Le preposizioni coniugate in gallese
Arddodiaid Rhediadol
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di gallese su Settemila Lingue.
In breve
In gallese molte preposizioni cambiano forma secondo la persona: ar «su» diventa, per esempio, arna i «su di me», arnat ti «su di te» e arno fe «su di lui». La forma personale non serve soltanto a tradurre una preposizione italiana: compare anche in espressioni comuni come Mae arna i eisiau coffi «Voglio un caffè» e Mae gen i gar «Ho un'auto».
Panoramica
Le preposizioni coniugate, in gallese arddodiaid rhediadol, sono preposizioni che incorporano un riferimento alla persona. Una preposizione è una parola come «a», «con», «da» o «su», che mette in relazione due elementi della frase; la persona grammaticale indica invece chi parla, chi ascolta o la persona di cui si parla. In italiano diciamo su di me, su di te, su di lui: la preposizione resta quasi uguale e cambia il pronome. In gallese cambia anche la preposizione: arna i, arnat ti, arno fe.
Questo sistema si incontra già al livello A2 perché è indispensabile nella conversazione quotidiana. Serve con verbi come edrych ar «guardare», gwrando ar «ascoltare» e dweud wrth «dire a», ma anche per esprimere possesso, bisogno, desiderio, paura e altri stati. Il referente personale non coincide necessariamente con il soggetto della frase: in Mae hi'n edrych arnyn nhw, hi è chi guarda, mentre nhw sono le persone guardate.
Per un italofono la difficoltà principale non è il significato delle singole preposizioni, bensì il cambio di prospettiva. «Ho», «voglio» o «ho paura» possono essere resi da strutture nelle quali la persona è contenuta in una preposizione. Conviene quindi imparare interi blocchi, non tentare sempre una traduzione parola per parola.
Come funziona
La regola essenziale
Quando il complemento della preposizione è un nome, si usa normalmente la forma di base:
- ar y bwrdd — sul tavolo;
- wrth y drws — accanto alla porta;
- am y gwaith — riguardo al lavoro.
Quando il complemento è una persona espressa da un pronome, molte preposizioni assumono una forma personale:
- ar + fi → arna i — su di me;
- ar + ti → arnat ti — su di te;
- ar + hi → arni hi — su di lei.
Non si tratta di una coniugazione verbale, anche se il termine «coniugata» è tradizionale. Le terminazioni cambiano secondo la persona, ma ogni preposizione ha un proprio modello. Non esiste una sola serie di desinenze da applicare automaticamente a tutte.
Il paradigma fondamentale di ar
Per cominciare, è utile memorizzare la serie parlata di ar. Il pronome finale — i, ti, fe/fo, hi, ni, chi, nhw — rende la persona più evidente ed è molto comune nel parlato.
| Persona | Forma comune | Significato di base |
|---|---|---|
| 1ª singolare | arna i | su di me, a me |
| 2ª singolare informale | arnat ti | su di te, a te |
| 3ª singolare maschile | arno fe / arno fo | su di lui |
| 3ª singolare femminile | arni hi | su di lei |
| 1ª plurale | arnon ni | su di noi, a noi |
| 2ª plurale o forma di cortesia | arnoch chi | su di voi, su di Lei |
| 3ª plurale | arnyn nhw | su di loro |
Fe è tipico di molte varietà meridionali, fo di molte varietà settentrionali. Entrambi significano «lui». La scelta non cambia il meccanismo della preposizione.
Nella lingua più formale o letteraria si incontrano forme come arnaf i per la prima persona. Nel parlato la consonante finale può cadere: da qui arna i, forma dell'esempio Mae arna i eisiau coffi. Per il livello A2 è più utile riconoscere entrambe e adottare con coerenza il modello del proprio corso.
