A2

Participi passati irregolari in italiano

Participi Passati Irregolari

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.

In breve

Alcuni verbi non formano il participio passato con le terminazioni regolari -ato, -uto o -ito: per esempio, fare → fatto, leggere → letto e aprire → aperto. Queste forme vanno imparate insieme all’infinito e si usano soprattutto nei tempi composti: ho fatto, abbiamo letto, hanno aperto.

Panoramica

Il participio passato è una forma del verbo usata, tra le altre cose, per costruire tempi composti come il passato prossimo: ho scritto, sono stato, abbiamo preso. Il verbo all’infinito è la forma che si trova nel dizionario, come scrivere o prendere. Nei verbi regolari, il participio si ottiene normalmente sostituendo -are con -ato, -ere con -uto e -ire con -ito: parlare → parlato, credere → creduto, dormire → dormito.

Molti verbi di uso quotidiano, però, hanno un participio irregolare. Non basta quindi applicare una terminazione prevedibile: si dice scritto, non scrivuto, e preso, non prenduto. Il tema si incontra già al livello A2, appena si comincia a usare con regolarità il passato prossimo.

La regola iniziale è semplice: si sceglie l’ausiliare avere o essere e gli si aggiunge il participio corretto. Prima conviene memorizzare le forme più frequenti; in seguito si possono riconoscere famiglie di verbi che condividono la stessa irregolarità.

Come funziona

La struttura di base

Il participio irregolare occupa lo stesso posto di quello regolare. Cambia la forma, non la struttura del tempo composto.

Struttura Esempio Spiegazione
avere + participio Ho scritto una lettera. ho è l’ausiliare; scritto è il participio di scrivere
essere + participio Maria è stata a Roma. è è l’ausiliare; stata è il participio di essere concordato con Maria

L’ausiliare è il verbo di appoggio, cioè avere o essere, che permette di formare il tempo composto. È l’ausiliare a indicare persona e numero: ho fatto, hai fatto, abbiamo fatto. Il participio resta fatto, salvo i casi di accordo spiegati più avanti.

Le forme essenziali

Questi sono i participi irregolari più importanti per l’uso quotidiano.

Infinito Participio passato Esempio al passato prossimo
essere stato Sono stato a casa.
fare fatto Abbiamo fatto tardi.
dire detto Ti ho detto tutto.
scrivere scritto Ha scritto un messaggio.
leggere letto Avete letto il giornale?
vedere visto Ho visto Luca.
prendere preso Hanno preso il treno.
mettere messo Hai messo le chiavi qui.
aprire aperto Ho aperto la finestra.
chiudere chiuso Il negozio ha chiuso presto.

Sono molto comuni anche le forme seguenti:

Infinito Participio passato Esempio
bere bevuto Ho bevuto un caffè.
chiedere chiesto Abbiamo chiesto aiuto.
correre corso Ha corso per un’ora.
decidere deciso Avete deciso la data?
nascere nato Sono nata a Bari.
morire morto La pianta è morta.
offrire offerto Mi hanno offerto un lavoro.
perdere perso / perduto Ho perso il biglietto.
rimanere rimasto Siamo rimasti in ufficio.
rispondere risposto Non ha risposto.
rompere rotto Hai rotto il bicchiere.
scegliere scelto Abbiamo scelto questo albergo.
scendere sceso Sono scesi alla fermata successiva.
spendere speso Ho speso troppo.
venire venuto Giulia è venuta ieri.
vincere vinto La nostra squadra ha vinto.
vivere vissuto Ho vissuto a Torino.

Bevuto, venuto e vissuto terminano in -uto, ma vanno comunque memorizzati perché non derivano in modo immediato dal tema che si sente in tutte le forme del presente. L’obiettivo pratico non è classificare ogni forma, ma produrla correttamente.

Famiglie utili

I verbi formati con un prefisso spesso conservano il participio del verbo di base. Un prefisso è una parte aggiunta all’inizio della parola, come ri- in riscrivere.

