A1

La costruzione *det er* in norvegese

Det er

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di norvegese su Settemila Lingue.

In breve

In norvegese det er corrisponde spesso sia a c’è sia a ci sono: Det er en katt i hagen significa «C’è un gatto in giardino», mentre Det er mange mennesker her significa «Ci sono molte persone qui». La forma non cambia con il singolare o il plurale; al passato si usa det var. Nelle domande si inverte l’ordine: Er det ...?

Panoramica

La costruzione det er serve a presentare qualcosa come esistente o presente in un luogo o in una situazione. È una delle strutture fondamentali del livello A1: permette di chiedere se c’è una farmacia, dire quante persone sono in una stanza o raccontare che in passato c’era un problema. In italiano scegliamo tra c’è e ci sono in base al numero; in norvegese bokmål, invece, er rimane sempre uguale.

In questa costruzione det è un soggetto formale, cioè una parola che occupa il posto del soggetto nella frase senza indicare una cosa precisa. L’elemento davvero nuovo viene dopo il verbo: en katt, mange mennesker, to ledige rom. Per cominciare basta memorizzare lo schema det + er + persona/cosa + luogo o altra informazione.

Non ogni frase con det er significa però «c’è» o «ci sono». Det er kaldt vuol dire «Fa freddo» e Det er bilen min vuol dire «È la mia macchina». Il contesto e ciò che segue er chiariscono la funzione. Le differenze più sottili sono raccolte più avanti, così chi è agli inizi può concentrarsi prima sul modello essenziale.

Come funziona

La frase affermativa al presente

Lo schema di base è:

Det + er + elemento presentato + luogo/tempo/altra informazione

Parte Norvegese Funzione
Soggetto formale det apre la costruzione
Verbo er presente di være, «essere»
Elemento presentato en katt ciò di cui si segnala la presenza
Indicazione di luogo i hagen precisa dove si trova

La frase completa è Det er en katt i hagen. L’indicazione di luogo non è obbligatoria: Det er et problem significa semplicemente «C’è un problema».

A differenza dell’italiano, il verbo non concorda nel numero con ciò che segue. La concordanza è il cambiamento di forma determinato, per esempio, dal singolare o dal plurale. Qui non avviene:

Norvegese Italiano Nota
Det er én stol her. C’è una sedia qui. Singolare
Det er fire stoler her. Ci sono quattro sedie qui. Plurale, ma sempre er

Articolo e quantità

Quando si introduce per la prima volta una persona o una cosa numerabile al singolare, è normale usare l’articolo indeterminativo en, ei oppure et, secondo il genere del sostantivo: Det er en butikk her, Det er ei bok på bordet, Det er et hotell i sentrum. Il sostantivo è la parola che indica una persona, una cosa, un luogo o un’idea, come butikk «negozio».

Con plurali e nomi non numerabili si usano invece numeri o parole di quantità, oppure nessun articolo:

  • Det er tre vinduer i rommet. — Ci sono tre finestre nella stanza.
  • Det er mange turister i byen. — Ci sono molti turisti in città.
  • Det er kaffe på kjøkkenet. — C’è del caffè in cucina.
  • Det er litt tid igjen. — Rimane un po’ di tempo.

Non bisogna quindi tradurre automaticamente l’italiano del/della/dei/delle con un articolo norvegese: spesso il nome compare da solo o con litt, noe o un’altra espressione di quantità.

La negazione

Ikke «non» si colloca normalmente dopo il verbo nella frase principale:

Det + er + ikke + elemento presentato

  • Det er ikke en bank her. — Non c’è una banca qui.
  • Det er ikke noe melk igjen. — Non è rimasto latte.

Per esprimere chiaramente «nessuno/nessuna» o «non ... alcun», sono molto comuni ingen con nomi numerabili e ikke noe con molti nomi non numerabili:

Norvegese Italiano Uso
Det er ingen ledige bord. Non ci sono tavoli liberi. ingen davanti a un plurale numerabile
Det er ingen buss i dag. Oggi non c’è nessun autobus. ingen davanti a un singolare numerabile
Det er ikke noe vann her. Qui non c’è acqua. ikke noe con un nome non numerabile

Le domande

Nelle domande a risposta sì/no il verbo viene prima di det:

Er + det + elemento presentato + ...?

  • Er det en bank i nærheten? — C’è una banca qui vicino?
  • Er det noen ledige rom? — Ci sono camere libere?
  • Er det kaffe igjen? — È rimasto del caffè?

Con una parola interrogativa, questa viene all’inizio. Hvor mange significa «quanti/quante»:

  • Hvor mange elever er det i klassen? — Quanti studenti ci sono nella classe?
  • Hvor mye tid er det igjen? — Quanto tempo rimane?

È utile imparare Hvor mange ... er det? come un unico modello: l’italiano mette naturalmente ci sono prima del nome, mentre il norvegese colloca er det dopo il gruppo interrogativo.

