B2

Participi avanzati in turco

İleri Düzey Ortaçlar

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di turco su Settemila Lingue.

In breve

Il turco può condensare in poche parole ciò che in italiano richiede una o più frasi relative: Okuduğum kitabı yazan adam significa «l'uomo che ha scritto il libro che ho letto». Il suffisso -miş presenta spesso uno stato risultante o un fatto anteriore, mentre la coppia affermativa-negativa gelir gelmez esprime «appena arriva/arrivò». La chiave è riconoscere quale nome svolge il ruolo di soggetto in ciascuna proposizione.

Panoramica

Un participio o sıfat-fiil è una forma ricavata da un verbo che descrive un nome: in termini semplici, permette al verbo di funzionare come un aggettivo. A livello B2 non basta più riconoscere costruzioni isolate come gelen adam («l'uomo che arriva») o okuduğum kitap («il libro che ho letto»). Occorre combinarle, assegnare correttamente i casi ai nomi e seguire più azioni senza perdersi nella catena dei suffissi.

Per chi parla italiano, la differenza più evidente è l'assenza di pronomi relativi come che, cui e il quale. La proposizione che descrive il nome viene prima del nome stesso: il turco costruisce da sinistra verso destra una descrizione sempre più precisa, e solo alla fine presenta il nome principale. Per esempio, in dün tanıştığım doktor si incontrano prima «ieri», poi «che ho conosciuto», e infine doktor, «il medico».

In questo ambito rientrano anche due strutture particolarmente frequenti: il participio in -miş/-mış/-muş/-müş, che mette in primo piano un risultato già raggiunto, e il modello -r ... -mez, come gelir gelmez, che equivale a «non appena». Quest'ultimo è propriamente una costruzione avverbiale, cioè una struttura che precisa quando avviene l'azione principale, ma viene studiato insieme alle forme participiali avanzate perché usa due forme verbali compatte e senza connettivo.

Come funziona

Il participio in -miş: un risultato già presente

Il suffisso si indica spesso come -mIş: la lettera maiuscola I rappresenta una vocale che cambia secondo l'armonia vocalica turca.

Ultima vocale della base Forma Esempio Significato nel gruppo nominale
a, ı -mış kapanmış kapı porta che si è chiusa / porta chiusa
e, i -miş pişmiş yemek cibo cotto
o, u -muş kurumuş çiçek fiore appassito o seccato
ö, ü -müş düşmüş yaprak foglia caduta

La forma descrive spesso uno stato risultante, cioè lo stato visibile dopo che un'azione si è conclusa. Uyumuş çocuk non indica semplicemente un bambino che in generale dorme: presenta il bambino come «addormentato», dopo il passaggio dalla veglia al sonno. Analogamente, kırılmış bardak è un bicchiere che si è rotto ed è ora rotto.

Questa forma non va confusa automaticamente con il passato italiano. Il tempo della frase dipende dal verbo principale e dal contesto:

  • Uyumuş çocuğu uyandırma. — «Non svegliare il bambino che si è addormentato.»
  • Bahçede kurumuş çiçekler vardı. — «In giardino c'erano dei fiori secchi.»
  • Yarın bitmiş raporu müdüre vereceğim. — «Domani consegnerò al direttore il rapporto finito.»

Molte forme in -miş acquistano inoltre un valore aggettivale stabile: tanınmış yazar («scrittore noto»), gelişmiş ülke («paese sviluppato»), geçmiş zaman («tempo passato»). In questi casi è spesso più naturale tradurre con un aggettivo italiano che con «che ha...». La forma non cambia per genere o numero: tanınmış yazar, tanınmış kadınlar, tanınmış kişiler conservano sempre tanınmış.

