tre i casi.
Confondere at con il presente er
- Errato: Det er vigtigt at er klar.
- Corretto: Det er vigtigt at være klar.
- Perché: dopo il marcatore serve l'infinito være («essere»). Er è la forma del presente.
Note d'uso
Nella lingua parlata il marcatore dell'infinito ha spesso una pronuncia molto ridotta e può sembrare più vicino a una breve «å» che alla grafia at. Nello scritto, tuttavia, resta sempre at. Allenare insieme vista e ascolto evita di interpretarlo come una parola diversa.
Esiste anche un altro at, che introduce una proposizione e corrisponde spesso all'italiano «che»: Jeg ved, at hun kommer («So che viene»). In questo caso dopo at compare una frase con un verbo coniugato, hun kommer. Con il marcatore dell'infinito compare invece una forma non coniugata: Jeg håber at komme («Spero di venire»). La forma scritta è identica, ma la funzione grammaticale è diversa.
Alcune espressioni contengono una preposizione prima di at: for at («per, allo scopo di»), uden at («senza») e i stedet for at («invece di»). Sono frequenti, ma costituiscono costruzioni più ampie. All'inizio basta riconoscere che l'ultimo elemento, at, continua a introdurre un infinito.
Oltre le basi
Questa parte non è indispensabile al livello A1, ma chiarisce forme che si incontrano presto nei testi autentici.
Infiniti composti e passivi
At può introdurre non soltanto un infinito semplice, ma un intero gruppo verbale:
- at have spist — avere mangiato
- at være kommet — essere arrivato
- at blive set — essere visto
- at kunne hjælpe — poter aiutare
In at kunne hjælpe, il marcatore introduce l'intero gruppo; dopo il modale kunne non se ne aggiunge un secondo. Analogamente, Hun håber at kunne komme significa «Spera di poter venire».
Negazione e significato
Con un infinito, ikke («non») si trova spesso prima di at: Det er vigtigt ikke at glemme billetten («È importante non dimenticare il biglietto»), Han prøver ikke at grine («Cerca di non ridere»). La posizione aiuta a collegare la negazione all'azione all'infinito. In costruzioni più complesse sono possibili ordini diversi e differenze di portata, cioè differenze riguardo a quale parte della frase viene negata; per produrre frasi chiare, il modello ikke at + infinito è un ottimo punto di partenza.
Costruzioni con preposizione
A un livello successivo si distinguono più precisamente:
- Jeg kom for at hjælpe. — Sono venuto per aiutare.
- Han gik uden at sige farvel. — Se n'è andato senza salutare.
- I stedet for at klage kan du spørge. — Invece di lamentarti, puoi chiedere.
Qui for, uden e i stedet for esprimono rispettivamente scopo, assenza di un'azione e alternativa. Non conviene trattare ogni at come una traduzione autonoma: è l'intera locuzione a costruire il rapporto tra le azioni.
Consigli per esercitarsi
- Impara coppie contrastive. Ripeti insieme Jeg prøver at komme e Jeg kan komme. Il contrasto rende evidente quando at compare e quando scompare.
- Evidenzia i due tipi di verbo. In una frase come Hun begynder at arbejde, sottolinea il verbo coniugato (begynder) e cerchia l'infinito (arbejde). Poi cambia il tempo del primo verbo senza modificare il secondo: Hun begyndte at arbejde.
- Ascolta catene brevi. Cerca nei dialoghi vil gerne, prøver at, plejer at e det er … at. La pronuncia ridotta di at diventa riconoscibile più facilmente se si memorizza l'intera espressione.
Concetti correlati
- Prerequisito: Il presente — aiuta a distinguere il verbo coniugato dall'infinito invariabile.
- Passo successivo: Le costruzioni infinitive — amplia il modello con for at, uden at, i stedet for at e altri rapporti tra azioni.