Wrth: «presso», «verso» e soprattutto in dweud wrth
La preposizione wrth ha diversi usi. Per chi comincia, la combinazione più importante è dweud wrth rywun «dire a qualcuno». Ecco le forme personali comuni:
| Persona | Forma comune | Esempio di valore |
|---|---|---|
| io | wrtha i | a me |
| tu | wrthot ti | a te |
| lui | wrtho fe / fo | a lui |
| lei | wrthi hi | a lei |
| noi | wrthon ni | a noi |
| voi / Lei | wrthoch chi | a voi / a Lei |
| loro | wrthyn nhw | a loro |
In Dwedwch wrtho fe, Dwedwch è un imperativo (la forma usata per dare un ordine o fare una richiesta) rivolto a più persone o usato cortesemente; wrtho fe indica il destinatario: «Diteglielo» oppure «Glielo dica» secondo il contesto.
Gan: possesso, provenienza e agente
Le forme di gan sono frequentissime. Nel gallese parlato settentrionale, la costruzione mae ... gan ... è un modo normale di esprimere il possesso:
| Persona | Forma parlata comune | In una frase di possesso |
|---|---|---|
| io | gen i | Mae gen i gar. — Ho un'auto. |
| tu | gen ti | Mae gen ti amser. — Hai tempo. |
| lui | ganddo fe / fo | Mae ganddo fe gi. — Ha un cane. |
| lei | ganddi hi | Mae ganddi hi gar. — Ha un'auto. |
| noi | gynnon ni | Mae gynnon ni le. — Abbiamo posto. |
| voi / Lei | gynnoch chi | Mae gynnoch chi gwestiwn. — Avete / ha una domanda. |
| loro | ganddyn nhw | Mae ganddyn nhw blant. — Hanno figli. |
Nelle varietà meridionali è molto comune una costruzione con gyda, per esempio Mae gyda fi gar «Ho un'auto». Si incontra anche l'ordine Mae car gyda fi. Gyda fi non va forzato dentro il paradigma di gan: è un modello alternativo da imparare come tale. Le varietà regionali non sono compartimenti rigidi, ma all'inizio è meglio seguire il sistema presentato dal proprio corso o dalla comunità con cui si parla.
Gan può inoltre indicare provenienza o origine: Ces i lythyr ganddo fe «Ho ricevuto una lettera da lui». In registri più avanzati introduce anche chi compie un'azione in una frase passiva, con un valore vicino all'italiano «da parte di».
Altre serie molto frequenti
Non occorre imparare tutti i paradigmi in una sola volta. È però utile riconoscere il disegno generale in alcune preposizioni comuni:
| Preposizione | Io | Tu | Lui | Lei | Loro |
|---|---|---|---|---|---|
| am «su, riguardo a» | amdana i | amdanat ti | amdano fe/fo | amdani hi | amdanyn nhw |
| o «da, di» | ohona i | ohonot ti | ohono fe/fo | ohoni hi | ohonyn nhw |
| dan «sotto» | dana i | danat ti | dano fe/fo | dani hi | danyn nhw |
| dros «sopra, per» | drosta i | drostat ti | drosto fe/fo | drosti hi | drostyn nhw |
La distinzione maschile/femminile alla terza persona è visibile dentro la preposizione: arno ma arni, amdano ma amdani, ohono ma ohoni. Perciò non basta cambiare soltanto fe in hi.
Espressioni nelle quali la persona sta nella preposizione
Alcuni significati che in italiano sono espressi dal verbo o dal soggetto usano in gallese una costruzione con bod «essere» e una preposizione personale:
| Struttura gallese | Resa naturale in italiano | Prospettiva letterale utile |
|---|---|---|
| Mae arna i eisiau coffi. | Voglio un caffè. | Il desiderio riguarda / è su di me. |
| Mae ofn arni hi. | Lei ha paura. | La paura è su di lei. |
| Mae angen help arnon ni. | Abbiamo bisogno di aiuto. | Il bisogno è su di noi. |
| Mae gen i gar. | Ho un'auto. | Un'auto è in mio possesso. |
La colonna letterale serve soltanto a vedere la struttura: non va imitata nell'italiano naturale. In gallese, invece, la persona deve cambiare insieme alla preposizione: arna i per «io», arnat ti per «tu», arno fe per «lui» e così via.