Il passato: det var

Il passato di er è var, uguale al singolare e al plurale. Può corrispondere a c’era, c’erano oppure, secondo il contesto, ci fu/ci furono:

  • Det var en kafé her før. — Prima qui c’era un bar.
  • Det var mange mennesker på festen. — C’erano molte persone alla festa.
  • Var det noen problemer? — Ci sono stati problemi? / C’erano problemi?
  • Det var en gang en prinsesse. — C’era una volta una principessa.

Il norvegese non obbliga a scegliere nella forma verbale tra l’imperfetto italiano (c’era) e il passato remoto (ci fu). È il contesto a indicare se si descrive una situazione, un evento concluso o l’inizio di una fiaba.

Quando un altro elemento viene all’inizio

Nelle frasi principali norvegesi il verbo coniugato occupa normalmente la seconda posizione. Questa è spesso chiamata regola V2, cioè «verbo in seconda posizione». Se si porta davanti un luogo o un’espressione di tempo, l’ordine diventa:

Luogo/tempo + er/var + det + elemento presentato

  • I sentrum er det mange butikker. — In centro ci sono molti negozi.
  • På mandag var det et møte. — Lunedì c’era una riunione.

La prima posizione può contenere più parole, come i sentrum, ma conta come un solo blocco. Non si dice quindi I sentrum det er ... in una normale frase principale.

Esempi nel contesto

Norvegese Italiano Nota
Det er en katt i hagen. C’è un gatto in giardino. Presentazione di un elemento singolare
Det er mange mennesker her. Ci sono molte persone qui. Il plurale non cambia er
Det er et apotek ved stasjonen. C’è una farmacia vicino alla stazione. Informazione pratica su un luogo
Det er to kopper på bordet. Ci sono due tazze sul tavolo. Quantità precisa
Det er litt suppe igjen. È rimasta un po’ di zuppa. Nome non numerabile
Det er ikke noe brød hjemme. A casa non c’è pane. Negazione con ikke noe
Det er ingen busser etter midnatt. Non ci sono autobus dopo mezzanotte. Negazione con ingen
Er det en bank i nærheten? C’è una banca qui vicino? Domanda sì/no
Er det noen som kan hjelpe meg? C’è qualcuno che può aiutarmi? noen som introduce una persona non specificata
Hvor mange gjester er det? Quanti ospiti ci sono? Domanda sulla quantità
I kjøleskapet er det melk og ost. Nel frigorifero ci sono latte e formaggio. Luogo in prima posizione e inversione
I går var det et møte på kontoret. Ieri c’era una riunione in ufficio. Passato con espressione di tempo iniziale
Det var mange mennesker på konserten. C’erano molte persone al concerto. Plurale al passato, sempre var
Det var en gang en prinsesse. C’era una volta una principessa. Formula narrativa tradizionale

Errori comuni

Trasformare det in un soggetto plurale

  • Errato: De er mange mennesker her.
  • Corretto: Det er mange mennesker her.
  • Perché: de significa «loro» e non sostituisce il soggetto formale det. Anche davanti a un plurale si mantiene det er: il contrasto italiano c’è/ci sono non va riprodotto nella costruzione norvegese.

Usare der al posto di det

  • Errato: Der er en butikk her come traduzione neutra di «C’è un negozio qui».
  • Corretto: Det er en butikk her.
  • Perché: nel bokmål neutro insegnato qui, il soggetto formale della costruzione è det. Der significa normalmente «lì»: Det er en butikk der vuol dire «C’è un negozio lì». Esistono usi regionali e danesi di der er, ma non sono il modello di base da produrre in norvegese bokmål.

Dimenticare l’inversione nella domanda

  • Errato: Det er en bank i nærheten?
  • Corretto: Er det en bank i nærheten?
  • Perché: una domanda neutra a risposta sì/no mette il verbo prima del soggetto formale. La versione con ordine affermativo può comparire come domanda-eco nel parlato, per sorpresa o conferma, ma non è il modello da imparare per primo.

Mettere det prima del verbo dopo un complemento iniziale

  • Errato: I byen det er mange museer.
  • Corretto: I byen er det mange museer.
  • Perché: quando i byen occupa la prima posizione, la regola V2 richiede subito il verbo; det viene dopo.

Tradurre sempre c’è con det er

  • Poco naturale nel significato «esiste»: Det er enhjørninger?
  • Più adatto: Finnes det enhjørninger? — Esistono gli unicorni?
  • Perché: det er è ottimo per presentare una presenza concreta o una situazione. Quando si domanda dell’esistenza in generale, finnes «esiste/esistono, si trova/si trovano» è spesso più preciso. Non è un divieto assoluto: la scelta dipende dal significato.

Note d’uso

In una conversazione quotidiana det er è estremamente comune e non ha un tono particolare: va bene sia nel parlato sia nello scritto. La pronuncia di det è normalmente /deː/ oppure può essere ridotta nel flusso del parlato; la t finale non si pronuncia nel bokmål standard. Conviene comunque scrivere sempre det, non una grafia fonetica.

