B1

La costruzione causativa con *cho* in vietnamita

Cấu Trúc Cho

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di vietnamita su Settemila Lingue.

In breve

In vietnamita cho + persona + verbo significa soprattutto «lasciare/permettere a qualcuno di fare qualcosa»: Tôi cho con đi chơi («Lascio che mio figlio vada a giocare»). Per esprimere invece una vera causa, simile a «far diventare» o «provocare», si usa spesso làm (cho) + persona/cosa + verbo o aggettivo: Tin đó làm cho tôi lo («Quella notizia mi fa preoccupare»). Nelle richieste, cho compare spesso con xin oppure con được không?.

Panoramica

La parola cho è molto comune e non corrisponde a una sola parola italiana. Da sola può significare «dare», ma in una sequenza di verbi può anche indicare che qualcuno riceve un permesso, un vantaggio o la possibilità di compiere un’azione. In questo articolo ci concentriamo sull’uso permissivo e sulle costruzioni vicine che esprimono una causa, un incarico o una richiesta.

Il punto essenziale, introdotto al livello B1, è riconoscere i ruoli della frase. Il soggetto (chi avvia o controlla la situazione) permette qualcosa; dopo cho viene normalmente la persona che compie la seconda azione. Questa persona è talvolta chiamata causato (chi viene indotto o autorizzato ad agire), ma basta pensarla come «la persona a cui si lascia fare qualcosa».

Per un italofono la difficoltà nasce dal fatto che «fare» può esprimere sia un permesso sia una causa: «fammi entrare», «mi fa ridere», «fagli leggere il messaggio». Il vietnamita distingue più chiaramente cho («lasciare, permettere»), làm cho («causare, far sì che») e verbi come bảo («dire a qualcuno di fare») o bắt («costringere»). Inoltre, i verbi vietnamiti non si coniugano e non esiste una forma separata di infinito: dopo cho compare semplicemente il verbo nella sua forma normale.

Come funziona

Il modello di base: permettere a qualcuno di agire

La struttura più comune è:

soggetto + cho + persona + verbo + eventuali complementi

Struttura vietnamita Resa italiana Funzione
Tôi + cho + con + đi chơi. Lascio che mio figlio vada a giocare. Il soggetto concede il permesso.
Cô giáo + cho + chúng tôi + nghỉ. L’insegnante ci lascia riposare. Chúng tôi compie la seconda azione.
Họ + không cho + tôi + vào. Non mi lasciano entrare. Không nega il permesso.

In Tôi cho con đi chơi, tôi è chi decide, mentre con è sia il destinatario del permesso sia il soggetto di đi chơi. Non serve una parola equivalente all’italiano «di» o «che».

Se il contesto rende ovvio chi concede il permesso, il primo soggetto può non essere espresso, specialmente in ordini e richieste:

  • Cho anh ấy vào. — «Fatelo entrare / Lasciatelo entrare.»
  • Cho tôi xem. — «Fammi vedere.»
  • Đừng cho trẻ chơi ở đây. — «Non lasciate giocare i bambini qui.»

Cho come verbo «dare» e come indicatore del beneficiario

Prima di interpretare ogni cho come «permettere», bisogna controllare ciò che segue. Con un nome, cho può essere il verbo «dare»; dopo un altro verbo può introdurre il beneficiario (la persona per la quale si compie qualcosa).

Vietnamita Italiano Valore di cho
Tôi cho Lan một cuốn sách. Do un libro a Lan. Verbo «dare».
Tôi mua sách cho Lan. Compro un libro per Lan. Beneficiario: «per Lan».
Tôi cho Lan đọc cuốn sách. Lascio che Lan legga il libro. Permesso: Lan compie đọc.

L’ordine chiarisce il rapporto: in cho + persona + verbo, la persona tende a essere chi svolge il verbo successivo. In verbo + oggetto + cho + persona, cho tende invece a significare «per».

Causa e risultato con làm e làm cho

Per «far sì che», «rendere» o «causare» si usa làm oppure làm cho. Qui non si concede una scelta: un fatto produce un effetto.

causa + làm (cho) + persona/cosa + verbo o aggettivo

Gli aggettivi vietnamiti possono funzionare direttamente come predicato, cioè dire che qualcuno «è/diventa» in un certo stato senza aggiungere là («essere»).