Esempi nel contesto
| Gallese | Traduzione italiana | Nota |
|---|---|---|
| Mae arna i eisiau coffi. | Voglio un caffè. | Il desiderante è espresso da arna i. |
| Mae ofn arni hi. | Lei ha paura. | Terza persona femminile di ar. |
| Mae angen help arnon ni. | Abbiamo bisogno di aiuto. | Arnon ni indica chi ha bisogno. |
| Mae hi'n edrych arnyn nhw. | Lei li sta guardando. | Hi è il soggetto; nhw è il referente di ar. |
| Wyt ti'n gwrando arna i? | Mi stai ascoltando? | Gwrando ar richiede la serie di ar. |
| Dwedwch wrtho fe. | Diteglielo. / Glielo dica. | Wrtho fe indica «a lui». |
| Dwedodd hi wrthon ni am aros. | Ci ha detto di aspettare. | Il destinatario è «noi». |
| Mae gen i ddau frawd. | Ho due fratelli. | Possesso con gen i. |
| Mae ganddi hi gar newydd. | Lei ha un'auto nuova. | Forma femminile ganddi hi. |
| Oes gynnoch chi amser? | Avete tempo? / Ha tempo? | Chi può essere plurale o cortese. |
| Mae gyda fi gar. | Ho un'auto. | Variante comune con gyda fi. |
| Dw i'n meddwl amdano fe. | Sto pensando a lui. | Am assume la forma amdano. |
| Clywais i amdani hi ddoe. | Ho sentito parlare di lei ieri. | Forma femminile amdani hi. |
| Ces i lythyr ganddo fe. | Ho ricevuto una lettera da lui. | Qui gan indica provenienza. |
Errori comuni
Lasciare invariata la preposizione davanti al pronome
- Sbagliato: Mae hi'n edrych ar nhw.
- Corretto: Mae hi'n edrych arnyn nhw.
- Perché: davanti al pronome personale nhw, ar richiede la forma di terza persona plurale arnyn; nel parlato il pronome finale chiarisce ulteriormente il referente.
Cambiare il pronome ma non il genere della forma
- Sbagliato: Mae ofn arno hi.
- Corretto: Mae ofn arni hi.
- Perché: alla terza persona singolare cambia anche la preposizione: arno è maschile, arni femminile.
Usare wrth seguito direttamente da fe
- Sbagliato: Dwedwch wrth fe.
- Corretto: Dwedwch wrtho fe.
- Perché: quando il destinatario è «lui», la forma personale di wrth è wrtho.
Trattare «avere» come una traduzione parola per parola
- Sbagliato: cercare un unico verbo gallese equivalente a «avere» e aggiungervi sempre un soggetto.
- Corretto: imparare blocchi come Mae gen i gar oppure, nel modello con gyda, Mae gyda fi gar.
- Perché: il gallese esprime spesso il possesso come una relazione tra ciò che è posseduto e la persona. Il modello scelto dipende anche dalla varietà linguistica.
Applicare la serie di ar a un'altra preposizione
- Sbagliato: inventare una forma di am sostituendo soltanto l'inizio di arna i.
- Corretto: memorizzare amdana i, amdanat ti, amdano fe, amdani hi come una serie propria.
- Perché: le preposizioni condividono alcune somiglianze, ma non seguono tutte un unico paradigma produttivo.
Confondere la persona della preposizione con il soggetto
- Sbagliato: interpretare Mae hi'n edrych arnyn nhw come se nhw fossero a guardare.
- Corretto: «Lei sta guardando loro».
- Perché: hi è il soggetto (chi compie l'azione); arnyn nhw è il complemento retto da edrych ar (le persone verso cui è diretta l'azione).
Note d'uso
Il gallese parlato presenta variazioni regionali reali. Si possono sentire fe o fo per «lui», gen i oppure costruzioni con gyda fi per il possesso, e forme brevi come arna i accanto a forme più formali come arnaf i. Non è necessario mescolare tutte le varianti per parlare bene. È più efficace scegliere un modello coerente per la produzione e imparare a riconoscere gli altri durante l'ascolto e la lettura.
