C1

Forme verbali letterarie in giapponese

文語的動詞形

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di giapponese su Settemila Lingue.

In breve

Le forme べし, ごとし, たり e なり appartengono alla lingua classica o a registri letterari e solenni. Nel giapponese contemporaneo compaiono soprattutto in citazioni, proverbi, titoli, formule cristallizzate e prosa volutamente elevata; per usarle bene occorre riconoscerne anche le forme flesse, come べき, ごとく, たる e なる.

Panoramica

Al livello C1 non è ancora necessario leggere senza difficoltà un testo classico integrale. È però molto utile saper individuare alcuni 助動詞 (jodōshi, elementi che si aggiungono a un verbo o a un'altra parola e ne modificano il significato) e alcune copule antiche. Queste forme continuano a vivere nel giapponese moderno: si incontrano nella narrativa storica, nella poesia, nei discorsi solenni, nella critica, nei motti e perfino in espressioni giornalistiche come 注目すべき点 «un punto degno di nota».

Le traduzioni italiane non sono fisse. べし può corrispondere a «dovere», «essere opportuno», «certamente» o «è previsto che»; ごとし esprime somiglianza, come «essere simile a»; たり può indicare compimento o risultato, mentre la copula たり descrive uno stato; なり è spesso l'equivalente letterario di だ/である. Il contesto e la forma flessa sono quindi più importanti di una traduzione imparata a memoria.

Un'avvertenza è essenziale: queste forme non appartengono tutte allo stesso periodo né svolgono tutte la stessa funzione. Inoltre, alcuni esempi celebri mescolano lingua classica, stile moderno arcaizzante e traduzioni letterarie. L'obiettivo pratico è leggere con precisione e produrre, quando serve, poche costruzioni contemporanee ormai consolidate.

Come funzionano

べし: dovere, opportunità e previsione

Il べし classico si aggiunge in linea generale alla forma conclusiva del verbo, cioè la forma con cui il verbo poteva chiudere una frase. Nelle varietà moderne di stile elevato si riconosce spesso direttamente dopo la forma piana non passata:

Schema Funzione tipica Esempio Resa italiana
verbo + べし ordine, dovere o conclusione solenne 知るべし si sappia; bisogna sapere
verbo + べき + nome necessità, opportunità, valore atteso 守るべき規則 una regola da rispettare
verbo + べく scopo o modo, in stile formale 成功すべく努力する impegnarsi per riuscire
verbo + べからず divieto o negazione categorica 入るべからず vietato entrare

Storicamente べし aveva una gamma molto ampia: congettura, intenzione, possibilità, dovere, ordine e adeguatezza. Per esempio 彼も来るべし può essere interpretato, secondo il contesto, come «probabilmente verrà anche lui» e non necessariamente «deve venire». Nei resti moderni, invece, べき esprime molto spesso ciò che è giusto, necessario o ragionevolmente atteso.

La forma べき è la forma attributiva (quella che modifica un nome) sopravvissuta più chiaramente nel giapponese attuale. Non va confusa con un semplice futuro. 読むべき本 non significa «il libro che leggerò», bensì «il libro che dovrei leggere» o «il libro che merita di essere letto».

ごとし: somiglianza in registro elevato

ごとし equivale al moderno ようだ, ma ha un tono letterario, retorico o sentenzioso. Le forme più importanti da riconoscere sono:

Forma Posizione e funzione Esempio Resa italiana
nome + のごとし chiude la frase 夢のごとし è come un sogno
nome + のごとき + nome modifica un nome 嵐のごとき勢い un impeto simile a una tempesta
nome + のごとく + verbo modifica un'azione 風のごとく走る correre come il vento
verbo + がごとし paragona una situazione 時が止まったがごとし è come se il tempo si fosse fermato
verbo + かのごとく forma oggi comune nello stile scritto 何も知らぬかのごとく振る舞う comportarsi come se non si sapesse nulla

ごとく ha funzione avverbiale, cioè precisa come avviene un'azione; ごとき ha funzione attributiva e precede un nome; ごとし conclude l'enunciato. Questa alternanza è uno dei segnali più utili per capire la struttura della frase.