  • Câu chuyện đó làm cho tôi vui. — «Quella storia mi rende felice.»
  • Tiếng ồn làm em bé thức giấc. — «Il rumore fa svegliare il neonato.»
  • Mưa lớn làm cho đường bị ngập. — «La forte pioggia provoca l’allagamento delle strade.»

In molti casi làm e làm cho sono entrambi possibili. Làm cho rende più esplicito il legame causa-effetto; làm da solo è spesso più compatto nel parlato. Non si deve però sostituire automaticamente làm cho con cho: cho da solo suggerirebbe permesso, concessione o destinatario, non una causa involontaria.

Ordini e incarichi con bảo

Bảo + persona + verbo significa «dire a qualcuno di fare qualcosa». La struttura è collegata alle costruzioni causative perché una persona induce un’altra ad agire, ma cho non è obbligatorio.

  • Mẹ bảo con về nhà. — «La mamma ha detto al figlio di tornare a casa.»
  • Tôi bảo anh ấy chờ. — «Gli ho detto di aspettare.»

La frase del concetto Mẹ bảo về nhà è naturale quando il destinatario è già evidente dal contesto: «La mamma ha detto di tornare a casa». Se occorre specificarlo, si inserisce dopo bảo: Mẹ bảo tôi về nhà.

Si incontra anche bảo cho + persona + biết, soprattutto nel senso di «far sapere / dire a qualcuno»:

  • Khi nào đến thì bảo cho tôi biết. — «Quando arrivi, fammelo sapere.»

Questo non significa che bảo cho sia un blocco da mettere davanti a qualunque verbo. Nella frase precedente, cho tôi segnala la persona che riceve l’informazione, mentre biết significa «sapere».

Richiedere un permesso con xin e được không?

Xin rende esplicita la richiesta. Sono frequenti due modelli:

  1. persona + xin + autorità/persona + cho + persona + verbo
    • Tôi xin bố mẹ cho tôi đi du lịch. — «Chiedo ai miei genitori di lasciarmi viaggiare.»
  2. xin cho + persona + verbo, spesso in richieste formali o formule fisse
    • Xin cho tôi hỏi một câu. — «Mi permetta di fare una domanda.»

Nel parlato quotidiano, una richiesta può terminare con được không?, letteralmente «va bene / è possibile?»:

  • Cho tôi vào được không? — «Posso entrare? / Mi lascia entrare?»
  • Anh cho em mượn xe được không? — «Mi presti la macchina?»

Qui được không? valuta l’intera richiesta. Non è un infinito e non traduce parola per parola l’italiano «potere». Nella seconda frase, la coppia cho ... mượn significa «dare a qualcuno la possibilità di prendere in prestito», da cui la resa naturale «prestare».

Negare il permesso o l’effetto

La posizione di không («non») indica quale parte viene negata:

Vietnamita Italiano Che cosa viene negato
Tôi không cho con đi. Non permetto a mio figlio di andare. Il permesso.
Tôi cho con không đi. Permetto a mio figlio di non andare. La seconda azione.
Điều đó không làm tôi vui. Quello non mi rende felice. L’effetto causato.
Đừng cho nó vào. Non farlo entrare. Divieto rivolto all’interlocutore.

L’ultima frase usa đừng, la negazione tipica di un ordine: «non fare / non lasciare che».

Esempi nel contesto

Vietnamita Italiano Nota
Bố mẹ cho tôi đi chơi tối nay. I miei genitori mi lasciano uscire stasera. Permesso esplicito.
Cô giáo cho chúng tôi nghỉ sớm mười phút. L’insegnante ci lascia finire dieci minuti prima. Chi riceve il permesso compie nghỉ.
Cho anh ấy vào. Fatelo entrare. Il soggetto che concede il permesso è sottinteso.
Đừng cho trẻ uống cà phê. Non lasciate bere caffè ai bambini. Ordine negativo con đừng.
Cho tôi xem ảnh với. Fammi vedere la foto, per favore. Với addolcisce la richiesta nel parlato.
Cho tôi vào được không? Mi lascia entrare? Richiesta con được không?.
Anh cho em mượn điện thoại một chút nhé. Mi presti un attimo il telefono? Richiesta amichevole; nhé cerca accordo.
Bộ phim này làm cho tôi vui. Questo film mi rende felice. Risultato emotivo con làm cho.
Tin đó làm cô ấy lo lắng. Quella notizia la fa preoccupare. Cho può essere omesso dopo làm.
Tiếng động làm em bé thức giấc. Il rumore fa svegliare il neonato. Una causa produce un evento.
Mẹ bảo tôi về nhà trước chín giờ. Mia madre mi ha detto di tornare a casa prima delle nove. Incarico con bảo, senza cho.
Khi đến nơi, bảo cho tôi biết nhé. Quando arrivi, fammelo sapere. Cho tôi indica chi riceve l’informazione.
Tôi xin bố mẹ cho tôi đi cùng. Chiedo ai miei genitori di lasciarmi venire con voi. Richiesta di permesso completa.
Xin cho tôi hỏi nhà ga ở đâu. Mi permetta di chiedere dov’è la stazione. Formula cortese.
Chúc bạn may mắn. Ti auguro buona fortuna. Costruzione vicina di destinatario e risultato, ma senza cho.

