Il congiuntivo trapassato in francese
Subjonctif Plus-que-parfait
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In breve
Il subjonctif plus-que-parfait è un tempo letterario formato con il congiuntivo imperfetto di avoir o être più il participio passato: qu'il eût compris, qu'elle fût partie. Nella lingua contemporanea è quasi sempre sostituito dal congiuntivo passato (qu'il ait compris) o, nelle ipotesi con si, dal trapassato indicativo (si j'avais su). È quindi essenziale soprattutto per leggere narrativa, saggistica e prosa molto formale.
Panoramica
Il subjonctif plus-que-parfait, cioè il congiuntivo trapassato francese, presenta un fatto passato come anteriore a un altro momento e lo colloca nel campo del dubbio, del giudizio, della concessione, della volontà o dell'irrealtà. Il congiuntivo è il modo verbale con cui il parlante non presenta semplicemente un fatto come constatato; il participio passato è la forma come fait, vu, parti o venue usata nei tempi composti.
Questa forma appartiene al livello C2 non perché il suo meccanismo sia particolarmente lungo, ma perché bisogna riconoscerne il valore in periodi complessi e valutarne il registro. È normale incontrarla nei romanzi dell'Ottocento e del primo Novecento, nella ricostruzione storica, nella prosa solenne e in imitazioni ironiche dello stile antico. Nella conversazione odierna, invece, suonerebbe ricercata o volutamente teatrale.
Per chi parla italiano, la costruzione è intuitiva: qu'il eût compris corrisponde spesso a «che avesse capito», mentre qu'elle fût partie corrisponde a «che fosse partita». La somiglianza non deve però far pensare che le due lingue usino il tempo con la stessa frequenza. L'italiano conserva normalmente il congiuntivo trapassato; il francese moderno tende a evitare il proprio e ricorre soprattutto al subjonctif passé.
Come si forma e come funziona
La formula è:
congiuntivo imperfetto di avoir o être + participio passato
L'ausiliare è quello richiesto dal verbo nei normali tempi composti. La maggior parte dei verbi usa avoir; molti verbi di movimento e cambiamento di stato, oltre ai verbi pronominali, usano être.
Gli ausiliari
| Persona | Avoir | Être |
|---|---|---|
| je | eusse | fusse |
| tu | eusses | fusses |
| il / elle / on | eût | fût |
| nous | eussions | fussions |
| vous | eussiez | fussiez |
| ils / elles | eussent | fussent |
Si aggiunge poi il participio passato:
| Infinito | Forma composta | Significato orientativo |
|---|---|---|
| comprendre | que j'eusse compris | che avessi capito |
| finir | que tu eusses fini | che avessi finito |
| prendre | qu'il eût pris | che avesse preso |
| partir | qu'elle fût partie | che fosse partita |
| se tromper | que nous nous fussions trompés | che ci fossimo sbagliati |
L'apostrofo in j'eusse e qu'il eût segue le normali regole francesi davanti a vocale. Nella terza persona singolare, il circonflesso distingue visivamente eût e fût dalle forme del passato remoto indicativo eut e fut.
Scelta dell'ausiliare e accordo
Con être, il participio passato concorda di norma con il soggetto, cioè con la persona o la cosa di cui si parla:
- qu'il fût parti — maschile singolare;
- qu'elle fût partie — femminile singolare;
- qu'ils fussent partis — maschile o gruppo misto plurale;
- qu'elles fussent parties — femminile plurale.
Con avoir, il participio di solito resta invariato: qu'elles eussent compris. Concorda però con il complemento oggetto diretto (la persona o la cosa che riceve direttamente l'azione) quando questo precede il verbo: Je doutais qu'elle les eût écrites elle-même («Dubitavo che le avesse scritte lei stessa»). È la stessa regola di accordo dei tempi composti con avoir.
I verbi pronominali, come se souvenir o se tromper, si costruiscono con être: qu'il se fût souvenu, qu'elles se fussent trompées. L'accordo segue le regole proprie dei verbi pronominali; non è sempre automatico, perché dipende dalla funzione del pronome: les lettres qu'ils se fussent écrites ma ils se fussent parlé. In quest'ultimo esempio se è un complemento indiretto, ossia indica «a chi» si parla, quindi parlé non concorda.
Anteriorità e reggenza del congiuntivo
Il tempo compare soprattutto in una proposizione subordinata (una frase dipendente da un'altra) introdotta da que o da una congiunzione che richiede il congiuntivo. Esprime in genere un'azione già compiuta rispetto al momento passato della frase principale:
- Je doutais qu'il eût compris. — Dubitavo che avesse capito.
- Elle regrettait que nous fussions partis si tôt. — Le dispiaceva che fossimo partiti così presto.
- Quoiqu'il eût beaucoup travaillé, il échoua. — Benché avesse lavorato molto, fallì.
