Esprimere desideri e auguri in turco
İstek ve Dilek İfadeleri
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di turco su Settemila Lingue.
In breve
Per dire ciò che si vuole fare, il turco usa normalmente infinito + istemek: Gitmek istiyorum significa «Voglio andare». Per un desiderio immaginato o contrario alla realtà si usa spesso keşke + -se/-sa, con -ydi nei desideri irreali o non realizzati: Keşke Türkçe bilseydim, «Magari sapessi il turco». Umarım introduce invece una speranza considerata possibile.
Panoramica
In turco non esiste un unico modo corrispondente a tutti gli usi italiani di volere, desiderare, magari, sperare e vorrei. La costruzione dipende soprattutto da come chi parla vede la situazione: come un'intenzione concreta, una speranza possibile, un desiderio immaginato oppure un rimpianto per qualcosa che non è avvenuto.
A livello B1 è utile distinguere tre nuclei. İstemek esprime una volontà o un desiderio diretto; keşke presenta una realtà diversa da quella effettiva o intensamente desiderata; umarım, inşallah e dilemek servono per speranze e auguri. La distinzione ricorda in parte quella italiana fra «voglio», «spero» e «magari», ma le forme verbali non si possono tradurre parola per parola.
Per capire keşke occorre già conoscere il suffisso condizionale -se/-sa. Un suffisso è una parte aggiunta alla fine della parola. In turco la sua vocale cambia secondo l'armonia vocalica, cioè si adatta alle vocali della base: gel-se ma ol-sa. Nelle forme come bilseydim compare anche -di, il suffisso del passato, nella variante richiesta dall'armonia vocalica e dai suoni circostanti.
Come funziona
Volere fare qualcosa: infinito + istemek
L'infinito turco, cioè la forma del verbo non legata a una persona, termina in -mek o -mak. Si mette prima di istemek; è istemek a ricevere il tempo e la persona.
| Struttura | Esempio turco | Significato |
|---|---|---|
| verbo in -mek/-mak + istiyorum | Gitmek istiyorum. | Voglio andare. |
| verbo in -mek/-mak + istemiyorum | Çıkmak istemiyorum. | Non voglio uscire. |
| verbo in -mek/-mak + istiyor musun? | Dinlenmek istiyor musun? | Vuoi riposarti? |
| verbo in -mek/-mak + istiyordum | Seni aramak istiyordum. | Volevo chiamarti. |
| verbo in -mek/-mak + isterdim | Bir gün Kapadokya'yı görmek isterdim. | Mi piacerebbe vedere la Cappadocia un giorno. |
Nel presente progressivo, molto comune per un desiderio attuale, istemek si coniuga così:
| Persona | Forma | Traduzione essenziale |
|---|---|---|
| ben | istiyorum | voglio |
| sen | istiyorsun | vuoi |
| o | istiyor | vuole |
| biz | istiyoruz | vogliamo |
| siz | istiyorsunuz | volete / vuole, forma di cortesia |
| onlar | istiyorlar | vogliono |
Se si desidera una cosa, istemek può reggere direttamente un nome. Un nome non specifico spesso resta senza desinenza: Bir kahve istiyorum, «Vorrei un caffè». Una cosa determinata prende normalmente l'accusativo (la forma che segnala l'oggetto diretto specifico): Bu kitabı istiyorum, «Voglio questo libro».
Desiderare che un'altra persona agisca
L'italiano usa facilmente «voglio che + verbo». In turco non si mette dopo istemek una normale frase autonoma. L'azione viene trasformata in un nome verbale, cioè una forma che indica «il fatto di fare qualcosa», con un suffisso possessivo riferito a chi compie l'azione e poi l'accusativo:
- Gelmeni istiyorum. — Voglio che tu venga.
- Onun da gelmesini istiyoruz. — Vogliamo che venga anche lui o lei.
- Beni aramanızı istiyorum. — Voglio che mi chiamiate / che Lei mi chiami.
In gelmeni, la sequenza è gel-me-n-i: radice «venire» + nome verbale + riferimento a «tu» + accusativo. È meglio imparare inizialmente forme frequenti come gelmeni istiyorum come blocchi interi.