La struttura gelir gelmez: «appena»

Il modello accosta la forma affermativa dell'aoristo (una forma verbale turca usata anche per fatti generali) alla corrispondente forma negativa in -maz/-mez:

tema verbale + aoristo affermativo + stesso verbo all'aoristo negativo

  • gelir gelmez — appena arriva / non appena arrivò
  • varır varmaz — appena arriva a destinazione
  • görür görmez — non appena vede
  • başlar başlamaz — appena comincia
  • okur okumaz — non appena legge

Il soggetto della coppia coincide normalmente con quello che il contesto attribuisce alla proposizione temporale. Non si inseriscono congiunzioni fra le due forme. Il tempo non è espresso dalla coppia, ma dal verbo principale:

  • Eve gelir gelmez duş alıyor. — «Appena torna a casa, fa la doccia.»
  • Eve gelir gelmez duş aldı. — «Appena tornò a casa, fece la doccia.»
  • Eve gelir gelmez beni arayacak. — «Appena tornerà a casa, mi chiamerà.»

La forma affermativa dell'aoristo non si può ricavare sempre aggiungendo un unico suffisso: può terminare in -r, -ar/-er oppure -ır/-ir/-ur/-ür, secondo il verbo. Conviene quindi impararla insieme al verbo: gelir, yazar, okur, başlar. La seconda metà è invece regolarmente in -maz o -mez.

Scegliere il participio in base al ruolo del nome

Nelle proposizioni relative turche, la scelta principale dipende dal ruolo del nome descritto, detto anche nome testa (il nome a cui si riferisce tutta la descrizione).

Ruolo del nome descritto Modello tipico Esempio Resa italiana
Il nome compie l'azione -(y)an / -(y)en kitabı yazan adam l'uomo che ha scritto il libro
Il nome non compie l'azione -dık/-dik/-duk/-dük + suffisso possessivo okuduğum kitap il libro che ho letto
Azione futura, prevista o destinata -(y)acak / -(y)ecek yarın gelecek misafir l'ospite che verrà domani
Azione futura con soggetto espresso nella forma -(y)acak/-(y)ecek + suffisso possessivo yapacağımız toplantı la riunione che faremo

Il suffisso possessivo qui non indica necessariamente possesso: segnala la persona che compie l'azione subordinata. In okuduğum kitap, -um corrisponde a «io»: letteralmente, «il libro del mio leggere». Prima di una vocale, la consonante finale k di -DIK e -(y)AcAk diventa spesso ğ: oku-duğ-um, yap-acağ-ımız.

Quando il soggetto della relativa è espresso come nome o pronome, nello standard sorvegliato prende normalmente il genitivo, il caso che marca qui «di chi» compie l'azione:

  • Ayşe'nin okuduğu kitap — «il libro che Ayşe ha letto»
  • öğrencilerin hazırladığı proje — «il progetto che gli studenti hanno preparato»
  • benim yarın görüşeceğim kişi — «la persona che incontrerò domani»

Relative annidate: procedere dall'interno verso l'esterno

Consideriamo Okuduğum kitabı yazan adam:

  1. oku- significa «leggere»;
  2. okuduğum kitap è «il libro che ho letto»;
  3. kitabı porta l'accusativo , il caso dell'oggetto diretto definito, perché è ciò che l'uomo ha scritto;
  4. kitabı yazan significa «che ha scritto il libro»;
  5. adam è il nome principale: «l'uomo».

La struttura complessiva è quindi [[okuduğum kitabı] yazan] adam. Ogni livello si comporta come un blocco che entra nel livello successivo. Il caso del nome testa interno dipende dal ruolo che l'intero blocco svolge nella relativa esterna: per questo kitap diventa kitabı.

Un metodo affidabile consiste nel trovare prima l'ultimo nome, poi il participio che lo descrive e infine gli eventuali blocchi racchiusi al suo interno. Cercare subito una corrispondenza parola per parola con l'italiano porta facilmente fuori strada.

