I tempi composti in turco
Bileşik Zamanlar
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di turco su Settemila Lingue.
In breve
I tempi composti turchi combinano una prima marca di tempo o aspetto con il passato di imek «essere», oggi quasi sempre ridotto al suffisso -(y)di. Da qui nascono forme come geliyordu «stava venendo», gelecekti «sarebbe venuto/aveva intenzione di venire», gelirdi «veniva di solito» e gelmişti «era venuto». Non corrispondono tutti a un unico tempo italiano: bisogna riconoscere se la frase presenta un’azione in corso, abituale, prevista oppure già conclusa rispetto a un momento passato.
Panoramica
In turco una forma verbale può contenere più strati. Il primo presenta l’evento da un certo punto di vista: in corso, futuro, abituale o già compiuto. Il secondo colloca quel punto di vista nel passato. Per esempio, geliyor significa «sta venendo»; aggiungendo il passato si ottiene geliyordu, cioè «stava venendo». Questo secondo strato viene tradizionalmente chiamato copula (un elemento equivalente, in origine, al verbo «essere») al passato.
I quattro schemi centrali di questo argomento di livello B2 sono -iyordu, -ecekti, -irdi e -mıştı. Sono indispensabili per raccontare avvenimenti passati con precisione: distinguono lo sfondo dall’evento principale, un’abitudine da un’azione singola, un progetto da un fatto realizzato e un evento anteriore da uno successivo.
Per chi parla italiano, la difficoltà non è tanto capire i significati generali, quanto evitare equivalenze rigide. L’imperfetto italiano, per esempio, può corrispondere sia a -iyordu sia a -irdi: «leggeva» può voler dire «stava leggendo in quel momento» oppure «leggeva abitualmente». Il turco normalmente rende esplicita questa differenza nella forma verbale.
Come funzionano
La struttura generale
La struttura di base è:
radice verbale + prima marca temporale/aspetto + passato -(y)di + desinenza personale
La desinenza personale è la parte finale che indica chi compie l’azione, come «io», «tu» o «noi». Nella lingua moderna idi può ancora comparire separatamente in alcuni contesti, ma con i verbi è normale la forma unita e contratta:
| Forma di partenza | Con idi | Forma corrente | Valore principale |
|---|---|---|---|
| geliyor | geliyor idi | geliyordu | stava venendo |
| gelecek | gelecek idi | gelecekti | sarebbe venuto, doveva venire |
| gelir | gelir idi | gelirdi | veniva di solito |
| gelmiş | gelmiş idi | gelmişti | era venuto |
La vocale di -di segue l’armonia vocalica, cioè si adatta all’ultima vocale della forma precedente: -dı, -di, -du, -dü. Dopo una consonante sorda, la d diventa t: -tı, -ti, -tu, -tü. Per questo si hanno yapar-dı, ma yapacak-tı e yapmış-tı. In -iyordu la vocale immediatamente precedente è sempre la o di -yor, quindi il secondo suffisso compare come -du: geliyordu, bakıyordu, görüyordu.
-iyordu: azione in corso nel passato
-iyordu unisce il presente progressivo -(I)yor e il passato -di. Presenta un’azione come in svolgimento in un determinato momento passato. Corrisponde spesso a «stare + gerundio» all’imperfetto oppure a un imperfetto italiano con valore progressivo.
gel-iyor-du-m → geliyordum «stavo venendo»
| Persona | Forma di gelmek | Traduzione |
|---|---|---|
| io | geliyordum | stavo venendo |
| tu | geliyordun | stavi venendo |
| lui/lei | geliyordu | stava venendo |
| noi | geliyorduk | stavamo venendo |
| voi | geliyordunuz | stavate venendo |
| loro | geliyorlardı | stavano venendo |
È la forma tipica per creare lo sfondo di un racconto: Ben yemek yapıyordum, telefon çaldı «Stavo cucinando quando è squillato il telefono». L’azione lunga o già in corso usa -iyordu; l’evento che la interrompe usa normalmente il passato semplice in -di.
La negazione entra prima di -(I)yor: gelmiyordum «non stavo venendo», çalışmıyordu «non stava lavorando».