Keşke e il desiderio
Keşke equivale spesso a «magari», «se solo» o «quanto vorrei». Non si coniuga e si colloca di solito all'inizio della frase. Il verbo che segue mostra chi è coinvolto e quanto il desiderio sia vicino o lontano dalla realtà.
Desiderio ancora possibile: keşke + -se/-sa
La forma semplice in -se/-sa può esprimere un desiderio rivolto al presente o al futuro, soprattutto quando la realizzazione è ancora concepibile:
| Persona | gelmek | Esempio |
|---|---|---|
| io | gelsem | Keşke ben de gelsem. — Magari venissi anch'io. |
| tu | gelsen | Keşke yarın gelsen. — Magari venissi domani. |
| lui / lei | gelse | Keşke o da gelse. — Magari venisse anche lui / lei. |
| noi | gelsek | Keşke birlikte gitsek. — Magari andassimo insieme. |
| voi / Lei | gelseniz | Keşke biraz daha kalsanız. — Magari restaste un po' di più. |
| loro | gelseler | Keşke erken gelseler. — Magari arrivassero presto. |
Questa forma è vicina al congiuntivo italiano in frasi di desiderio, ma non va identificata automaticamente con esso: la scelta turca dipende dal tipo di desiderio e dal contesto.
Situazione irreale o desiderio non realizzato: -seydi/-saydı
Quando si immagina una realtà diversa da quella presente, o si rimpiange un evento passato, è comunissima la sequenza -se/-sa + -ydi. La y collega i suffissi. Le desinenze personali indicano chi dovrebbe trovarsi nella situazione immaginata.
| Persona | Forma con olmak | Valore indicativo |
|---|---|---|
| io | olsaydım | se fossi / magari fossi stato |
| tu | olsaydın | se fossi / magari fossi stato |
| lui / lei | olsaydı | se fosse / magari fosse stato |
| noi | olsaydık | se fossimo / magari fossimo stati |
| voi / Lei | olsaydınız | se foste / magari foste stati |
| loro | olsalardı | se fossero / magari fossero stati |
La stessa forma può riferirsi a un'irrealtà presente o a un'occasione passata. Sono gli avverbi e il contesto a chiarire il tempo:
- Keşke şimdi burada olsaydın. — Magari fossi qui adesso.
- Keşke dün burada olsaydın. — Magari fossi stato qui ieri.
Questo punto è diverso dall'italiano, che tende a distinguere «fossi» da «fossi stato». Il turco quotidiano usa spesso -seydi/-saydı in entrambi i casi. Se occorre sottolineare che l'azione era già compiuta, si può incontrare la costruzione più esplicita -miş olsaydı: Keşke daha erken gelmiş olsaydın, «Magari fossi arrivato prima».
La negazione viene prima di -se/-sa:
- Keşke gitmeseydim. — Magari non fossi andato / Non avrei dovuto andare.
- Keşke ona söylemeseydin. — Magari non glielo avessi detto.
- Keşke bu kadar pahalı olmasaydı. — Magari non fosse così caro.
Speranze e auguri
Non ogni desiderio richiede keşke. Se il risultato è aperto e si vuole semplicemente dire «spero che», umarım è spesso la scelta più neutra. È seguito da una frase con un verbo personale:
- Umarım sınavı geçersin. — Spero che tu superi l'esame.
- Umarım yarın yağmur yağmaz. — Spero che domani non piova.
- Umarım yakında görüşürüz. — Spero che ci vedremo presto.
İnşallah significa letteralmente «se Dio vuole», ma nell'uso quotidiano può funzionare anche come «speriamo», con intensità religiosa variabile secondo la persona e il contesto: İnşallah her şey yolunda gider, «Speriamo che vada tutto bene».
Il verbo dilemek appartiene soprattutto agli auguri e alle formule cortesi. Si desidera qualcosa di positivo per qualcuno:
- Sana başarılar diliyorum. — Ti auguro successo.
- İyi yolculuklar dilerim. — Le / Vi auguro buon viaggio.
- Yeni yılın kutlu olsun. — Buon anno; letteralmente, «che il tuo nuovo anno sia benedetto».