Nella lingua contemporanea ごとき può anche assumere un valore sprezzante quando segue direttamente una persona o una cosa: 私ごときに significa «a uno come me», spesso con modestia, mentre お前ごときが significa «uno come te», con evidente disprezzo. Questo uso non è un semplice paragone neutro.

たり: due forme da non confondere

Sotto la grafia たり si nascondono due elementi classici diversi.

Il primo è un ausiliare di compimento o risultato derivato storicamente da てあり. Viene spesso tradotto con un passato italiano, ma non è corretto chiamarlo soltanto «passato»: può mettere in primo piano un'azione portata a termine oppure lo stato che ne risulta. Le sue forme principali sono たら、たり、たり、たる、たれ. In testi e formule si possono quindi incontrare sequenze come 勝ちたり «ha vinto / vittoria compiuta» e 決まりたる事 «cosa stabilita».

Il secondo たり è una copula (la parola che collega un soggetto a una qualità o identità, come «essere» in italiano) di origine diversa, associata soprattutto a nomi e qualità. È questa copula a comparire in:

  • 堂々たり — «essere maestoso, imponente»;
  • 堂々たる姿 — «un aspetto dignitoso»;
  • 断固たる態度 — «un atteggiamento risoluto»;
  • 確固たる信念 — «una convinzione salda».

Qui たる è la forma attributiva della copula たり e collega una qualità al nome seguente. Non indica il passato. Nel giapponese attuale questo modello sopravvive in un insieme limitato di espressioni formali: conviene impararle come combinazioni, non tentare di sostituire liberamente con たる dopo qualsiasi aggettivo.

なり: la copula classica

La copula classica なり, legata storicamente a にあり, corrisponde spesso a o である. Si collega a un nome o a una forma che funziona come nome. Le forme più riconoscibili sono:

Forma Funzione Esempio Resa italiana
なり conclusiva これ真実なり questa è la verità
なる + nome attributiva 偉大なる人物 una grande personalità
に + verbo avverbiale 明らかになり divenendo chiaro; e divenne chiaro
なれ base esclamativa o condizionale in formule 必要なれば poiché/se è necessario

Nel giapponese moderno 偉大なる発見, 聖なる夜 e formule simili hanno un sapore solenne o retorico. La normale espressione quotidiana sarebbe spesso 偉大な発見 o 聖なる夜 a seconda della combinazione lessicale; なる non è dunque una variante colloquiale di .

Esiste anche un altro なり classico, legato all'informazione udita o all'inferenza acustica, con il senso approssimativo di «si dice che» o «a quanto si sente». Ha origine e collegamenti grammaticali diversi dalla copula. Quando なり segue una forma verbale, occorre quindi evitare di identificarlo automaticamente con «essere»; per una prima lettura, il significato complessivo del periodo e il tipo di parola precedente sono gli indizi decisivi.

Infine, in 我思う、故に我あり («Penso, dunque sono») la forma letteraria rilevante è あり, antico verbo «esistere, esserci», non la copula なり. La frase mostra bene l'effetto conciso e solenne dello stile arcaizzante, ma non è un esempio di なり.