-ecekti: futuro visto dal passato
-(y)ecekti/-(y)acaktı unisce il futuro -(y)ecek/-(y)acak e il passato. Indica che, in un momento passato, un’azione era futura, prevista, programmata o intenzionale.
gel-ecek-ti-m → gelecektim «sarei venuto / avevo intenzione di venire»
| Persona | Forma di gelmek | Traduzione indicativa |
|---|---|---|
| io | gelecektim | sarei venuto/a, dovevo venire |
| tu | gelecektin | saresti venuto/a, dovevi venire |
| lui/lei | gelecekti | sarebbe venuto/a, doveva venire |
| noi | gelecektik | saremmo venuti/e, dovevamo venire |
| voi | gelecektiniz | sareste venuti/e, dovevate venire |
| loro | geleceklerdi | sarebbero venuti/e, dovevano venire |
Il contesto decide la resa italiana. Seni arayacaktım può significare «avevo intenzione di chiamarti» o «stavo per chiamarti». Spesso la frase suggerisce che il piano non si è realizzato, soprattutto se segue un ostacolo: Gelecektim ama hastalandım «Sarei venuto, ma mi sono ammalato». Tuttavia la mancata realizzazione non è contenuta automaticamente nel suffisso: deve risultare dal contesto.
La negazione è -meyecekti/-mayacaktı: gelmeyecekti «non sarebbe venuto/non aveva intenzione di venire».
-irdi: abitudine, regolarità o caratteristica nel passato
-(A/I)rdi combina l’aoristo (la forma turca usata per fatti generali, abitudini e tendenze) con il passato. Esprime soprattutto ciò che accadeva regolarmente oppure era tipico di qualcuno o qualcosa.
gel-ir-di-m → gelirdim «venivo di solito»
| Persona | Forma di gelmek | Traduzione |
|---|---|---|
| io | gelirdim | venivo di solito |
| tu | gelirdin | venivi di solito |
| lui/lei | gelirdi | veniva di solito |
| noi | gelirdik | venivamo di solito |
| voi | gelirdiniz | venivate di solito |
| loro | gelirlerdi | venivano di solito |
La forma dell’aoristo non è identica per tutti i verbi: si incontrano, per esempio, gelirdi da gelmek, yapardı da yapmak e okurdu da okumak. Queste differenze appartengono alla formazione dell’aoristo; il secondo suffisso passato resta riconoscibile.
La negazione usa normalmente -mezdi/-mazdı: gelmezdi «non veniva (mai/di solito)», kahve içmezdim «non bevevo caffè».
-mıştı: evento già compiuto rispetto a un altro passato
-mıştı/-mişti/-muştu/-müştü combina -miş, che presenta il risultato compiuto di un evento, con il passato. Molto spesso equivale al trapassato prossimo italiano: un fatto era già avvenuto prima di un altro punto nel passato.
gel-miş-ti-m → gelmiştim «ero venuto»
| Persona | Forma di gelmek | Traduzione |
|---|---|---|
| io | gelmiştim | ero venuto/a |
| tu | gelmiştin | eri venuto/a |
| lui/lei | gelmişti | era venuto/a |
| noi | gelmiştik | eravamo venuti/e |
| voi | gelmiştiniz | eravate venuti/e |
| loro | gelmişlerdi | erano venuti/e |
In Ben vardığımda Ayşe gitmişti «Quando sono arrivato, Ayşe se n’era andata», gitmişti colloca la partenza prima dell’arrivo. Qui -mişti non significa necessariamente «a quanto pare» o «ho sentito dire». La funzione principale dell’intera forma è l’anteriorità nel passato; il parlante può conoscere direttamente il fatto.
La negazione è -mamıştı/-memişti: bitirmemişti «non aveva finito».
Domande
Nelle domande la particella interrogativa mı/mi/mu/mü si scrive separata. Il passato e la desinenza personale si legano normalmente alla particella interrogativa, non direttamente al verbo:
| Affermazione | Domanda | Traduzione della domanda |
|---|---|---|
| Geliyordun. | Geliyor muydun? | Stavi venendo? |
| Gelecekti. | Gelecek miydi? | Sarebbe venuto/a? |
| Gelirdi. | Gelir miydi? | Veniva di solito? |
| Gelmişti. | Gelmiş miydi? | Era venuto/a? |
La grafia separata è importante: miydi, mıydı, muydu, müydü formano una parola con il passato, mentre la forma verbale precedente resta separata.