Esempi in contesto
| Turco | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Gitmek istiyorum. | Voglio andare. | Intenzione diretta. |
| Bugün evde kalmak istiyorum. | Oggi voglio restare a casa. | Infinito + istemek. |
| Şimdi konuşmak istemiyorum. | Adesso non voglio parlare. | Negazione su istemek. |
| Senin de bizimle gelmeni istiyorum. | Voglio che anche tu venga con noi. | Il soggetto dell'azione desiderata è «tu». |
| Bir gün İstanbul'da yaşamak isterdim. | Un giorno mi piacerebbe vivere a Istanbul. | Desiderio ipotetico o attenuato. |
| Keşke Türkçe bilseydim. | Magari sapessi il turco. | Situazione presente diversa dalla realtà. |
| Keşke o da bizimle gelse. | Magari venisse anche lui / lei con noi. | Desiderio ancora possibile. |
| Keşke gelseydi. | Se solo fosse venuto / venuta. | Desiderio passato non realizzato; il genere non è espresso. |
| Keşke dün seni arasaydım. | Magari ti avessi chiamato ieri. | Rimpianto per un'azione non compiuta. |
| Keşke bu kadar geç kalmasaydık. | Magari non avessimo fatto così tardi. | Desiderio passato negativo. |
| Umarım toplantı iyi geçer. | Spero che la riunione vada bene. | Speranza reale e aperta. |
| Umarım yakında tekrar görüşürüz. | Spero che ci rivedremo presto. | Formula naturale di congedo. |
| İnşallah tren zamanında gelir. | Speriamo che il treno arrivi in orario. | Speranza, comune nel parlato. |
| Size mutlu ve sağlıklı bir yıl dilerim. | Le / Vi auguro un anno felice e in salute. | Augurio cortese o formale. |
Errori comuni
Unire keşke a una normale forma di istemek
- Non corretto: Keşke gelmek istiyorum.
- Corretto: Gelmek istiyorum. — Voglio venire.
- Oppure: Keşke gelebilsem. — Magari potessi venire.
- Perché: İstemek dichiara direttamente una volontà; keşke introduce invece una situazione desiderata e richiede normalmente una forma in -se/-sa.
Dimenticare l'armonia vocalica dell'infinito
- Non corretto: Gitmak istiyorum.
- Corretto: Gitmek istiyorum.
- Perché: l'infinito è -mek dopo vocali anteriori come quelle di git-, ma -mak dopo vocali posteriori come in yapmak.
Usare la terza persona quando si parla di sé
- Non corretto: Keşke Türkçe bilseydi. se si intende «magari sapessi io il turco».
- Corretto: Keşke Türkçe bilseydim.
- Perché: la -m finale indica la prima persona singolare. Bilseydi si riferisce a «lui» o «lei».
Copiare «voglio che» parola per parola
- Non corretto: İstiyorum sen geliyorsun.
- Corretto: Gelmeni istiyorum.
- Perché: l'azione voluta diventa un nome verbale con il riferimento alla persona che la compie; non segue una frase finita costruita come in italiano.
Usare keşke per una speranza neutra
- Poco naturale nel senso voluto: Keşke sınavı geçersin.
- Corretto: Umarım sınavı geçersin. — Spero che tu superi l'esame.
- Oppure: Keşke sınavı geçsen. — Magari superassi l'esame.
- Perché: umarım presenta una speranza aperta; keşke aggiunge coinvolgimento emotivo, distanza dalla realtà o il senso di «magari».
Note d'uso
İstiyorum non è necessariamente scortese: Bir kahve istiyorum è una richiesta normale in molti contesti. Tuttavia, con estranei o in situazioni di servizio, una domanda può suonare più morbida: Bir kahve alabilir miyim?, «Posso avere un caffè?». Anche Bir kahve rica edebilir miyim? è cortese. Non conviene quindi tradurre sempre l'italiano «vorrei» con isterdim: quest'ultima forma può indicare un desiderio ipotetico o ostacolato, come in Seninle gelmek isterdim ama çalışmam gerek, «Mi piacerebbe venire con te, ma devo lavorare».