Nella tradizionale concordanza dei tempi della prosa letteraria, un verbo principale al passato favoriva un congiuntivo imperfetto per la contemporaneità e un congiuntivo trapassato per l'anteriorità:
| Rapporto temporale | Stile letterario | Francese contemporaneo |
|---|---|---|
| azione contemporanea o successiva | Je voulais qu'il vînt. | Je voulais qu'il vienne. |
| azione anteriore | Je doutais qu'il eût compris. | Je doutais qu'il ait compris. |
Il francese attuale non applica normalmente questa concordanza letteraria nel parlato o nella prosa neutra. Mantiene il congiuntivo presente o passato anche dopo un verbo principale al passato.
L'ipotesi irreale con si
In stile letterario il congiuntivo trapassato può sostituire il trapassato indicativo nella proposizione con si:
- Si j'eusse su, je ne serais pas venu.
- forma corrente: Si j'avais su, je ne serais pas venu.
Entrambe significano «Se avessi saputo, non sarei venuto». L'evento non si è realizzato: chi parla non sapeva ed è venuto. La forma in eusse è molto sostenuta e sopravvive soprattutto nella formula Si j'eusse su..., spesso citata da sola con tono scherzoso o allusivo.
Esempi nel contesto
| Francese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Je doutais qu'il eût compris la gravité de la situation. | Dubitavo che avesse capito la gravità della situazione. | Dubbio al passato e azione anteriore. |
| Je doute qu'il eût réussi sans votre aide. | Dubito che sarebbe riuscito senza il vostro aiuto. | Forma molto letteraria, con sfumatura ipotetica e distanziata. |
| Elle regrettait que nous fussions partis si tôt. | Le dispiaceva che fossimo partiti così presto. | Verbo partir con être e accordo al plurale. |
| Quoiqu'il eût travaillé toute la nuit, le rapport restait incomplet. | Benché avesse lavorato tutta la notte, il rapporto restava incompleto. | Concessione introdotta da quoique. |
| Il semblait qu'elle fût partie avant l'aube. | Sembrava che fosse partita prima dell'alba. | Percezione incerta di un fatto già avvenuto. |
| Le directeur nia que les documents eussent disparu. | Il direttore negò che i documenti fossero scomparsi. | Negazione e anteriorità in prosa formale. |
| Nous étions surpris qu'elle eût accepté une telle condition. | Eravamo sorpresi che avesse accettato una simile condizione. | Reazione emotiva a un fatto precedente. |
| Bien qu'ils se fussent préparés avec soin, ils furent pris de court. | Benché si fossero preparati con cura, furono colti alla sprovvista. | Verbo pronominale con accordo. |
| Ces décisions, elle doutait qu'il les eût prises seul. | Quanto a quelle decisioni, dubitava che le avesse prese da solo. | Les precede il verbo: prises concorda al femminile plurale. |
| Si j'eusse su la vérité, je me serais tu. | Se avessi saputo la verità, sarei rimasto in silenzio. | Ipotesi irreale letteraria. |
| Eût-elle connu le danger, elle aurait refusé. | Se avesse conosciuto il pericolo, avrebbe rifiutato. | Costruzione ipotetica senza si, con inversione. |
| Sans ce retard, nous eussions atteint la frontière avant la nuit. | Senza quel ritardo, avremmo raggiunto la frontiera prima di notte. | Valore di condizionale passato letterario. |
Errori comuni
1. Usare l'indicativo imperfetto dell'ausiliare
- Errato: Je doutais qu'il avait compris.
- Corretto, letterario: Je doutais qu'il eût compris.
- Corretto, corrente: Je doutais qu'il ait compris.
- Perché: dopo douter que affermativo si usa il congiuntivo. Avait compris è un trapassato indicativo e non appartiene alla costruzione studiata.
2. Confondere eût con eut e fût con fut
- Errato: Il semblait qu'elle fut partie.
- Corretto: Il semblait qu'elle fût partie.
- Perché: fût è il congiuntivo imperfetto di être; fut, senza circonflesso, è il passato remoto indicativo. La distinzione grafica è importante anche se, nel caso di fût/fut, la pronuncia coincide.
3. Scegliere sempre avoir
- Errato: Elle regrettait qu'ils eussent partis.
- Corretto: Elle regrettait qu'ils fussent partis.
- Perché: partir forma i tempi composti con être. Il participio concorda inoltre con il soggetto plurale: partis.
4. Dimenticare l'accordo con être
- Errato: Il semblait qu'elles fussent parti.
- Corretto: Il semblait qu'elles fussent parties.
- Perché: con être, il participio concorda qui con elles: femminile plurale.
5. Trasferire la frequenza dell'italiano al francese
- Inadatto in una conversazione normale: Je suis désolé que vous eussiez attendu.
- Naturale oggi: Je suis désolé que vous ayez attendu.
- Perché: l'italiano «mi dispiace che abbiate aspettato» non autorizza a scegliere automaticamente una forma francese letteraria. Nel francese quotidiano si usa il congiuntivo passato.
6. Usare si con il condizionale per imitare l'italiano
- Errato: Si j'aurais su, je serais resté.
- Corretto, corrente: Si j'avais su, je serais resté.
- Corretto, letterario: Si j'eusse su, je serais resté.
