A2

L’imperativo in turco

Emir Kipi

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di turco su Settemila Lingue.

In breve

In turco, per dare un ordine informale a una sola persona si usa la base del verbo: gelmek “venire” diventa Gel! “Vieni!”. Con una persona a cui si dà del lei, oppure con più persone, si aggiunge -in/-ın/-ün/-un; per vietare qualcosa si inserisce -me/-ma: Gelmeyin! “Non venga!/Non venite!”. Per dire che una terza persona deve fare o non fare qualcosa si usa -sin/-sın/-sün/-sun: Gelsin!, Gelmesin!

Panoramica

L’imperativo (emir kipi) è il modo verbale, cioè la forma del verbo che esprime l’atteggiamento di chi parla, usato per ordini, istruzioni, inviti e richieste. Compare continuamente nelle conversazioni, sui cartelli, nelle ricette e nelle indicazioni: Bekle! “Aspetta!”, Sağa dönün. “Giri/Girate a destra”, Dokunmayın. “Non tocchi/Non toccate”.

Il meccanismo di base si incontra al livello A2 ed è più regolare dell’imperativo italiano. Non occorre imparare una serie distinta di desinenze per ogni coniugazione: si parte dalla base verbale e si aggiungono pochi suffissi. La scelta davvero importante è capire a chi ci si rivolge: una persona in confidenza, una persona trattata con rispetto, più persone oppure una terza persona di cui si sta parlando.

Per un italofono c’è una differenza essenziale. In italiano “vieni”, “venga” e “venite” cambiano forma e dipendono anche dal registro; in turco gel, gelin e gelsin mostrano queste distinzioni con suffissi trasparenti. Inoltre il turco può costruire un vero comando alla terza persona: Ali gelsin significa “Che venga Ali” o “Dite ad Ali di venire”.

Come si forma

1. Trovare la base del verbo

Si parte dall’infinito (la forma del dizionario) e si elimina -mek o -mak. Ciò che rimane è la base verbale.

Infinito turco Significato Base
gelmek venire gel-
bakmak guardare bak-
oturmak sedersi, stare seduto otur-
okumak leggere oku-
beklemek aspettare bekle-

Il trattino serve solo a mostrare dove si unisce un suffisso; non si scrive nella parola completa.

2. Ordine informale a una persona: base senza suffisso

Con una persona con cui si è in confidenza si usa la sola base verbale. Il destinatario corrisponde al “tu” italiano.

Infinito Imperativo Traduzione
gelmek Gel! Vieni!
bakmak Bak! Guarda!
oturmak Otur! Siediti!
beklemek Bekle! Aspetta!
okumak Oku! Leggi!

Il pronome personale normalmente non compare: la forma stessa indica che ci si rivolge all’interlocutore. Un ordine così breve può risultare deciso o brusco; tono, rapporto tra le persone e parole come lütfen “per favore” ne modificano l’effetto.

3. Forma cortese o rivolta a più persone: -(y)in

Per rivolgersi con rispetto a una persona, oppure per parlare a più persone, si aggiunge una delle quattro forme -in, -ın, -ün, -un. La vocale è scelta dall’armonia vocalica (il principio per cui la vocale del suffisso si adatta all’ultima vocale della base).

Ultima vocale della base Suffisso Esempio Traduzione
e, i -in gelin venga / venite
a, ı -ın bakın guardi / guardate
ö, ü -ün görün veda / vedete
o, u -un oturun si sieda / sedetevi

Se la base finisce per vocale, tra la base e il suffisso entra y, una consonante di collegamento che evita due vocali consecutive:

  • bekle-y-in → bekleyin — aspetti / aspettate
  • oku-y-un → okuyun — legga / leggete
  • dinle-y-in → dinleyin — ascolti / ascoltate

La stessa forma può quindi corrispondere sia al “Lei” sia al “voi” italiano. È il contesto a chiarire se il destinatario è una persona trattata con cortesia o un gruppo.

Esiste anche una forma più lunga, -(y)iniz/-(y)ınız/-(y)ünüz/-(y)unuz, frequente in avvisi, istruzioni ufficiali o richieste particolarmente formali: Lütfen bekleyiniz. “Si prega di attendere”; Formu doldurunuz. “Compili/Compilate il modulo”. Nella conversazione quotidiana la forma breve in -(y)in è spesso sufficiente e naturale.

4. Imperativo negativo: -me/-ma

Per vietare un’azione si mette -me o -ma subito dopo la base. Questa forma negativa è talvolta chiamata anche proibitivo, vale a dire una forma che dice di non fare qualcosa. Si usa -me dopo le vocali anteriori e, i, ö, ü e -ma dopo le vocali posteriori a, ı, o, u.

