A1

Le domande di base in italiano

Domande di Base

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.

In breve

In italiano si può chiedere un’informazione con parole come chi, che cosa, dove, quando, come e perché. Per una domanda con risposta o no, di solito non serve cambiare l’ordine della frase: è soprattutto l’intonazione crescente, insieme al punto interrogativo nello scritto, a trasformare un’affermazione in domanda: Abiti qui.Abiti qui?

Panoramica

Saper fare domande permette di presentarsi, chiedere indicazioni, capire un orario e mantenere una conversazione. È quindi uno dei primi strumenti del livello A1. Le parole interrogative indicano quale informazione manca: una persona (chi?), una cosa o un’azione (che cosa?), un luogo (dove?), un momento (quando?), un modo (come?) oppure una causa (perché?).

Una domanda diretta (una domanda rivolta direttamente a qualcuno) termina con il punto interrogativo. Può contenere una parola interrogativa, come in Dove lavori?, oppure chiedere semplicemente una conferma, come in Lavori oggi? In questo secondo caso la risposta attesa è in genere o no.

La regola iniziale è semplice: si mantiene normalmente lo stesso ordine essenziale della frase affermativa e si usa l’intonazione per segnalare la domanda. Più avanti si incontrano ordini diversi, preposizioni davanti alla parola interrogativa e forme più sfumate; sono spiegati separatamente nelle sezioni finali.

Come funziona

Le parole interrogative essenziali

Parola Che cosa chiede Esempio breve
chi l’identità di una persona Chi è?
che, cosa, che cosa una cosa, un fatto o un’azione Cosa fai?
dove un luogo o una destinazione Dove vai?
quando un momento, un giorno o un periodo Quando parti?
come un modo, una condizione o un nome Come stai?
perché una causa o uno scopo Perché ridi?

Queste parole non cambiano forma secondo il genere o il numero. Si dice, per esempio, chi è? e chi sono?; è il verbo a mostrare se si parla di una o più persone.

Chi: chiedere di una persona

Chi si riferisce a una o più persone. Può essere il soggetto (chi compie l’azione) oppure completare il verbo:

  • Chi telefona? — la persona cercata compie l’azione.
  • Chi aspetti? — la persona cercata è quella che viene aspettata.
  • Con chi viaggi? — la preposizione con indica compagnia.

Quando chi è il soggetto, il verbo compare spesso alla terza persona singolare: Chi viene stasera? Se poi la risposta è plurale, non c’è contraddizione: Vengono Luca e Marta. Con essere si sente anche il plurale quando si presume che la risposta riguardi più persone: Chi sono quelle persone?

Che, cosa e che cosa: chiedere di cose, fatti o azioni

Per domandare “quale cosa?” o “quale azione?” sono comuni tre forme:

  • Che cosa fai? — forma completa e neutra;
  • Cosa fai? — molto comune sia nel parlato sia nello scritto;
  • Che fai? — breve e frequente, soprattutto nella conversazione.

In queste frasi che/cosa/che cosa sostituisce l’informazione mancante. Non si aggiunge un’altra parola con la stessa funzione: Che cosa compri?, non Che cosa la compri?

Che può anche stare davanti a un nome: Che libro leggi?, Che musica ascolti? Qui significa “quale tipo di” o, secondo il contesto, “quale”. Questa costruzione è vicina alle domande di scelta, ma è già molto utile nelle conversazioni elementari.

Dove: luogo, provenienza e destinazione

Dove chiede un luogo:

  • Dove abiti? — posizione abituale;
  • Dove vai? — destinazione, resa già chiara dal verbo andare;
  • Da dove vieni? — provenienza;
  • Di dove sei? — origine.

La preposizione dipende dal significato e dal verbo. Non tutte le domande di luogo usano la stessa struttura: dove da solo basta spesso con essere, abitare, andare; da dove e di dove esprimono invece origine o provenienza.

Quando: chiedere un momento

Quando introduce domande su ora, giorno, data o periodo:

  • Quando comincia il corso?
  • Quando siete liberi?
  • Da quando studi italiano?
  • Fino a quando resta aperto il museo?

La risposta può essere precisa (alle nove, lunedì) o generale (domani, in estate, tra poco).

Come: modo, condizione e informazioni personali

Come serve anzitutto a chiedere in quale modo avviene qualcosa: Come vai al lavoro? — In autobus. È inoltre presente in domande quotidiane da imparare come unità complete:

  • Come stai? — chiede la condizione di una persona;
  • Come ti chiami? — chiede il nome;
  • Come si scrive? — chiede il modo corretto di scrivere una parola;
  • Com’è il ristorante? — chiede una descrizione.

Davanti a è, come è si scrive normalmente com’è, con l’apostrofo.