- Perché: nella normale ipotesi irreale al passato, la proposizione introdotta da si non prende il condizionale. Il congiuntivo trapassato è una variante letteraria, non una giustificazione per si j'aurais.
Note d'uso
Una forma da riconoscere prima che da produrre
La competenza più utile consiste nel riconoscere immediatamente eusse, eusses, eût, eussions, eussiez, eussent e le corrispondenti forme di être. In un testo narrativo non bisogna necessariamente attribuire a ogni occorrenza un'enfasi speciale: spesso la forma riflette semplicemente la norma stilistica dell'epoca o dell'autore.
Nella scrittura contemporanea neutra, qu'il ait fait e qu'elle soit partie sono quasi sempre le scelte spontanee. Il congiuntivo trapassato resta possibile quando si vuole creare una voce d'epoca, una solennità deliberata o un contrasto ironico. In un messaggio, una riunione o una normale relazione professionale rischia invece di sembrare affettato.
Non indica da solo dubbio o irrealtà
Il tempo colloca l'azione nel passato anteriore; il valore modale dipende dall'intera costruzione. In Je regrettais qu'il fût parti, la partenza è considerata reale, anche se compare al congiuntivo perché dipende da regretter que. In Si j'eusse su, invece, il contesto ipotetico presenta il sapere come non avvenuto. Non conviene quindi tradurre meccanicamente ogni forma con «sarebbe» o con «forse».
Un confronto utile con l'italiano
La traduzione italiana conserva spesso il congiuntivo trapassato: Je craignais qu'il eût oublié → «Temevo che avesse dimenticato». Tuttavia, in alcune costruzioni francesi la resa italiana più naturale usa il condizionale passato: Il eût réussi sans cet obstacle → «Sarebbe riuscito senza quell'ostacolo». Prima di scegliere la traduzione, occorre capire se la forma appartiene a una subordinata retta dal congiuntivo oppure esprime una conseguenza ipotetica.
Oltre le basi: usi avanzati
Il «condizionale passato, seconda forma»
Le forme j'eusse fait, il eût dit, nous fussions venus possono avere lo stesso aspetto del congiuntivo trapassato ma funzionare come un condizionale passato autonomo. La grammatica tradizionale chiama questo uso conditionnel passé deuxième forme:
- Il eût accepté, si on le lui avait demandé. — Avrebbe accettato, se glielo avessero chiesto.
- Sans votre intervention, tout eût été perdu. — Senza il vostro intervento, tutto sarebbe andato perduto.
La forma non è allora introdotta da un elemento che regge il congiuntivo; occupa la proposizione principale e presenta una conseguenza non realizzata. Per analizzarla, non basta guardare eût o fût: bisogna osservare il ruolo dell'intera proposizione.
L'ipotesi con inversione e senza si
Nella prosa elevata, l'ausiliare può precedere il soggetto e sostituire una proposizione con si:
- Eût-il insisté, elle aurait cédé. — Se avesse insistito, lei avrebbe ceduto.
- Fussent-ils arrivés plus tôt, rien n'aurait changé. — Anche se fossero arrivati prima, nulla sarebbe cambiato.
Il trattino lega il verbo al pronome soggetto. Questa inversione è fortemente marcata e ricorre soprattutto in letteratura, argomentazioni solenni o imitazioni scherzose. Non è un modello produttivo della conversazione quotidiana.
Presente nella principale, passato nella subordinata
Un esempio come Je doute qu'il eût réussi unisce un presente (je doute) e un congiuntivo trapassato. È possibile in una voce letteraria quando chi scrive prende le distanze da un'eventualità passata o considera una riuscita ipotetica. Nella lingua contemporanea ci si aspetta più facilmente Je doute qu'il ait réussi per «dubito che sia riuscito», oppure Je doute qu'il aurait réussi in contesti in cui si mette in dubbio una conseguenza ipotetica. La scelta dipende quindi non solo dal tempo, ma anche dall'interpretazione voluta.
Effetto stilistico e discorso indiretto
Nei racconti, il congiuntivo trapassato contribuisce a mantenere il tono del narratore e la prospettiva di un personaggio nel passato: Le roi craignait que ses alliés ne l'eussent trahi. Qui il cosiddetto ne explétif è un ne formale che non rende negativa la frase; la negazione vera richiederebbe normalmente ne... pas. Questo elemento può comparire dopo verbi di timore o in altre costruzioni formali, ma non fa parte della formazione del tempo.
Consigli per esercitarsi
- Impara prima i due ausiliari come blocchi. Recita in parallelo eusse, eusses, eût... e fusse, fusses, fût..., poi aggiungi participi già noti. Presta particolare attenzione a eût e fût con il circonflesso.
- Trasforma coppie di frasi. Parti dalla forma moderna Je doutais qu'il ait compris e riscrivila in registro letterario: Je doutais qu'il eût compris. Poi fai il percorso inverso, che è molto utile durante la lettura.
- Annota funzione e registro. Quando incontri una forma in un romanzo, chiediti: è una subordinata al congiuntivo, un'ipotesi con si o un condizionale passato di seconda forma? Traducila infine in italiano naturale, senza copiare automaticamente la struttura francese.
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