L’ultimo esempio è importante per delimitare la regola: chúc + persona + risultato augurato è una costruzione lessicale con il verbo «augurare». Non è necessario aggiungere cho. Come bảo + persona + verbo, mostra che il vietnamita usa spesso sequenze compatte, ma ogni verbo principale seleziona il proprio modello.

Errori comuni

1. Usare cho da solo per qualunque «fare» italiano

  • Da evitare: Tin đó cho tôi buồn.
  • Corretto: Tin đó làm cho tôi buồn.
  • Perché: una notizia causa tristezza, non concede il permesso di essere tristi. Per un effetto si usa làm (cho).

2. Aggiungere là davanti a un aggettivo

  • Da evitare: Câu chuyện làm cho tôi là vui.
  • Corretto: Câu chuyện làm cho tôi vui.
  • Perché: vui («felice») può essere direttamente il predicato. In questa struttura non serve là.

3. Trattare cho come una preposizione italiana fissa

  • Da evitare: memorizzare cho sempre come «a» o sempre come «per».
  • Corretto: confrontare cho Lan sách («dare un libro a Lan»), mua sách cho Lan («comprare un libro per Lan») e cho Lan đọc sách («lasciare che Lan legga»).
  • Perché: il valore dipende dalla posizione e dal tipo di elemento che segue.

4. Mettere cho obbligatoriamente dopo bảo

  • Da evitare: Mẹ bảo cho tôi về nhà come modello generale per «Mamma mi ha detto di tornare».
  • Corretto: Mẹ bảo tôi về nhà.
  • Perché: con un ordine si usa normalmente bảo + persona + verbo. Bảo cho tôi biết è un modello specifico che significa «fammi sapere / dimmelo».

5. Confondere chi concede il permesso con chi agisce

  • Ambiguo: Tôi cho đi.
  • Più chiaro: Tôi cho anh ấy đi. — «Gli permetto di andare.»
  • Perché: se la persona dopo cho non è recuperabile dal contesto, la frase non dice chiaramente chi deve compiere la seconda azione.

6. Collocare male la negazione

  • Intenzione: «Non permetto a mio figlio di andare.»
  • Corretto: Tôi không cho con đi.
  • Da non confondere con: Tôi cho con không đi. — «Gli permetto di non andare.»
  • Perché: không nega ciò che segue; spostarlo cambia il senso.

Note d’uso

Registro e cortesia

Un semplice Cho tôi... è comunissimo, ma l’intonazione e il rapporto tra gli interlocutori contano. In una richiesta quotidiana si aggiungono spesso particelle finali come với o nhé: Cho tôi xem với («Fammi vedere, per favore»), Cho em đi cùng nhé («Lasciami venire con voi, va bene?»). Xin rende la richiesta più formale o rispettosa: Xin cho tôi hỏi....

I pronomi vietnamiti esprimono anche il rapporto sociale. Perciò la stessa struttura cambia aspetto secondo chi parla: Cho tôi hỏi... è neutro; Cho em hỏi... è naturale quando chi parla si presenta come più giovane; Anh cho em... specifica il rapporto tra interlocutori. Tradurre tutto con «io» e «tu» nasconde una parte importante della cortesia vietnamita.

Omissione degli elementi già noti

Nel parlato si omettono spesso il soggetto principale o la persona autorizzata quando sono evidenti. Cho vào può significare «lascia entrare [qualcuno]», mentre Cho tôi vào nomina chiaramente chi vuole entrare. L’omissione non è una regola meccanica: prima bisogna accertarsi che il contesto eviti equivoci.