Esempi nel contesto

Giapponese Traduzione italiana Nota
学ぶ者は謙虚であるべし。 Chi studia deve essere umile. べし formula una norma in tono sentenzioso.
関係者以外、立ち入るべからず。 Vietato l'ingresso ai non autorizzati. べからず è un divieto categorico.
今こそ見直すべき制度だ。 È un sistema che proprio ora andrebbe riesaminato. べき è comune anche nella prosa contemporanea.
目的を達すべく、調査を続けた。 Proseguì l'indagine per raggiungere l'obiettivo. べく esprime lo scopo in registro formale.
人の一生は夢のごとし。 La vita umana è come un sogno. ごとし chiude un paragone solenne.
鳥のごとく空を飛べたなら。 Se potessi volare nel cielo come un uccello. ごとく modifica il verbo 飛ぶ.
炎のごとき情熱を胸に抱く。 Nutrire nel cuore una passione simile a una fiamma. ごとき modifica 情熱.
彼は何事もなかったかのごとく微笑んだ。 Sorrise come se non fosse accaduto nulla. Costruzione frequente nella prosa scritta.
将軍、ついに勝ちたり。 Il generale ha infine vinto. たり presenta l'azione come compiuta, con tono narrativo.
堂々たる姿で壇上に立った。 Salì sul palco con un aspetto dignitoso. たる è copulare, non passato.
彼女は確固たる信念を持っている。 Ha una convinzione incrollabile. Espressione formale ancora viva.
これぞ我らの使命なり。 Questa è la nostra missione. なり dà alla dichiarazione un tono solenne.
偉大なる一歩がここから始まる。 Da qui comincia un grande passo. なる modifica il nome 一歩.
我思う、故に我あり。 Penso, dunque sono. あり significa «esistere» in stile letterario.

Errori comuni

Usare べし come un normale «dovere» nella conversazione

  • Poco naturale: 明日、早く起きるべし。 in una conversazione tra amici
  • Naturale: 明日、早く起きたほうがいい。
  • Perché: べし suona come un precetto, un proclama o un'imitazione scherzosa dello stile antico. Per un consiglio quotidiano sono più naturali 〜たほうがいい o 〜べきだ, quest'ultimo comunque più deciso.

Trattare べき come un semplice futuro

  • Errato per «il treno che arriverà»: 到着するべき電車
  • Corretto: 到着する電車
  • Perché: べき aggiunge necessità, appropriatezza o aspettativa normativa. 到着するべき電車 sarebbe «il treno che dovrebbe arrivare», non soltanto «che arriverà».

Scambiare ごとく e ごとき

  • Errato: 風のごとき走る。
  • Corretto: 風のごとく走る。
  • Perché: davanti a un verbo si usa la forma avverbiale ごとく; davanti a un nome si usa ごとき, come in 風のごとき速さ.

Interpretare ogni たり come passato

  • Errato: leggere 堂々たる姿 come se significasse «un aspetto che fu dignitoso»
  • Corretto: «un aspetto dignitoso»
  • Perché: qui たる deriva dalla copula たり e collega la qualità 堂々 a 姿. Non è l'ausiliare di compimento.

Sostituire liberamente な con なる o たる

  • Poco naturale: 静かなる部屋 in una normale descrizione quotidiana
  • Naturale: 静かな部屋
  • Perché: なる e たる sono marcati e spesso limitati a combinazioni consolidate. Usarli a caso produce un tono artificioso, parodico o semplicemente innaturale.

Confondere la copula なり con la particella moderna なり

  • Confronto: これが真実なり。 / 家に帰るなり、寝てしまった。
  • Interpretazione: «Questa è la verità.» / «Appena rientrato a casa, si addormentò.»
  • Perché: nella seconda frase 〜なり significa «non appena» ed è una costruzione moderna distinta dalla copula classica.

Note d'uso

Queste forme hanno gradi diversi di vitalità. 〜べきだ, 〜べきではない e alcune costruzioni in 〜べく appartengono ancora alla lingua scritta contemporanea. 〜べからず è raro nella conversazione, ma resta visibile su cartelli, nei motti e nelle massime. 〜ごとく/〜ごとき ricorre nella narrativa, nella saggistica e nella retorica; nel parlato neutro si preferisce di solito 〜ように/〜ような.

Le combinazioni in 〜たる sono più lessicalizzate, cioè si comportano quasi come espressioni già pronte. Tra le più frequenti figurano 堂々たる, 断固たる, 確固たる e 厳然たる. La copula なり è invece fortemente solenne: può evocare una proclamazione, una sentenza antica o la voce di un narratore. In manga, giochi e pubblicità viene talvolta impiegata proprio per creare un personaggio pomposo o un effetto teatrale.