Il pronome finale non è sempre indispensabile dal punto di vista grammaticale, perché una forma come arno segnala già la terza persona maschile. Nel parlato, però, arno fe/fo è molto comune e trasparente. Il pronome può anche dare contrasto: la differenza tra arna i e arnat ti risulta così particolarmente chiara.
Non bisogna dedurre il significato dalla sola traduzione di base. Ar significa spesso «su», ma in gwrando ar corrisponde all'italiano «ascoltare» senza preposizione, e nelle espressioni mae ofn ar... o mae angen ... ar... segnala chi prova uno stato o un bisogno. Analogamente, wrth non si traduce sempre con una sola preposizione italiana: in dweud wrth introduce la persona a cui si dice qualcosa.
Oltre le basi: usi avanzati
A livello A2 basta saper usare con sicurezza poche serie ad alta frequenza. Più avanti si incontrano paradigmi formali completi, nei quali compaiono terminazioni oggi meno evidenti nel parlato, come arnaf i e altre forme conservate soprattutto nello scritto sorvegliato. Queste non rendono «sbagliate» le forme colloquiali: appartengono a registri e modelli diversi.
Le preposizioni personali partecipano anche a molte espressioni idiomatiche, cioè combinazioni il cui significato complessivo non si ricava traducendo ogni parola. Per esempio, la persona che prova paura, vergogna, bisogno o preferenza può essere presentata attraverso una preposizione. Quando si cambia protagonista, occorre modificare tutta la forma: una frase memorizzata con arna i deve diventare arno fe se il referente è un uomo e arni hi se è una donna.
Nei testi formali, gan può indicare l'agente, cioè chi compie l'azione in una costruzione passiva: le sue forme personali permettono di dire «da lui», «da lei» o «da loro». Inoltre, preposizioni diverse possono reggere lo stesso verbo in locuzioni differenti e produrre significati non prevedibili dall'italiano. A un livello avanzato, quindi, è utile registrare nel vocabolario non soltanto il verbo, ma l'intera combinazione: edrych ar, gwrando ar, dweud wrth, meddwl am.
Infine, alcune preposizioni brevi e alcune locuzioni preposizionali non si comportano esattamente come ar. La strategia più sicura resta verificare e apprendere ogni paradigma d'uso frequente, invece di creare forme per analogia.
Consigli per la pratica
- Ripassa per righe complete. Pronuncia arna i – arnat ti – arno fe – arni hi – arnon ni – arnoch chi – arnyn nhw, poi ripeti la serie dentro una frase come Mae angen help.... Così la forma resta legata a un significato reale.
- Trasforma la persona. Parti da Mae ofn arna i e riscrivila con «tu», «lei», «noi» e «loro». Fai lo stesso con Mae gen i... e Dwedwch wrtho fe. Questo esercizio impedisce di cambiare soltanto il pronome finale.
- Annota verbo e preposizione insieme. Nel quaderno non scrivere solo edrych «guardare», ma edrych ar rywun «guardare qualcuno»; non solo dweud, ma dweud wrth rywun «dire a qualcuno». Durante l'ascolto, segna anche se chi parla usa fe o fo, gen i o gyda fi.
Concetti correlati
- Prerequisito: Preposizioni semplici (Arddodiaid Syml) — introduce ar, am, wrth, gan e le altre preposizioni prima delle forme personali.
- Passo successivo: Espressioni idiomatiche (Idiomau) — riutilizza forme come arna i, arno fe e gen i in combinazioni dal significato non letterale.
Prerequisito
Le preposizioni semplici in galleseA1Concetti che si basano su questo
Altri concetti di livello A2
Esercitati con Arddodiaid Rhediadol in gallese usando un account Settemila Lingue gratuito. Imposteremo gallese · A2 e genereremo schede dedicate proprio a questo concetto grammaticale.
Esercitati su questo concetto