Làm oppure làm cho

Entrambe le forme sono diffuse. Làm cho mette bene in evidenza il passaggio dalla causa all’effetto ed è particolarmente trasparente nelle frasi più lunghe. Làm è frequente nelle espressioni compatte, come làm tôi cười («farmi ridere»). La scelta non cambia sempre il contenuto fondamentale, ma può cambiare ritmo ed enfasi.

Non tutte le sequenze sono causative

Frasi come Chúc bạn may mắn («Ti auguro buona fortuna») e Mẹ bảo tôi về nhà («Mamma mi ha detto di tornare») condividono l’ordine “verbo + persona + secondo predicato”, ma non contengono cho. È più sicuro imparare il modello richiesto da ciascun verbo anziché inserire cho come se fosse un indicatore universale dell’infinito.

Oltre le basi: usi avanzati

Una scala dal permesso alla costrizione

Le costruzioni causative vietnamite distinguono il grado di controllo e la sfumatura dell’azione. Questa scala aiuta a scegliere il verbo adatto:

Modello Esempio Sfumatura
cho + persona + verbo Tôi cho con đi chơi. Permesso o concessione.
bảo + persona + verbo Tôi bảo con về nhà. Indicazione o ordine, secondo il contesto.
làm (cho) + persona + predicato Tin đó làm tôi buồn. Causa o risultato, anche involontario.
bắt + persona + verbo Họ bắt tôi chờ. Costrizione: «mi obbligano ad aspettare».
khiến + persona + predicato Điều đó khiến tôi suy nghĩ. Causa; spesso più formale o da lingua scritta.

Al livello B1 è sufficiente padroneggiare bene cho, làm (cho) e bảo. Più avanti, bắt, khiến, yêu cầu («richiedere») e đề nghị («proporre, chiedere formalmente») permettono di precisare autorità, volontà e registro.

La doppia lettura di cho + persona + verbo

Con alcuni verbi, la distinzione tra «dare a qualcuno qualcosa» e «permettergli di fare» è sottile. Cho tôi mượn xe si può analizzare come «dammi la possibilità di prendere in prestito la macchina», ma in italiano si traduce semplicemente «prestami la macchina». Non è utile forzare sempre una corrispondenza parola per parola: occorre riconoscere il ruolo della persona e il risultato concreto dell’interazione.

Permesso espresso dal punto di vista di chi lo riceve

Il vietnamita può presentare la stessa situazione da due prospettive:

  • Bố mẹ cho tôi đi. — «I miei genitori mi permettono di andare.»
  • Tôi được bố mẹ cho đi. — «Ho il permesso dei miei genitori di andare.»

Nella seconda frase được segnala che il soggetto riceve un esito favorevole. È una struttura più complessa, collegata anche agli usi passivi di được. Non bisogna quindi anteporre được a caso: Tôi được cho anh ấy vào non equivale semplicemente a Tôi cho anh ấy vào.

Effetto voluto ed effetto involontario

Il soggetto di làm (cho) può essere una persona, una cosa o un intero evento. Non implica necessariamente intenzione:

  • Anh ấy làm tôi cười. — «Mi fa ridere.»
  • Thời tiết xấu làm cho chuyến bay bị hoãn. — «Il maltempo causa il rinvio del volo.»

Questo distingue làm (cho) da bảo e bắt, che normalmente presuppongono un agente capace di dare un ordine o esercitare pressione.

Consigli per esercitarsi

  1. Costruisci coppie con lo stesso risultato. Confronta Bố mẹ cho tôi đi («mi lasciano andare») e Bố mẹ bắt tôi đi («mi obbligano ad andare»). Cambiando solo il primo verbo, la differenza di controllo diventa evidente.
  2. Segna i due soggetti. In ogni frase, indica chi concede o causa e chi compie la seconda azione: in Cô giáo cho chúng tôi nghỉ, l’insegnante decide e noi riposiamo.
  3. Trasforma affermazioni in richieste. Parti da Anh cho em mượn xe e aggiungi được không?, nhé o với. In questo modo alleni insieme struttura, pronomi sociali e cortesia reale.

Concetti correlati

Prerequisito

Le costruzioni verbali in serie in vietnamitaA2

Concetti che si basano su questo

Altri concetti di livello B1