Le frasi condizionali in danese
Konditionalsætninger
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.
In breve
In danese una condizione reale usa normalmente hvis + presente, mentre un'ipotesi irreale riferita al presente usa hvis + preterito e ville + infinito. Per parlare di un passato ormai impossibile da cambiare si usa hvis + trapassato e, nella conseguenza, ville have/være + participio passato: Hvis jeg havde vidst det, ville jeg være kommet.
Panoramica
Una frase condizionale mette in relazione una condizione e la sua conseguenza: “se accade X, allora accade Y”. In danese la parte introdotta da hvis (“se”) è una proposizione subordinata, cioè una parte della frase che dipende dall'altra; l'altra parte esprime il risultato. Le due parti possono comparire in entrambi gli ordini: Hvis du kommer, bliver jeg glad oppure Jeg bliver glad, hvis du kommer.
A livello B2 è importante distinguere tre significati: una condizione possibile o abituale, un'ipotesi contraria o poco aderente alla realtà presente e un'ipotesi irreale nel passato. Il danese non riproduce il sistema italiano del congiuntivo e del condizionale: usa soprattutto i tempi del passato e il verbo modale ville. Per questo una forma come hvis jeg havde può corrispondere all'italiano “se avessi”, anche se havde è formalmente il preterito danese di have.
Queste costruzioni servono in conversazioni quotidiane, proposte, consigli, rimpianti e ragionamenti. Per usarle bene non basta scegliere il tempo corretto: bisogna anche rispettare l'ordine delle parole della subordinata e l'inversione nella proposizione principale quando la frase con hvis viene per prima.
Come funzionano
Le due parti della frase
Indichiamo con protasi la parte che esprime la condizione, in parole semplici la parte con “se”, e con apodosi la parte che ne indica la conseguenza. Non è necessario memorizzare questi nomi per costruire la frase, ma sono utili per descriverne lo schema.
| Tipo | Parte con hvis | Conseguenza tipica | Significato |
|---|---|---|---|
| Reale o aperto | hvis + presente | presente, imperativo o verbo modale | La condizione è possibile, abituale o ancora aperta. |
| Irreale nel presente | hvis + preterito | ville + infinito | La situazione è immaginata, improbabile o contraria alla realtà attuale. |
| Irreale nel passato | hvis + trapassato | ville have/være + participio passato | La condizione non si è realizzata e il passato non può più cambiare. |
Il preterito è il normale tempo passato semplice danese, per esempio havde, var o kom. Nelle ipotesi presenti, però, non indica necessariamente il passato: segnala distanza dalla realtà. Il participio passato è la forma usata nei tempi composti, come vidst in havde vidst e kommet in ville være kommet.
1. Condizioni reali o aperte
Quando la condizione è realistica, possibile o ripetuta, il danese usa normalmente il presente nella subordinata con hvis:
hvis + presente, presente / imperativo / verbo modale
Hvis du kommer, bliver jeg glad significa che il tuo arrivo è considerato possibile. Il presente danese può riferirsi anche al futuro; non occorre inserire automaticamente vil solo perché in italiano si potrebbe usare il futuro. Nella conseguenza sono comunque possibili i modali quando aggiungono un significato reale: kan indica possibilità o capacità, skal un piano o un obbligo, vil una previsione o una volontà.
La stessa struttura esprime fatti abituali: Hvis jeg arbejder sent, tager jeg en taxa hjem (“Se lavoro fino a tardi, torno a casa in taxi”). Può anche accompagnare un ordine o un consiglio: Hvis du ser Anna, så sig hej fra mig (“Se vedi Anna, salutamela”). Så (“allora”) rende più esplicito il passaggio alla conseguenza, ma spesso può essere omesso.
2. Ipotesi irreali o remote nel presente
Per immaginare una situazione che non è vera adesso, oppure che si considera poco probabile, si usa:
hvis + preterito, ville + infinito
Hvis jeg havde penge, ville jeg rejse vuol dire “Se avessi soldi, viaggerei”. Qui havde non colloca il possesso nel passato: presenta una realtà alternativa nel presente. Dopo ville si usa l'infinito senza at: ville rejse, non ville at rejse.