Destinatario Affermativo Negativo Traduzione del negativo
una persona, informale gel gelme non venire
una persona, informale bak bakma non guardare
cortese o plurale gelin gelmeyin non venga / non venite
cortese o plurale bakın bakmayın non guardi / non guardate

Nelle forme cortesi o plurali, -me/-ma termina per vocale; perciò prima di -(y)in compare y: gel-me-y-in, bak-ma-y-ın. La sequenza dei pezzi è sempre:

base + negazione + destinatario

Per esempio: konuş-ma-y-ın “non parli/non parlate” e bekle-me-y-in “non aspetti/non aspettate”.

5. Ordini riguardanti una terza persona: -sin/-sın/-sün/-sun

Quando il comando non è rivolto direttamente alla persona che deve agire, si aggiunge -sin, -sın, -sün o -sun. La terza persona è la persona di cui si parla: “lui”, “lei” oppure una persona nominata. In italiano questa idea si rende spesso con “che…”, “lascia che…” o “ditegli/le di…”.

Ultima vocale Forma Esempio Traduzione naturale
e, i -sin gelsin che venga
a, ı -sın baksın che guardi
ö, ü -sün görsün che veda
o, u -sun okusun che legga

La negazione precede questo suffisso: gelmesin “che non venga”, bakmasın “che non guardi”, okumasın “che non legga”. Per più persone si aggiunge anche il suffisso plurale -ler/-lar: gelsinler “che vengano”, başlamasınlar “che non comincino”.

Schema completo con gelmek

Persona coinvolta Affermativo Negativo
tu, informale gel gelme
Lei / voi gelin gelmeyin
Lei / voi, forma estesa geliniz gelmeyiniz
lui / lei gelsin gelmesin
loro gelsinler gelmesinler

Non esiste un imperativo propriamente detto di prima persona, cioè per “io” e “noi”. Per “lascia che faccia” o “facciamo” il turco usa forme volitive, presentate più avanti.

Esempi nel contesto

Turco Italiano Nota
Gel! Vieni! Ordine informale a una persona.
Biraz dinlen. Riposati un po’. Invito informale, reso più morbido da biraz.
Kapıyı kapat. Chiudi la porta. Istruzione diretta.
Lütfen oturun. Si sieda, per favore. / Sedetevi, per favore. Forma cortese o plurale.
Burada bekleyin. Aspetti qui. / Aspettate qui. La base termina per vocale: bekle-y-in.
Yavaş konuşun, lütfen. Parli lentamente, per favore. Richiesta cortese.
Bu metni okuyun. Legga questo testo. / Leggete questo testo. Forma in -yun dopo oku-.
Merak etme. Non preoccuparti. Espressione informale molto comune.
Telefonunu unutma. Non dimenticare il telefono. Divieto o promemoria informale.
Geç kalmayın. Non faccia tardi. / Non fate tardi. Negazione più forma cortese o plurale.
Sakın dokunma! Non toccare assolutamente! Sakın rafforza il divieto.
Ali içeri girsin. Che Ali entri. / Fate entrare Ali. Comando riguardante una terza persona.
O şimdi gitmesin. Che lui/lei non vada via adesso. Terza persona negativa.
Misafirler önce başlasınlar. Che gli ospiti comincino per primi. Terza persona plurale.
Lütfen formu doldurunuz. Si prega di compilare il modulo. Forma estesa, tipica di istruzioni formali.

Errori comuni

Usare l’infinito al posto della base

  • Non corretto: Gelmek!
  • Corretto: Gel!
  • Perché: gelmek è “venire”, la forma del dizionario. Per un ordine informale si eliminano -mek/-mak e non si aggiunge altro.

Dimenticare l’armonia vocalica

  • Non corretto: Bakin!
  • Corretto: Bakın!
  • Perché: dopo la vocale a occorre -ın, con la lettera turca ı senza punto. Dopo gel- si usa invece -in: Gelin!. i e ı sono lettere e suoni distinti.

Omettere la consonante di collegamento nella forma negativa

  • Non corretto: Gelmein!
  • Corretto: Gelmeyin!
  • Perché: la negazione -me termina per vocale e anche il suffisso personale inizia con una vocale. Tra i due si inserisce y: gel-me-y-in.

Usare una forma troppo diretta in una situazione formale

  • Poco adatto a uno sconosciuto: Otur!
  • Più adatto: Lütfen oturun.
  • Perché: la base nuda corrisponde al “tu” ed è molto diretta. -(y)in segnala rispetto; lütfen aggiunge “per favore”. Non è un errore grammaticale, ma può essere un errore di registro, cioè di tono adatto alla situazione.

Negare con una parola separata

  • Non corretto: Gitsin değil.
  • Corretto: Gitmesin.
  • Perché: l’imperativo negativo non si costruisce aggiungendo değil “non è”. La negazione -me/-ma va dentro il verbo, prima della desinenza di terza persona.

Dare alla terza persona la forma rivolta al “tu”

  • Non corretto nel senso di “che Ali venga”: Ali gel!
  • Corretto: Ali gelsin!
  • Perché: gel è rivolto direttamente all’interlocutore. Se Ali è la persona di cui si parla, serve -sin.