Perché: chiedere la causa o lo scopo

Perché domanda il motivo di un fatto o lo scopo di un’azione: Perché studi italiano? Una risposta molto comune comincia con la stessa parola: Perché vivo in Italia. Nella domanda e nella risposta perché porta sempre l’accento finale.

Per rispondere si può usare anche per + infinito (la forma base del verbo): Studio italiano per parlare con i miei colleghi. Questa struttura presenta soprattutto lo scopo, mentre perché + verbo può esprimere sia motivo sia spiegazione.

Le domande sì/no

Per trasformare una frase affermativa in una domanda totale, cioè una domanda che riguarda l’intera frase, non occorre aggiungere una parola interrogativa:

Affermazione Domanda
Sei stanco. Sei stanco?
Marta lavora oggi. Marta lavora oggi?
Avete una prenotazione. Avete una prenotazione?

Nel parlato, la voce tende a salire verso la fine. Nello scritto, il punto interrogativo rende esplicita la funzione. Non esiste un ausiliare speciale da inserire soltanto per fare la domanda.

Il soggetto può rimanere dopo il verbo in alcune domande, soprattutto con nomi: Viene anche Paolo? Tuttavia non è un’inversione obbligatoria. Paolo viene anche lui? e Paolo viene? sono possibili, con sfumature diverse date dal contesto e dall’enfasi.

La posizione della parola interrogativa

Per il livello A1, la scelta più chiara è collocare la parola interrogativa all’inizio:

  • Dove lavora Giulia?
  • Quando arriva il treno?
  • Perché sei qui?

Una preposizione necessaria viene prima della parola interrogativa: con chi, per chi, di cosa, da dove, fino a quando. La preposizione non va lasciata isolata alla fine della frase: Con chi parli? è la costruzione normale.

Esempi nel contesto

Esempio in italiano Significato Nota
Chi è? Si chiede l’identità di una persona. Chi può riferirsi a una persona non ancora identificata.
Chi prepara la cena stasera? Si vuole sapere quale persona cucinerà. Chi è il soggetto del verbo.
Con chi vai al concerto? Si domanda quale persona farà compagnia. La preposizione con precede chi.
Che cosa cerchi? Si chiede quale oggetto o informazione manca. Forma completa e neutra.
Cosa fai questo fine settimana? Si chiede quale attività è prevista. Cosa è molto comune.
Che musica ascolti? Si domanda il tipo di musica. Che accompagna il nome musica.
Dove abiti? Si chiede il luogo di residenza. Dove senza preposizione.
Da dove parte l’autobus? Si chiede il punto di partenza. Da esprime provenienza.
Quando finisce la riunione? Si vuole conoscere l’orario finale. La risposta può essere alle cinque.
Come si dice questa parola? Si chiede il modo corretto di dire qualcosa. Costruzione impersonale molto utile.
Come ti chiami? Si chiede il nome dell’interlocutore. Espressione da imparare intera.
Perché studi italiano? Si chiede il motivo o lo scopo dello studio. Risposta possibile: Perché lavoro a Milano.
Hai fame? Si chiede una conferma sullo stato della persona. Domanda sì/no, senza parola interrogativa.
Il museo è aperto oggi? Si verifica un’informazione pratica. L’ordine può restare quello dell’affermazione.
Vieni anche tu? Si chiede se l’interlocutore partecipa. Tu mette in rilievo la persona.

Errori comuni

Aggiungere una parola inutile nelle domande sì/no

  • Non corretto: Fai tu sei stanco?
  • Corretto: Sei stanco?
  • Perché: in italiano basta il verbo normale, con l’intonazione interrogativa. Non serve introdurre un elemento ausiliare soltanto per segnalare la domanda.

Dimenticare l’accento di perché

  • Non corretto: Perche non vieni?
  • Corretto: Perché non vieni?
  • Perché: perché ha l’accento acuto sulla vocale finale, sia quando domanda sia quando risponde.

Confondere che cosa con una ripetizione dell’oggetto

  • Non corretto: Che cosa la compri?
  • Corretto: Che cosa compri?
  • Perché: che cosa occupa già il posto dell’oggetto, cioè della cosa coinvolta direttamente nell’azione.

Usare dove per chiedere una persona

  • Non corretto: Dove è alla porta?
  • Corretto: Chi è alla porta?
  • Perché: dove cerca un luogo; chi cerca una persona.

Scegliere la preposizione sbagliata con dove

  • Non corretto: Dove vieni? quando si vuole conoscere la provenienza.
  • Corretto: Da dove vieni? oppure Di dove sei?
  • Perché: da indica il punto da cui parte un movimento; di con essere può indicare l’origine.

Tradurre alla lettera invece di imparare la domanda usuale

  • Non naturale: Come sei chiamato? per chiedere il nome.
  • Naturale: Come ti chiami?
  • Perché: molte domande quotidiane hanno una forma abituale. Conviene memorizzare Come ti chiami?, Come stai? e Quanti anni hai? come espressioni complete.