Anche altri modali possono comparire nella conseguenza quando il senso lo richiede: Hvis vi havde en bil, kunne vi besøge dem oftere (“Se avessimo un'auto, potremmo andare a trovarli più spesso”). Kunne esprime qui possibilità o capacità, non è un semplice sostituto meccanico di ville.
Il confine tra condizione aperta e remota dipende anche dall'atteggiamento di chi parla:
- Hvis hun kommer i morgen, taler vi med hende. — Il suo arrivo è una possibilità concreta.
- Hvis hun kom i morgen, ville vi tale med hende. — L'arrivo viene presentato come ipotetico o poco probabile.
3. Ipotesi irreali nel passato
Quando si immagina un passato diverso da quello realmente avvenuto, la condizione contiene il trapassato, cioè havde o, con alcuni verbi di movimento o cambiamento di stato, var + participio passato. La conseguenza contiene il condizionale composto:
hvis + havde/var + participio passato, ville have/være + participio passato
Hvis jeg havde vidst det, ville jeg være kommet significa che non lo sapevo e, di conseguenza, non sono venuto. Un altro schema molto comune è ville have + participio: Hvis du havde ringet, ville jeg have svaret (“Se avessi telefonato, avrei risposto”). La scelta tra have e være segue il verbo e il modo in cui si presenta l'azione; è quindi utile imparare ogni costruzione completa, non soltanto la formula astratta.
Ordine delle parole
Nella subordinata con hvis, un avverbio come ikke viene normalmente prima del verbo finito, cioè del verbo che porta il tempo:
- hvis du ikke kommer
- hvis jeg ikke havde set beskeden
Nella proposizione principale danese vale la regola V2: il verbo finito occupa la seconda posizione. Se la subordinata viene prima, essa occupa tutta la prima posizione e subito dopo compare il verbo:
- Hvis du kommer, bliver jeg glad.
- Hvis jeg havde tid, ville jeg hjælpe.
L'ordine Hvis du kommer, jeg bliver glad risente facilmente dell'italiano, ma non è quello richiesto dal danese standard. Se invece la principale viene prima, l'ordine è normale: Jeg bliver glad, hvis du kommer.
Hvis e om: due “se” diversi
L'italiano usa “se” sia per una condizione sia per una domanda indiretta. Il danese distingue:
- hvis introduce una condizione: Hvis det regner, bliver vi hjemme (“Se piove, restiamo a casa”).
- om significa “se” nel senso di “se oppure no”: Jeg ved ikke, om det regner (“Non so se piove”).
Un buon controllo consiste nel provare ad aggiungere “oppure no”: se il significato resta naturale, spesso serve om; se c'è una conseguenza che dipende dalla condizione, serve hvis.
Esempi nel contesto
| Danese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Hvis du kommer, bliver jeg glad. | Se vieni, sarò contento. | Condizione reale; il presente danese può avere valore futuro. |
| Hvis bussen er forsinket, tager vi toget. | Se l'autobus è in ritardo, prendiamo il treno. | Possibilità concreta. |
| Hvis du ser Mikkel, så bed ham ringe til mig. | Se vedi Mikkel, digli di telefonarmi. | Conseguenza all'imperativo; så è facoltativo ma naturale. |
| Jeg hjælper dig, hvis jeg kan. | Ti aiuto, se posso. | La proposizione principale viene per prima. |
| Hvis jeg havde penge, ville jeg rejse. | Se avessi soldi, viaggerei. | Ipotesi irreale nel presente. |
| Hvis vi boede tættere på, ville vi ses oftere. | Se abitassimo più vicini, ci vedremmo più spesso. | Il preterito boede indica distanza dalla realtà. |
| Hvis hun kendte svaret, ville hun fortælle os det. | Se conoscesse la risposta, ce la direbbe. | Situazione presente immaginata. |
| Hvis jeg var dig, ville jeg vente. | Se fossi in te, aspetterei. | Formula comune per dare un consiglio. |