Note d’uso

Ordine, invito o richiesta dipendono dal contesto

La grammatica non stabilisce da sola se una frase suona autoritaria. Gel. può essere un ordine secco, ma tra amici può anche essere un semplice “Vieni”. Per attenuare una richiesta sono comuni:

  • lütfen — per favore: Lütfen bekleyin.
  • una motivazione o un complemento gentile: Biraz otur. “Siediti un po’.”
  • la forma cortese -(y)in, anche parlando a una sola persona.

In italiano si ricorre spesso al condizionale, come “Potrebbe aspettare?”. In turco una richiesta con lütfen + imperativo cortese è normale e non va interpretata automaticamente come scortese. Tuttavia, con un superiore o in una situazione delicata, anche il turco dispone di domande e formule indirette: l’imperativo non è l’unica scelta possibile.

Cartelli e istruzioni

Nei cartelli pubblici sono frequenti forme negative plurali o cortesi come Girmeyin “Non entrate/Non entri”, Dokunmayın “Non toccate/Non tocchi” e Park etmeyin “Non parcheggiate/Non parcheggi”. Manuali, moduli e comunicazioni amministrative possono preferire la variante estesa: doldurunuz, imzalayınız, bekleyiniz.

Il soggetto della terza persona

Con gelsin il soggetto, cioè chi deve compiere l’azione, può essere espresso oppure ricavato dal contesto:

  • Ayşe gelsin. — Che venga Ayşe.
  • Gelsin. — Che venga / Fallo venire / Falla venire.

Il turco non distingue il genere grammaticale in questa forma. Senza contesto, gelsin può riferirsi sia a un uomo sia a una donna; la traduzione italiana deve invece scegliere o riformulare.

Oltre le basi: usi avanzati

Queste particolarità non sono indispensabili per iniziare a usare l’imperativo al livello A2, ma ricorrono spesso nel turco reale.

“Facciamo” e “lascia che faccia”

Per includere chi parla, il turco usa il modo ottativo (una forma che esprime volontà, proposta o desiderio), non l’imperativo vero e proprio:

  • Geleyim. — Lascia che venga io / Vengo io.
  • Gidelim. — Andiamo.
  • Başlayalım. — Cominciamo.
  • Ne yapalım? — Che facciamo?

Per un italofono Gidelim! svolge quindi la funzione che “Andiamo!” ha nell’imperativo italiano, ma appartiene a un’altra serie di forme turche.

Cambiamenti nella base di alcuni verbi

Alcuni verbi molto comuni cambiano consonante davanti a un suffisso che inizia per vocale. Per esempio:

Infinito Informale Cortese/plurale Negativo cortese/plurale
gitmek — andare git gidin gitmeyin
etmek — fare et edin etmeyin

In gidin e edin, t diventa d davanti alla vocale del suffisso. Davanti a una consonante rimane invece t: gitsin, gitmesin. Conviene memorizzare queste forme molto frequenti come unità complete, senza applicare il cambiamento a ogni verbo che termina in t.

Imperativi lessicalizzati

Alcune forme imperative sono diventate formule di uso quotidiano e il loro significato va oltre un semplice ordine:

  • Buyurun. — Prego; si accomodi; dica pure; ecco a Lei.
  • Geçmiş olsun. — Le auguro una pronta guarigione; letteralmente contiene una forma in -sun.
  • Afiyet olsun. — Buon appetito; anche qui olsun è una forma di terza persona di olmak “essere/diventare”.

Queste espressioni si imparano meglio nel loro insieme. Mostrano però quanto le forme di terza persona siano vive anche in auguri e formule sociali, non solo negli ordini.

Rafforzare un divieto

Sakın davanti a un imperativo negativo significa “non… assolutamente”, “guai a…” o “bada di non…”. È molto più forte di una semplice negazione:

  • Sakın unutma! — Non dimenticartene assolutamente!
  • Sakın geç kalmayın! — Non faccia tardi per nessun motivo!

Va usato quando il divieto o l’avvertimento è davvero energico; non è un normale equivalente di “per favore non…”.

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma cinque verbi in quattro forme. Per esempio, da yazmak crea yaz, yazın, yazma, yazmayın. Ripeti con verbi che contengono vocali diverse, così alleni anche l’armonia vocalica.
  2. Associa ogni forma a una situazione concreta. Immagina di parlare a un amico (Bekle!), a un cliente (Lütfen bekleyin.) e di dare un’istruzione su una terza persona (O beklesin.). Il registro si ricorda meglio se non si studiano solo suffissi isolati.
  3. Raccogli imperativi autentici. Cerca forme su ricette, pulsanti, cartelli e indicazioni: ekleyin “aggiungete”, seçin “selezionate”, girmeyin “non entrate”. Per ogni esempio identifica base, eventuale negazione e desinenza.

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Prerequisito

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