Keşke può formare da solo una risposta: Yarın geliyor musun? — Keşke! («Vieni domani? — Magari!»). Il tono e il contesto fanno capire se significa «quanto lo vorrei» oppure «purtroppo non posso». In una frase completa, keşke non ha bisogno di una seconda proposizione con il risultato, come avviene invece in un vero periodo ipotetico.
Umarım è neutro e adatto sia al parlato sia allo scritto. İnşallah è frequentissimo, ma il suo valore culturale e religioso varia: alcune persone lo usano come semplice formula quotidiana, altre con un riferimento religioso pienamente intenzionale. Dilerim suona spesso più formale, cerimoniale o scritto di umarım, specialmente negli auguri: Başarılar dilerim.
Il turco non marca il genere nei pronomi di terza persona. Perciò Keşke gelseydi può riferirsi sia a un uomo sia a una donna; solo il contesto permette di scegliere in italiano «fosse venuto» o «fosse venuta».
Oltre le basi: usi avanzati
Keşke senza impossibilità assoluta
È troppo rigido imparare che keşke indica sempre qualcosa di impossibile. Con -se/-sa semplice può riguardare un futuro ancora aperto: Keşke hafta sonu hava güzel olsa, «Magari nel fine settimana facesse bel tempo». Rispetto a Umarım hafta sonu hava güzel olur, la frase con keşke rende più evidente il desiderio personale e può suggerire dubbio o nostalgia, ma non dichiara necessariamente che il bel tempo sia impossibile.
Rimpianto e critica indiretta
Con la seconda persona, una frase di rimpianto può diventare anche un rimprovero attenuato:
- Keşke bana daha önce söyleseydin. — Avresti potuto dirmelo prima / Magari me lo avessi detto prima.
- Keşke biraz daha dikkatli olsaydınız. — Sarebbe stato meglio se foste stati un po' più attenti.
La grammatica esprime un desiderio sul passato, ma nella conversazione il messaggio pragmatico — cioè ciò che si comunica oltre al significato letterale — può essere una critica. Intonazione e rapporto fra le persone decidono quanto risulti duro.
Desiderio passato compiuto e -miş olsaydı
La forma comune gelseydi basta spesso per «magari fosse venuto». La struttura participio in -miş + olsaydı rende invece esplicito lo stato risultante di un'azione già compiuta: Keşke raporu dün bitirmiş olsaydım, «Magari avessi finito il rapporto ieri». Il participio è una forma verbale usata qui per presentare l'azione come già conclusa. È una distinzione utile nei testi curati e nei ragionamenti dettagliati, ma nel parlato il contesto rende spesso superflua questa forma più lunga.
Desideri riferiti nel discorso
Quando si racconta un desiderio di un'altra persona, istemek segue normalmente il tempo del racconto: Ayşe bizimle gelmek istedi, «Ayşe ha voluto venire con noi», oppure Ayşe bizimle gelmek istiyordu, «Ayşe voleva venire con noi». La seconda forma presenta il desiderio come in corso nel passato; la prima lo considera come un evento concluso. Questa differenza non coincide perfettamente con una singola opposizione verbale italiana e va appresa attraverso il contesto.
Consigli per esercitarsi
- Crea tre versioni della stessa situazione. Per esempio: Tatile gitmek istiyorum («voglio andare in vacanza»), Umarım tatile giderim («spero di andare in vacanza»), Keşke tatile gidebilsem («magari potessi andare in vacanza»). Così colleghi ogni struttura all'atteggiamento di chi parla.
- Allena le persone con un solo verbo. Parti da gelmek e produci gelsem, gelsen, gelse..., poi gelseydim, gelseydin, gelseydi.... Aggiungi ogni volta un soggetto o un'indicazione temporale reale.
- Raccogli formule complete. Memorizza come blocchi Umarım her şey yolunda gider, Keşke daha önce bilseydim e Başarılar dilerim. Nei dialoghi autentici, nota se il parlante esprime volontà, speranza, nostalgia o rimpianto.
Concetti correlati
- Prerequisito: Il modo condizionale (-se/-sa) — introduce il suffisso su cui si costruiscono gelse, bilseydim e molte altre forme di desiderio.