Esempi nel contesto

Turco Italiano Nota
Uyumuş çocuğu yatağına taşıdık. Abbiamo portato a letto il bambino che si era addormentato. -muş presenta lo stato raggiunto.
Masada yarısı yenmiş bir pasta vardı. Sul tavolo c'era una torta mangiata per metà. Il risultato dell'azione è visibile.
Tanınmış bir gazeteciyle konuştuk. Abbiamo parlato con un noto giornalista. tanınmış funziona quasi come un aggettivo lessicale.
Kapıyı açar açmaz soğuk hava içeri girdi. Appena aprì la porta, entrò aria fredda. Coppia affermativa-negativa di açmak.
Seni görür görmez gülümsedi. Non appena ti vide, sorrise. L'azione principale segue immediatamente.
Toplantı biter bitmez sana mesaj atacağım. Ti manderò un messaggio appena finirà la riunione. Il futuro è espresso da atacağım.
Dün tanıştığım doktor bu hastanede çalışıyor. Il medico che ho conosciuto ieri lavora in questo ospedale. Il medico non è il soggetto di «conoscere».
Bize yardım eden komşuya teşekkür ettik. Abbiamo ringraziato il vicino che ci ha aiutato. Il vicino è il soggetto di «aiutare».
Ayşe'nin hazırladığı raporu müdür beğendi. Al direttore è piaciuto il rapporto preparato da Ayşe. Soggetto subordinato al genitivo.
Yarın imzalayacağımız sözleşmeyi avukat kontrol etti. L'avvocato ha controllato il contratto che firmeremo domani. Futuro con soggetto «noi».
Okuduğum kitabı yazan adam Ankara'da yaşıyor. L'uomo che ha scritto il libro che ho letto vive ad Ankara. Due relative annidate.
Kardeşimin önerdiği filmi yöneten kadın ödül aldı. La donna che ha diretto il film consigliato da mio fratello ha ricevuto un premio. Il blocco interno è oggetto di yöneten.

Errori comuni

Usare -en quando il nome non è il soggetto

  • Errato: ben okuyan kitap
  • Corretto: benim okuduğum kitap — «il libro che ho letto»
  • Perché: il libro subisce l'azione di leggere; chi legge è «io». Serve quindi -DIK con il suffisso personale, non -(y)An.

Dimenticare il genitivo del soggetto subordinato

  • Errato nello standard sorvegliato: Ayşe okuduğu kitap
  • Corretto: Ayşe'nin okuduğu kitap — «il libro che Ayşe ha letto»
  • Perché: con una relativa in -DIK, il soggetto espresso prende normalmente il genitivo e il participio porta il suffisso possessivo corrispondente: Ayşe'nin ... okuduğu.

Tradurre -miş sempre con un passato composto

  • Poco naturale: tanınmış yazar = «lo scrittore che è stato conosciuto»
  • Naturale: tanınmış yazar = «lo scrittore noto / famoso»
  • Perché: molte forme in -miş descrivono un risultato o sono ormai aggettivi. La traduzione italiana va scelta in base al senso, non alla forma.

Separare gelir gelmez con una congiunzione

  • Errato: gelir ve gelmez
  • Corretto: gelir gelmez — «appena arriva»
  • Perché: le due forme costituiscono una coppia fissa senza ve («e»). Non significano «arriva e non arriva».

Copiare il tempo italiano dentro la coppia

  • Errato: modificare gelir gelmez per farla concordare con un passato italiano.
  • Corretto: Gelir gelmez başladı. — «Cominciò appena arrivò.»
  • Perché: è başladı a collocare la frase nel passato. La coppia temporale rimane nella sua forma fissa.

Ignorare il caso del blocco interno

  • Errato: Okuduğum kitap yazan adam
  • Corretto: Okuduğum kitabı yazan adam
  • Perché: «il libro che ho letto» è l'oggetto definito di «scrivere», quindi kitap riceve l'accusativo e diventa kitabı.