Per un italofono la tentazione principale è scegliere una sola equivalenza. Il condizionale italiano in «dovrebbe» può rendere べき, ma in italiano può esprimere anche una semplice probabilità; il giapponese べき tende invece verso il dovere o ciò che è ritenuto appropriato. Analogamente, il passato prossimo italiano non permette di distinguere da solo il compimento classico espresso da たり: bisogna osservare l'intera scena e l'eventuale stato risultante.

Nella produzione personale è prudente separare forme ricettive e produttive. È utile saper leggere tutte quelle presentate qui; per scrivere giapponese moderno, conviene produrre soprattutto 〜べき, 〜べく, 〜かのごとく e le combinazioni in 〜たる già attestate. L'uso creativo di なり o del たり perfettivo richiede invece un controllo consapevole del registro.

Oltre le basi: uso avanzato

Le forme flesse rivelano la sintassi

La lingua classica flette ausiliari e copule in base alla loro posizione. Anche senza memorizzare subito tutti i nomi tradizionali delle basi verbali, si può applicare una strategia pratica:

  1. se la forma chiude il periodo, aspettarsi べし, ごとし, たり o なり;
  2. se precede un nome, cercare べき, ごとき, たる o なる;
  3. se modifica un verbo, cercare べく o ごとく;
  4. se esprime negazione o divieto, riconoscere べからず.

Queste corrispondenze non sostituiscono lo studio completo della grammatica classica, ma consentono di analizzare gran parte delle sopravvivenze moderne.

べきだ e べきだった

Nel giapponese contemporaneo 〜べきだった indica spesso un dovere non realizzato: もっと早く相談すべきだった significa «avrei dovuto chiedere consiglio prima». La negazione richiede attenzione:

  • 言うべきではない — «non si dovrebbe dire»;
  • 言わないべきだ — generalmente evitato nello standard sorvegliato;
  • 言うべきでなかった — «non si sarebbe dovuto dire».

La negazione tende quindi a collocarsi dopo べき, perché si nega l'opportunità o il dovere dell'azione.

Il valore retorico di ごとし

Un paragone in ごとし non comunica soltanto somiglianza. Può comprimere l'immagine e darle il tono di una massima: 光陰矢の如し significa «il tempo vola», letteralmente «il tempo è come una freccia». La grafia 如し/如く/如き è comune in citazioni e formule, mentre in testi contemporanei si incontra anche la grafia in hiragana ごとし/ごとく/ごとき.

Strati storici e stile arcaizzante

Un testo moderno può combinare forme di epoche diverse senza ricostruire perfettamente il giapponese classico. È il caso di slogan, dialoghi di personaggi, canzoni e traduzioni solenni. Bisogna quindi distinguere tra grammatica classica autentica, che segue un sistema completo di flessioni e collegamenti, e stile arcaizzante moderno, che seleziona pochi segnali riconoscibili. Questa distinzione evita di giudicare ogni frase teatrale come modello storico e, al tempo stesso, aiuta a coglierne l'intenzione espressiva.

Suggerimenti per esercitarsi

  1. Costruisci famiglie di forme. Su quattro schede scrivi べし・べき・べく・べからず e su altre tre ごとし・ごとき・ごとく. Per ogni forma annota se chiude la frase, precede un nome o modifica un verbo.
  2. Classifica prima di tradurre. Quando incontri たり o なり, identifica la parola precedente e quella successiva. Chiediti se si tratta di compimento, copula, informazione udita o di una costruzione moderna omografa; solo dopo scegli la resa italiana.
  3. Raccogli combinazioni reali. Cerca in romanzi, articoli e sottotitoli esempi di 注目すべき, 〜を達成すべく, 何もなかったかのごとく, 堂々たる. Imparare blocchi attestati è più sicuro che inventare frasi solenni parola per parola.

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