Verbo di base Verbi collegati Participi
scrivere → scritto riscrivere, descrivere, iscrivere riscritto, descritto, iscritto
dire → detto ridire, contraddire ridetto, contraddetto
mettere → messo ammettere, permettere, promettere ammesso, permesso, promesso
prendere → preso riprendere, sorprendere ripreso, sorpreso
porre → posto proporre, disporre, esporre proposto, disposto, esposto
chiudere → chiuso racchiudere racchiuso
fare → fatto rifare, disfare, soddisfare rifatto, disfatto, soddisfatto

Queste famiglie aiutano, ma non costituiscono una regola universale per indovinare qualsiasi participio. Quando si impara un verbo nuovo, è sempre utile controllare anche il participio e l’ausiliare.

L’accordo del participio

Con essere, il participio concorda con il soggetto, cioè con la persona o la cosa di cui si parla. Cambia quindi la desinenza finale:

Soggetto Esempio
maschile singolare Marco è rimasto a casa.
femminile singolare Anna è rimasta a casa.
maschile o gruppo misto plurale Marco e Anna sono rimasti a casa.
femminile plurale Anna e Sara sono rimaste a casa.

Con avere, nella regola di base il participio non concorda con il soggetto: Maria ha scritto, i ragazzi hanno scritto, le ragazze hanno scritto. Per un principiante, questa distinzione è sufficiente: essere → accordo con il soggetto; avere → normalmente forma invariabile.

Esempi nel contesto

Esempio Significato Nota
Ho fatto i compiti prima di cena. Ho completato i compiti prima di mangiare. fare → fatto
Marta ha scritto una lettera a sua nonna. Marta ha preparato e inviato un testo alla nonna. scrivere → scritto
Abbiamo letto il libro in due giorni. Abbiamo terminato la lettura rapidamente. leggere → letto
Hanno detto la verità. Non hanno nascosto ciò che è successo. dire → detto
Hai visto le mie chiavi? Sai dove sono perché le hai notate? vedere → visto
Stamattina ho preso l’autobus delle otto. Ho viaggiato sull’autobus partito alle otto. prendere → preso
Paolo ha messo il latte in frigorifero. Paolo ha sistemato il latte nel frigorifero. mettere → messo
Il cameriere ha aperto una nuova bottiglia. Il cameriere ha tolto la chiusura alla bottiglia. aprire → aperto
I negozi hanno chiuso alle otto. Da quell’ora i negozi non erano più aperti. chiudere → chiuso
Lucia è stata molto gentile con noi. Lucia si è comportata con gentilezza. essere → stata, accordo femminile
Siamo rimasti in casa a causa della pioggia. Non siamo usciti perché pioveva. rimanere → rimasto, accordo plurale
Le mie sorelle sono nate a maggio. La loro nascita è avvenuta nel mese di maggio. nascere → nato, accordo femminile plurale
Mi avete offerto un ottimo consiglio. Mi avete dato spontaneamente un consiglio utile. offrire → offerto
Ho perso il portafoglio, ma qualcuno l’ha trovato. Non avevo più il portafoglio; poi una persona lo ha recuperato. perdere → perso

Errori comuni

Formare tutti i participi con -ato, -uto o -ito

  • Forma errata: Ho scrivuto una lettera.
  • Forma corretta: Ho scritto una lettera.
  • Perché: scrivere ha il participio irregolare scritto. La terminazione regolare di molti verbi in -ere non si può applicare automaticamente.

Usare il presente al posto del participio

  • Forma errata: Abbiamo leggiamo il libro.
  • Forma corretta: Abbiamo letto il libro.
  • Perché: dopo l’ausiliare serve il participio passato, non una forma del presente. Leggiamo significa “noi leggiamo”; letto è il participio.

Confondere participio e infinito

  • Forma errata: Hanno dire la verità.
  • Forma corretta: Hanno detto la verità.
  • Perché: nei tempi composti l’ausiliare è seguito dal participio. L’infinito dire compare invece in strutture come voglio dire o posso dire.

Scegliere l’ausiliare in base all’irregolarità

  • Forma errata: Ho stato a Roma.
  • Forma corretta: Sono stato a Roma.
  • Perché: il fatto che stato sia irregolare non decide l’ausiliare. Il verbo essere forma il passato prossimo con essere: sono stato/a, siamo stati/e.

Dimenticare l’accordo con essere

  • Forma errata: Giulia è venuto ieri.
  • Forma corretta: Giulia è venuta ieri.
  • Perché: con l’ausiliare essere, il participio concorda con il soggetto. Giulia è femminile singolare, quindi si usa venuta.