Note d'uso

-miş è molto produttivo sia nella lingua quotidiana sia nello scritto. Con certi verbi dà una descrizione momentanea (açılmış pencere, «finestra che si è aperta»), con altri forma espressioni consolidate (gelişmiş teknoloji, «tecnologia avanzata»). Non bisogna attribuirgli automaticamente il valore di informazione riferita o scoperta tipico del passato finito in -miş: nel gruppo nominale, la sua funzione primaria è descrivere il nome.

La costruzione gelir gelmez è comune e neutra. Sottolinea che fra i due eventi non passa praticamente tempo. Se si vuole dire soltanto «quando», senza idea di immediatezza, sono preferibili altre costruzioni temporali; Eve gelince beni ara significa «chiamami quando arrivi a casa», mentre Eve gelir gelmez beni ara insiste su «chiamami appena arrivi».

Le relative lunghe sono normali soprattutto nella prosa informativa, accademica e giornalistica. Nel parlato, una catena grammaticalmente corretta può comunque risultare difficile da seguire; un parlante può dividerla in due frasi o riformularla. La capacità essenziale a questo livello è capire bene i blocchi e produrre catene di lunghezza ragionevole, non accumulare participi per mostrare complessità.

Oltre le basi: usi avanzati

Forme participiali sostantivate

Quando il nome descritto è evidente, può essere omesso. Il participio riceve allora i suffissi di numero, possesso e caso come un nome:

  • Beni arayan kimdi? — «Chi era quello che mi ha chiamato?»
  • Dün aldıklarımı masaya koydum. — «Ho messo sul tavolo le cose che ho comprato ieri.»
  • Toplantıya katılacaklara e-posta gönderdik. — «Abbiamo inviato un messaggio a coloro che parteciperanno alla riunione.»

In aldıklarımı, la sequenza di suffissi concentra «le cose che io ho comprato» e l'accusativo richiesto da koydum. Per analizzarla, conviene ricostruire prima il nome sottinteso, per esempio şeyleri («le cose»).

Ambiguità e contesto

Poiché il turco omette spesso soggetti e nomi recuperabili dal contesto, una forma compatta può avere più rese italiane. Geldiğini biliyorum può essere «so che è venuto», «so che è venuta» oppure, secondo il contesto, «so che sei venuto»: il turco non marca il genere e l'identità della persona può dipendere dai suffissi e dalla situazione comunicativa. Nelle relative annidate è quindi utile cercare non solo le desinenze, ma anche i partecipanti già menzionati.

Una catena non equivale a una serie di “che”

L'italiano può ripetere che: «la donna che ha diretto il film che mio fratello ha consigliato». Il turco assegna invece a ogni livello una forma diversa in base al ruolo del nome: kardeşimin önerdiği filmi yöneten kadın. Film è ciò che il fratello ha consigliato, quindi appare con -DIK; kadın è chi ha diretto, quindi la relativa esterna usa -(y)An. Non si sceglie il suffisso traducendo il pronome italiano, ma ricostruendo chi fa che cosa.

Consigli per esercitarsi

  1. Scomponi da destra. Prendi una catena come öğretmenin önerdiği kitabı alan öğrenci, sottolinea prima öğrenci, poi trova alan e infine analizza öğretmenin önerdiği kitap. Traduci solo dopo aver individuato i blocchi.
  2. Impara l'aoristo insieme al verbo. Prepara coppie ad alta frequenza: gelir gelmez, görür görmez, biter bitmez, başlar başlamaz. Poi cambia soltanto il verbo principale per praticare presente, passato e futuro.
  3. Confronta due descrizioni dello stesso nome. Crea coppie come kapıyı açan çocuk («il bambino che apre la porta») e çocuğun açtığı kapı («la porta che il bambino apre»). Questo esercizio rende immediata la scelta tra -(y)An e -DIK.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Participi di base — introduce -(y)an/-(y)en, -DIK e -(y)AcAk, necessari per analizzare le costruzioni annidate.

Prerequisito

Participi di base in turcoA2

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