Esempi nel contesto
| Turco | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Geliyordum. | Stavo venendo. | Azione in corso nel passato. |
| Sen aradığında duş alıyordum. | Quando hai chiamato, stavo facendo la doccia. | -iyordu crea lo sfondo; aradığında indica il momento di riferimento. |
| Çocuklar bahçede oynuyorlardı. | I bambini stavano giocando in giardino. | Terza persona plurale. |
| Dün bu saatte çalışmıyorduk. | Ieri a quest’ora non stavamo lavorando. | Forma negativa progressiva. |
| Yapacaktı. | L’avrebbe fatto / aveva intenzione di farlo. | Futuro visto da un momento passato. |
| Seni arayacaktım ama telefonumun şarjı bitti. | Stavo per chiamarti, ma il telefono si è scaricato. | Il progetto non si è realizzato. |
| Toplantı saat üçte başlayacaktı. | La riunione doveva iniziare alle tre. | Programma stabilito nel passato. |
| Her gün koşardı. | Correva ogni giorno. | Abitudine passata. |
| Dedem akşamları bize hikâye anlatırdı. | Mio nonno ci raccontava storie la sera. | Comportamento ripetuto e caratteristico. |
| O zamanlar kahve içmezdim. | A quei tempi non bevevo caffè. | Abitudine negativa. |
| Eve döndüğümde herkes uyumuştu. | Quando sono tornato/a a casa, tutti si erano addormentati. | L’addormentarsi precede il ritorno. |
| Daha önce bu filmi görmüştük. | Avevamo già visto questo film. | Esperienza compiuta prima del riferimento passato. |
| Raporu henüz bitirmemişti. | Non aveva ancora finito il rapporto. | Trapassato negativo. |
| Eskiden buraya sık sık gelir miydiniz? | Un tempo venivate spesso qui? | Domanda su un’abitudine passata. |
Errori comuni
Usare -iyordu per tutte le frasi italiane all’imperfetto
- Errato: Çocukken her gün parkta oynuyordum se si vuole sottolineare una consuetudine stabile.
- Corretto: Çocukken her gün parkta oynardım.
- Perché: l’imperfetto italiano copre sia l’azione in corso sia l’abitudine. In turco oynuyordum presenta più naturalmente un’attività in svolgimento o temporanea; oynardım mette in primo piano la ripetizione abituale.
Tradurre -ecekti sempre con il condizionale
- Errato: rendere automaticamente Otobüs saat sekizde kalkacaktı con «L’autobus sarebbe partito alle otto» anche quando si parla dell’orario previsto.
- Corretto: «L’autobus doveva partire alle otto» oppure «Era previsto che partisse alle otto».
- Perché: -ecekti segnala un futuro osservato dal passato. Il condizionale italiano è una possibilità, non una traduzione obbligatoria.
Trattare -mıştı soltanto come informazione riferita
- Errato: pensare che Anahtarlarımı evde unutmuştum significhi necessariamente «A quanto pare avevo dimenticato le chiavi a casa».
- Corretto: «Avevo dimenticato le chiavi a casa».
- Perché: nella forma composta -mıştı, il valore più frequente è che l’evento era già compiuto rispetto a un altro momento passato. Non è necessario che l’informazione provenga da altri.
Dimenticare l’armonia e l’assordamento
- Errato: yapacakdı, gelmişdi.
- Corretto: yapacaktı, gelmişti.
- Perché: dopo le consonanti sorde k e ş, la d del passato diventa t. Anche la vocale si armonizza con quella precedente.
Unire male la particella interrogativa
- Errato: Geliyordun mu? come forma neutra del turco standard; geliyormuydun? tutto attaccato.
- Corretto: Geliyor muydun?
- Perché: la particella interrogativa si scrive separata dal verbo, ma porta il suffisso del passato e quello personale.
Note d’uso
Nel racconto, l’alternanza fra passato semplice e tempi composti organizza le informazioni. -di fa avanzare la sequenza degli eventi; -iyordu descrive ciò che era in corso sullo sfondo; -mıştı torna a un fatto ancora precedente. Una breve narrazione può quindi contenere tutti e tre: Yağmur yağıyordu. Eve geldim ama herkes uyumuştu «Pioveva. Sono arrivato/a a casa, ma tutti si erano già addormentati».