Note d’uso

Che cosa, cosa e che sono tutte forme vive. Che cosa è trasparente e neutra; cosa è molto frequente in tutta Italia; che è particolarmente agile nel parlato. La preferenza può cambiare secondo la zona, la situazione e la frase, ma per un principiante non è necessario scegliere una sola variante.

Nelle conversazioni, una parola interrogativa può comparire da sola quando il resto è evidente: Dove?, Quando?, Perché? È una forma normale per chiedere chiarimenti. Il tono, però, conta: un Perché? isolato può sembrare brusco in una situazione formale; Perché, scusi? oppure Posso chiedere perché? risulta più cortese.

Con una persona che non si conosce si usa spesso il trattamento formale Lei, con il verbo alla terza persona singolare: Come si chiama?, Dove abita?, Ha una prenotazione? Con amici, familiari e bambini si usa normalmente tu: Come ti chiami?, Dove abiti?, Hai una prenotazione?

Nella scrittura italiana si mette un solo punto interrogativo alla fine della domanda. Nella comunicazione informale si possono vedere più segni (Davvero???), ma indicano sorpresa o insistenza e non sono adatti a testi neutri o formali.

Oltre le basi: usi avanzati

Questi dettagli non sono necessari per iniziare a parlare, ma aiutano a riconoscere domande più naturali e sfumate.

La parola interrogativa può restare alla fine

Nel parlato, una domanda di sorpresa o di chiarimento può mantenere la parola interrogativa nella posizione dell’informazione mancante:

  • Hai visto chi?
  • Partite quando?
  • Lui ha detto cosa?

Questo ordine è marcato, cioè comunica una sfumatura particolare: spesso incredulità, sorpresa o richiesta di ripetizione. La forma neutra rimane Chi hai visto?, Quando partite?, Che cosa ha detto?

Domande che sembrano affermazioni

L’intonazione può trasformare in domanda anche una frase con ordine dichiarativo: Tu domani lavori? La posizione di tu o domani può mettere in contrasto una persona o un giorno con altri. Nello scritto, senza contesto, il punto interrogativo è indispensabile.

Come mai e domande più morbide

Come mai? chiede una spiegazione ed è spesso meno diretto di Perché?: Come mai sei in ritardo? Non significa letteralmente “in quale modo”; l’espressione nel suo insieme equivale a una richiesta di motivo.

Per rendere una domanda più cortese si può introdurla con formule come Scusi, sa dov’è la stazione? o Potrebbe dirmi quando parte il treno? In queste domande indirette (domande inserite dentro un’altra frase), l’informazione richiesta resta la stessa, ma la struttura complessiva è più lunga. È un argomento da studiare dopo aver acquisito bene le domande dirette.

Perché può avere più funzioni

Nella frase Perché sei partito?, perché domanda la causa. In Studio perché voglio superare l’esame, introduce una spiegazione. In contesti più formali può anche indicare uno scopo con un verbo al congiuntivo, una forma verbale avanzata: Ti scrivo perché tu sappia la verità. A livello A1 basta riconoscere e usare bene la domanda Perché...? e la risposta Perché... con forme verbali già note.

Consigli per esercitarsi

  1. Costruisci sei famiglie di domande. Scegli una situazione quotidiana, come un viaggio, e formula una domanda con ciascuna parola: Chi parte? Che cosa porti? Dove vai? Quando parti? Come viaggi? Perché vai?
  2. Trasforma affermazioni in domande sì/no. Leggi ad alta voce coppie come Il negozio è aperto. / Il negozio è aperto? Mantieni le stesse parole e cambia intonazione.
  3. Impara risposte insieme alle domande. Abbina Dove abiti? a Abito a Torino, Come ti chiami? a Mi chiamo... e Perché studi italiano? a una risposta personale. Così alleni una conversazione, non una lista isolata.

Concetti collegati

  • Base autonoma: questo concetto non richiede un prerequisito grammaticale specifico; è utile conoscere soltanto alcune forme comuni del presente.
  • Passi successivi: dopo queste domande, conviene approfondire le domande di quantità e scelta, le preposizioni usate con chi e dove e le forme di cortesia con tu e Lei.
  • Sviluppo successivo: le domande indirette permettono di chiedere informazioni in modo più articolato e cortese, ma si studiano dopo la struttura diretta di base.

Altri concetti di livello A1

Questo concetto in altre lingue

Confronta in tutte le lingue

Esercitati con Domande di Base in italiano usando un account Settemila Lingue gratuito. Imposteremo italiano · A1 e genereremo schede dedicate proprio a questo concetto grammaticale.

Esercitati su questo concetto