L’ordine più neutro è spesso Det er ... + luogo: Det er en kafé på hjørnet. Mettere il luogo all’inizio, På hjørnet er det en kafé, collega la frase a quel luogo e può creare un contrasto: si sta descrivendo che cosa vi si trova. Entrambe le versioni sono corrette.

Det er può presentare informazione nuova, perciò dopo il verbo sono frequenti articoli indeterminativi, numeri e quantità. Un nome definito richiede più attenzione. Det er læreren min significa di solito «È il mio insegnante», cioè identifica qualcuno, non semplicemente «C’è il mio insegnante». Per segnalare la presenza di una persona già nota, il contesto e l’intonazione contano molto; a livello iniziale è più sicuro esercitarsi con elementi non ancora identificati.

È importante anche non confondere det e der:

  • Det er en stol her. — C’è una sedia qui.
  • Det er en stol der. — C’è una sedia lì.

Nella seconda frase det mantiene la funzione grammaticale, mentre der indica il luogo.

Oltre le basi: usi avanzati

Questa parte non è indispensabile al livello A1, ma aiuta a riconoscere forme che si incontrano presto in testi e conversazioni.

Tempi e verbi modali

La costruzione non è limitata a er e var. Il soggetto formale det compare anche con tempi composti e con verbi modali, cioè verbi come «potere» che esprimono possibilità o necessità:

Norvegese Italiano Nota
Det har vært en feil. C’è stato un errore. Perfetto con har vært
Det kan være is på veien. Potrebbe esserci ghiaccio sulla strada. Possibilità con kan
Det kommer til å være mange folk der. Ci sarà molta gente lì. Previsione futura
Det må være en annen løsning. Deve esserci un’altra soluzione. Deduzione o necessità

Frasi subordinate

In una frase subordinata (una frase che dipende da un’altra), det precede normalmente il verbo, e la negazione viene prima del verbo coniugato:

  • Jeg vet at det er en butikk her. — So che qui c’è un negozio.
  • Hun spør om det er ledige rom. — Chiede se ci sono camere libere.
  • Jeg tror at det ikke er noe problem. — Credo che non ci sia alcun problema.

Questo ordine differisce dalla domanda diretta Er det ledige rom?: dopo om non si fa l’inversione interrogativa.

Det finnes e verbi di posizione

Det finnes mette in primo piano l’esistenza o la disponibilità: Det finnes flere løsninger significa «Esistono diverse soluzioni». Nelle domande è comune Finnes det ...?. Rispetto a det er, può risultare più esplicito quando non si parla soltanto di ciò che è presente in un luogo immediato.

Il norvegese può inoltre scegliere un verbo di posizione per offrire un’immagine più concreta:

  • Det står en kopp på bordet. — C’è una tazza sul tavolo, in posizione verticale.
  • Det ligger en bok på gulvet. — C’è un libro sul pavimento, appoggiato.
  • Det sitter en mann i gangen. — C’è un uomo seduto nel corridoio.

Qui la struttura presentativa rimane simile, ma står, ligger e sitter aggiungono il modo in cui qualcosa o qualcuno si trova nel luogo. All’inizio basta comprenderli; non occorre sostituire subito ogni det er.

Costruzioni simili ma non esistenziali

La sequenza det er compare anche in altri modelli:

  • Det er kaldt. — Fa freddo. Qui det introduce una condizione atmosferica.
  • Det er viktig å øve. — È importante esercitarsi. Qui anticipa un’intera idea.
  • Det er Anna som ringer. — È Anna che chiama. Questa è una frase scissa, usata per mettere Anna in rilievo.
  • Det er tre dager siden han dro. — Sono passati tre giorni da quando è partito.

Riconoscere questi usi evita di tradurre ogni det er con c’è. La domanda utile da porsi è: «La frase sta introducendo qualcosa che esiste o è presente, oppure sta descrivendo, identificando o mettendo in evidenza qualcosa?»

Consigli per esercitarsi

  1. Descrivi un ambiente reale. Guarda una stanza e formula cinque frasi: Det er et bord her, Det er tre stoler, Det er ikke noen planter. Poi sposta il luogo all’inizio: Ved vinduet er det ....
  2. Trasforma ogni frase tre volte. Parti da Det er en butikk her, crea la negazione Det er ikke en butikk her, la domanda Er det en butikk her? e infine il passato Det var en butikk her. Così alleni ordine delle parole e tempo verbale insieme.
  3. Confronta det e der. Ripeti coppie come Det er en kafé her e Det er en kafé der. Evidenzia det come elemento grammaticale e der come indicazione di luogo: è un modo semplice per non confonderli.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Il verbo være — presenta le forme er e var, necessarie per costruire det er e det var.

Prerequisito

Il verbo «være» in norvegeseA1

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