Cambiare il participio con avere in base al soggetto

  • Forma errata: Le ragazze hanno scritte tre email.
  • Forma corretta: Le ragazze hanno scritto tre email.
  • Perché: nella struttura di base con avere, il participio non concorda con il soggetto. L’accordo con eventuali pronomi diretti è un caso diverso e più avanzato.

Note d’uso

Alcuni verbi ammettono due participi, ma le due forme non hanno sempre la stessa frequenza. Per perdere sono corretti sia perso sia perduto: perso è molto comune nella lingua quotidiana, mentre perduto compare spesso in espressioni consolidate come tempo perduto o in uno stile più ricercato. Anche veduto esiste, ma nell’italiano corrente visto è di gran lunga la forma normale del verbo vedere.

Un participio può essere usato anche come aggettivo, cioè come parola che descrive un nome: una porta chiusa, un documento scritto male, le finestre aperte. In questo uso concorda sempre con il nome: aperto, aperta, aperti, aperte. Molte forme sono inoltre presenti in espressioni comuni: detto fatto, a porte chiuse, un’occasione persa, un lavoro ben fatto.

La pronuncia e l’ortografia meritano attenzione insieme. Raddoppiamenti come quelli di fatto, detto, scritto, letto, messo e rotto distinguono la forma corretta: non vanno eliminati nella scrittura e, nel parlato accurato, la consonante doppia deve sentirsi.

Oltre le basi: usi avanzati

Questa sezione non è indispensabile per cominciare a parlare al livello A2, ma chiarisce forme che si incontrano presto nei testi e nelle conversazioni.

Accordo con i pronomi diretti

Con avere, il participio è normalmente invariabile quando il complemento viene dopo: Ho visto Maria; Ho comprato le mele. Il complemento oggetto diretto è la persona o la cosa su cui ricade direttamente l’azione: nella seconda frase sono le mele.

Se però l’oggetto è sostituito dai pronomi lo, la, li, le e viene prima del verbo, il participio concorda:

Frase con il nome Frase con il pronome
Ho visto il film. L’ho visto.
Ho visto Maria. L’ho vista.
Ho comprato i biglietti. Li ho comprati.
Ho aperto le finestre. Le ho aperte.

Nel parlato, l’apostrofo nasconde talvolta il genere di l’, ma il participio lo rende visibile: L’ho visto può riferirsi a un uomo o a un nome maschile; L’ho vista a una donna o a un nome femminile.

Con il pronome ne, che può sostituire una quantità introdotta da di, l’accordo è frequente: Quante lettere hai scritto? Ne ho scritte tre. Nella lingua reale si incontrano oscillazioni, ma questa forma concordata è un modello sicuro e chiaro.

Participio, passivo e risultato

Il participio irregolare compare anche nella forma passiva, dove il soggetto riceve l’azione: La lettera è stata scritta ieri. Qui stata fa parte della costruzione passiva e scritta concorda con la lettera. Si può inoltre descrivere il risultato di un’azione: La porta è chiusa indica lo stato della porta; La porta è stata chiusa dal custode mette in primo piano l’azione compiuta dal custode.

Altri tempi composti

La stessa forma del participio non appartiene soltanto al passato prossimo. Una volta imparato scritto, lo si ritrova in avevo scritto (trapassato prossimo), avrò scritto (futuro anteriore) e avrei scritto (condizionale passato). Cambia il tempo dell’ausiliare, non il participio. Memorizzare bene una forma irregolare, quindi, facilita molti argomenti successivi.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara tre elementi insieme: annota scrivere — scritto — avere oppure nascere — nato — essere. Poi crea una frase personale, per esempio Ho scritto al medico o Sono nato/a a….
  2. Studia per famiglie: dopo mettere → messo, aggiungi promettere → promesso e permettere → permesso. Evidenzia la parte comune, senza presumere che il modello funzioni per ogni verbo.
  3. Trasforma frasi brevi: passa dal presente al passato prossimo e poi cambia il soggetto: Anna apre la porta → Anna ha aperto la porta → Anna e Luca hanno aperto la porta. Con essere, controlla sempre anche l’accordo: Marco è rimasto → Marta è rimasta → Marta e Giulia sono rimaste.

Concetti collegati

  • Prerequisito: Passato prossimo — spiega la scelta dell’ausiliare e la struttura generale dei tempi composti.

Prerequisito

Il passato prossimo in italianoA2

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