| Hvis vi havde en bil, kunne vi besøge dem oftere. | Se avessimo un'auto, potremmo andare a trovarli più spesso. | Kunne aggiunge il senso di possibilità. |
| Hvis jeg havde vidst det, ville jeg være kommet. | Se l'avessi saputo, sarei venuto. | Condizione e conseguenza irreali nel passato. |
| Hvis du havde ringet, ville jeg have svaret. | Se avessi telefonato, avrei risposto. | Conseguenza con ville have + participio. |
| Hvis hun var kommet tidligere, ville hun have mødt chefen. | Se fosse arrivata prima, avrebbe incontrato il direttore. | Trapassato con var kommet. |
| Hvis jeg havde sovet bedre, ville jeg ikke være så træt nu. | Se avessi dormito meglio, ora non sarei così stanco. | Condizionale misto: causa passata, risultato presente. |
| Havde jeg tid, ville jeg hjælpe. | Se avessi tempo, aiuterei. | Variante senza hvis, con verbo iniziale. |
| Skulle der opstå problemer, så ring til os. | Qualora sorgessero problemi, ci telefoni. | Condizione prudente, tipica di istruzioni e registro formale. |
Errori comuni
1. Usare om per una vera condizione
- Errato: Om det regner, bliver vi hjemme.
- Corretto: Hvis det regner, bliver vi hjemme.
- Perché: qui la pioggia è la condizione da cui dipende il risultato. Om introduce invece un dubbio o una domanda indiretta: Jeg ved ikke, om det regner.
2. Dimenticare l'inversione dopo una subordinata iniziale
- Errato: Hvis jeg havde tid, jeg ville hjælpe.
- Corretto: Hvis jeg havde tid, ville jeg hjælpe.
- Perché: la subordinata iniziale occupa la prima posizione della frase; nella principale il verbo finito deve quindi precedere il soggetto.
3. Mettere ikke dopo il verbo nella subordinata
- Errato: Hvis du kommer ikke, tager jeg alene af sted.
- Corretto: Hvis du ikke kommer, tager jeg alene af sted.
- Perché: nella subordinata danese l'avverbio di frase ikke precede normalmente il verbo finito. Nella principale l'ordine sarebbe invece du kommer ikke.
4. Usare ville nella parte con hvis come copia dell'italiano
- Da evitare nel significato ipotetico normale: Hvis jeg ville have penge, ville jeg rejse.
- Corretto: Hvis jeg havde penge, ville jeg rejse.
- Perché: la condizione irreale si forma normalmente con il preterito, mentre ville compare nella conseguenza. Ville può stare dopo hvis solo quando conserva un significato proprio, per esempio volontà o intenzione: Hvis du ville lytte, kunne vi løse problemet (“Se volessi ascoltare…”).
5. Confondere ipotesi presente e ipotesi passata
- Errato per un rimpianto passato: Hvis jeg vidste det, ville jeg komme.
- Corretto: Hvis jeg havde vidst det, ville jeg være kommet.
- Perché: se l'occasione è ormai trascorsa, entrambe le parti richiedono forme composte. La prima versione descrive piuttosto una situazione immaginata nel presente.
6. Inserire at dopo ville
- Errato: Hvis jeg havde ferie, ville jeg at rejse.
- Corretto: Hvis jeg havde ferie, ville jeg rejse.
- Perché: dopo un verbo modale danese, l'infinito compare senza la particella at.
Note d'uso
La scelta del tempo non descrive soltanto la cronologia, ma anche quanto il parlante considera reale una situazione. Hvis du har tid, kan vi mødes è un invito aperto; Hvis du havde tid, kunne vi mødes può suonare più esitante, più distante oppure suggerire che probabilmente non hai tempo. Come in italiano, il contesto e l'intonazione aiutano a capire se si tratta di cortesia, prudenza o vera irrealtà.
Nella lingua parlata si incontra spesso så nella conseguenza, soprattutto quando la condizione è lunga: Hvis du stadig er interesseret efter mødet, så sender jeg dig alle oplysningerne. Non è una traduzione obbligatoria di “allora” e non cambia il tipo di condizione; serve a segnalare con chiarezza l'inizio del risultato.