-irdi compare spesso con espressioni come eskiden «un tempo», çocukken «quando ero bambino/a», her gün «ogni giorno» e sık sık «spesso». Queste parole rendono evidente la ripetizione, ma non sono obbligatorie se il contesto la chiarisce.
Con -ecekti, un seguito introdotto da ama «ma» rende molto comune l’interpretazione di intenzione non realizzata: Çıkacaktım ama yağmur başladı «Stavo per uscire, ma ha cominciato a piovere». Senza un contrasto simile, la forma può riferire semplicemente un programma passato. Conviene quindi non aggiungere mentalmente «ma poi non è successo» se la frase non lo suggerisce.
Nel parlato si sentono normalmente le forme contratte e unite illustrate qui. Le sequenze con idi separato, come geliyor idi, sono grammaticalmente trasparenti ma suonano marcate, letterarie o volutamente enfatiche in molti contesti moderni.
Oltre le basi: usi avanzati
-irdi non indica soltanto abitudini
Con verbi stativi o valutativi, cioè verbi che descrivono una condizione più che un’azione, -irdi può esprimere una situazione tipica o una conseguenza ipotetica: Bu daha iyi olurdu «Questo sarebbe stato meglio»; Yerinde olsam kabul ederdim «Se fossi al tuo posto, accetterei». Qui la traduzione italiana usa spesso il condizionale. La forma è la stessa dell’abituale, ma il periodo ipotetico e il contesto cambiano l’interpretazione.
Il punto di riferimento può rimanere implicito
Con -mıştı non è sempre necessario nominare il secondo evento passato. In una conversazione, può essere già noto: Ben ona söylemiştim «Gliel’avevo detto». Il trapassato segnala che il parlante considera quel fatto precedente e rilevante rispetto alla situazione di cui si sta parlando; può anche comunicare un richiamo o una lieve protesta.
Anche -iyordu richiede un punto di osservazione passato, ma questo può essere fornito dalla domanda: Dün saat beşte ne yapıyordun? — Çalışıyordum. «Che cosa facevi ieri alle cinque? — Lavoravo.»
Ordine temporale e prospettiva
Confronta queste frasi:
| Turco | Italiano | Prospettiva |
|---|---|---|
| Ayşe geldi. | Ayşe è arrivata. | Evento passato principale. |
| Ayşe geliyordu. | Ayşe stava arrivando. | Evento osservato mentre era in corso. |
| Ayşe gelirdi. | Ayşe veniva di solito. | Evento ripetuto o caratteristico. |
| Ayşe gelecekti. | Ayşe sarebbe dovuta venire. | Evento ancora futuro rispetto al passato. |
| Ayşe gelmişti. | Ayşe era arrivata. | Evento già concluso rispetto al passato. |
Questa serie mostra perché non basta cercare una «traduzione del suffisso». Prima bisogna scegliere il punto da cui si guarda l’evento; solo dopo si sceglie il tempo italiano più naturale.
Altre combinazioni
Il sistema turco permette anche combinazioni con -miş e -se, tradizionalmente associate rispettivamente all’informazione riportata/inferita e alla condizione. Forme come geliyormuş «a quanto pare viene/sta venendo» o geliyorsa «se sta venendo» appartengono allo stesso principio generale di stratificazione, ma non vanno confuse con i quattro tempi al passato trattati qui. È utile riconoscerle come estensione del sistema; per usarle bene occorre studiare separatamente i valori di -miş e delle forme condizionali.
Consigli per esercitarsi
- Parti da una sola base verbale. Con gelmek, costruisci ogni giorno le quattro serie: geliyordum, gelecektim, gelirdim, gelmiştim. Poi ripeti con un verbo in -mak, per esempio yapmak, così alleni anche l’armonia vocalica.
- Dividi l’imperfetto italiano in due domande. L’azione era in corso in quel momento? Scegli -iyordu. Era una consuetudine o una caratteristica? Scegli -irdi. Crea coppie come «stavo leggendo alle otto» e «leggevo ogni sera».
- Ricostruisci una piccola storia su una linea del tempo. Segna un evento principale con -di, lo sfondo con -iyordu, un fatto anteriore con -mıştı e un piano con -ecekti. Questo esercizio rende visibili rapporti temporali che nella sola traduzione possono restare vaghi.
Concetti collegati
- Prerequisito: Passato in -di — fornisce il suffisso passato e le desinenze personali su cui si costruiscono queste forme composte.