La punteggiatura danese ammette due sistemi per la virgola prima delle subordinate. Non stupirti quindi di vedere sia una virgola sia la sua assenza quando la parte con hvis viene dopo la principale. Quando la subordinata apre la frase, la virgola che ne segnala la fine rende chiaro il confine: Hvis du kommer, bliver jeg glad.
Per dare consigli è molto comune Hvis jeg var dig... (“Se fossi in te…”). La frase è naturale, ma il consiglio può risultare diretto; in situazioni delicate si può attenuare con Jeg tror, jeg ville... (“Credo che io…” / “Io probabilmente…”).
Oltre le basi: usi avanzati
Condizionali misti
Le due parti non devono riferirsi sempre allo stesso momento. Se una scelta passata produce una conseguenza presente, il danese combina trapassato e condizionale semplice:
Hvis jeg havde taget den uddannelse, ville jeg have et andet job nu. — “Se avessi seguito quel percorso di studi, ora avrei un altro lavoro.”
È possibile anche ragionare su una caratteristica presente e su un risultato passato, ma nella conseguenza si mantiene la forma composta: Hvis han var mere forsigtig, ville han ikke have lavet den fejl (“Se fosse più prudente, non avrebbe commesso quell'errore”). Il tempo va scelto separatamente in ciascuna parte in base al momento a cui si riferisce.
Omissione di hvis
In uno stile più conciso o formale, hvis può essere omesso e il verbo finito passa davanti al soggetto:
- Havde jeg tid, ville jeg hjælpe.
- Var jeg dig, ville jeg sige nej.
- Skulle der ske noget, så ring med det samme.
Questa inversione non è una domanda: il significato condizionale deriva dall'intera costruzione. Le forme con havde e var possono comparire anche nel parlato, specialmente in espressioni consolidate; skulle è frequente in avvisi, istruzioni e comunicazioni professionali perché presenta l'eventualità con prudenza: “nel caso in cui”.
Quando vil o ville compare nella condizione
La regola pratica “non mettere ville dopo hvis” evita molti errori, ma non è assoluta. Vil/ville è corretto quando significa realmente “volere”, “essere disposto a” o descrive un comportamento intenzionale:
Hvis du vil hjælpe, bliver vi hurtigere færdige. — “Se vuoi aiutare, finiremo prima.”
Hvis han ville fortælle sandheden, kunne vi komme videre. — “Se fosse disposto a dire la verità, potremmo andare avanti.”
In questi casi il modale appartiene al contenuto della condizione; non serve soltanto a marcarla come ipotetica.
Altre congiunzioni condizionali
Medmindre significa “a meno che” e introduce una condizione negativa: Vi går en tur, medmindre det regner (“Facciamo una passeggiata, a meno che non piova”). Hvis bare esprime spesso un desiderio o un rimpianto: Hvis bare jeg havde mere tid! (“Se solo avessi più tempo!”). Queste espressioni sfruttano gli stessi contrasti temporali, ma aggiungono un significato specifico che va imparato insieme alla congiunzione.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma una stessa situazione tre volte. Parti da du kommer e costruisci una possibilità reale, un'ipotesi presente e un rimpianto passato. In questo modo colleghi forma e significato, invece di memorizzare tre formule isolate.
- Allena l'ordine con ikke. Scrivi coppie come Hvis du ikke kommer, tager jeg alene af sted e Jeg tager alene af sted, hvis du ikke kommer. Controlla sia la posizione di ikke sia l'inversione della principale.
- Ascolta il grado di realtà. In dialoghi e notiziari annota esempi con hvis, havde, ville e skulle. Chiediti ogni volta: la condizione è aperta, remota, impossibile nel passato oppure formulata con prudenza?
Concetti collegati
- Prerequisito: Il condizionale — introduce ville + infinito, necessario per esprimere la conseguenza nelle ipotesi irreali.
Prerequisito
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