C1

La nominalizzazione avanzata in turco

İleri Düzey Adlaştırma

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di turco su Settemila Lingue.

In breve

In turco un verbo può diventare il centro di un gruppo nominale mediante suffissi come -ma/-me, -(y)ış/-(y)iş/-(y)uş/-(y)üş e -(ı)m/-(i)m/-(u)m/-(ü)m. La scelta non è puramente formale: okuma presenta il leggere come attività, okuyuş mette spesso in rilievo il modo di leggere, mentre molti nomi in -(I)m, come seçim e üretim, indicano un evento, un risultato o un concetto ormai stabilizzato nel lessico.

Panoramica

La nominalizzazione è la trasformazione di un verbo, o di un'intera proposizione, in qualcosa che funziona come un nome. In italiano diciamo «leggere è importante», «l'importanza della lettura» oppure «il modo in cui scrive». Il turco esprime spesso queste idee aggiungendo una serie ordinata di suffissi alla radice verbale: oku-ma-nın önem-i, letteralmente «del leggere, la sua importanza», cioè «l'importanza della lettura».

A livello C1 non basta riconoscere un semplice nome verbale. Occorre distinguere attività, modo di svolgimento, evento e risultato; bisogna inoltre interpretare parole in cui si accumulano diatesi, negazione, nominalizzatore, possessivo e caso. Per caso si intende qui una desinenza che segnala la funzione del gruppo nominale, per esempio oggetto, provenienza o destinazione.

Queste costruzioni sono frequenti nella lingua quotidiana, ma diventano particolarmente dense nei testi accademici, amministrativi e giornalistici. Per un italofono la difficoltà principale è che ciò che in italiano richiede una preposizione, un infinito o una frase introdotta da «che» può trovarsi concentrato in una sola parola turca.

Come funziona

Tre famiglie da non confondere

La lettera maiuscola nelle formule grammaticali indica una vocale che cambia secondo l'armonia vocalica; non va scritta in maiuscolo nella parola reale.

Forma Varianti principali Valore tipico Esempio
-mA -ma, -me attività o fatto di compiere l'azione; nominalizzazione molto produttiva okuma «lettura, atto di leggere»
-(y)Iş -(y)ış, -(y)iş, -(y)uş, -(y)üş modo di compiere l'azione, svolgimento, aspetto osservabile; spesso anche nome lessicalizzato bakış «sguardo, modo di guardare»
-(I)m -ım, -im, -um, -üm evento, risultato, unità o concetto lessicalizzato seçim «scelta, elezione»

-mA segue l'armonia a due vie: dopo a, ı, o, u compare normalmente -ma; dopo e, i, ö, ü compare -me. -(y)Iş e -(I)m seguono invece l'armonia a quattro vie. La y di -(y)Iş compare dopo una radice che termina in vocale: anla-y-ış «comprensione, atteggiamento comprensivo», söyle-y-iş «modo di dire».

I confini non sono assoluti. Konuşma può significare sia «il parlare» sia «discorso», e il contesto può attribuirgli anche una sfumatura di modo. Tuttavia il contrasto seguente è utile:

  • Onun konuşması uzun sürdü. — «Il suo intervento / il suo parlare è durato a lungo.»
  • Onun konuşuşu çok sakindi. — «Il suo modo di parlare era molto tranquillo.»

-mA: l'azione trattata come un nome

-mA è la scelta più regolare quando si vuole parlare di un'attività o di un evento senza concentrarsi sul modo in cui avviene:

  • yüzme — nuoto, il nuotare
  • araştırma — ricerca
  • bekleme — attesa
  • uygulama — applicazione, pratica

Una forma in -mA può ricevere le normali desinenze nominali. Può essere soggetto, oggetto o complemento:

Funzione Forma Significato
forma semplice okuma il leggere, la lettura
accusativo, cioè oggetto definito okumayı il leggere, come oggetto
dativo, cioè direzione o destinatario okumaya al leggere; a leggere
ablativo, cioè provenienza o causa okumadan dal leggere; senza leggere, secondo la costruzione
genitivo, cioè relazione «di» okumanın del leggere, della lettura

Il nome verbale non perde del tutto la natura del verbo: può conservare i propri complementi e avverbi. In raporu dikkatle okuma «il leggere attentamente il rapporto», raporu resta l'oggetto di oku- e dikkatle precisa il modo dell'azione.

Soggetto al genitivo e accordo possessivo

Quando l'azione nominalizzata ha un soggetto espresso, il turco usa spesso una costruzione correlata: il soggetto prende il genitivo (la forma equivalente a «di») e il nome verbale riceve un suffisso possessivo che concorda con quel soggetto.

Soggetto Nome verbale Traduzione orientativa
(benim) gelmem gel-me-m il fatto che io venga / la mia venuta
(senin) gelmen gel-me-n il fatto che tu venga / la tua venuta
onun gelmesi gel-me-si il fatto che lui o lei venga
(bizim) gelmemiz gel-me-miz il fatto che noi veniamo
(sizin) gelmeniz gel-me-niz il fatto che voi veniate
onların gelmesi / gelmeleri gel-me-si / gel-me-leri il fatto che loro vengano

Con la terza persona plurale si incontrano sia onların gelmesi sia onların gelmeleri; la seconda forma rende più visibile la pluralità. La scelta può dipendere dal contesto e dal fatto che l'azione sia vista collettivamente o distribuita tra più persone.

Questo schema spiega okumanın önemi:

  • oku-ma-nın = leggere + nominalizzazione + genitivo;
  • önem-i = importanza + possessivo di terza persona;
  • insieme: «l'importanza della lettura».

Se tutto il gruppo nominalizzato è a sua volta oggetto o complemento, il caso viene dopo il possessivo:

  • gel-me-si-ni — il suo venire + accusativo;
  • gel-me-si-ne — al suo venire;
  • gel-me-si-nden — dal suo venire;
  • gel-me-si-yle — con il suo venire.

La consonante n che appare in forme come gelmesini collega il possessivo di terza persona al suffisso di caso.

-(y)Iş: modo, svolgimento e forma osservabile

Con -(y)Iş l'attenzione cade spesso su come si manifesta l'azione. Per questo il suffisso è comune con percezioni, movimenti, espressioni e modalità:

  • bakış — sguardo, modo di guardare;
  • gülüş — sorriso, modo di ridere;
  • yürüyüş — camminata, marcia;
  • söyleyiş — pronuncia o modo di dire;
  • yazılış — modo in cui una parola è scritta, grafia;
  • davranış — comportamento.

Molte di queste parole sono entrate stabilmente nel vocabolario e il loro significato non si ricava sempre in modo meccanico. Görüş, per esempio, può indicare un'opinione, un punto di vista o un incontro, non soltanto «il modo di vedere». Conviene quindi imparare i nomi frequenti come unità lessicali complete.

Il suffisso può seguire altri elementi verbali. Yazılış si analizza come yaz-ıl-ış: «scrivere» + passivo + nominalizzazione, cioè «modo in cui viene scritto». In bakış açısı «prospettiva, punto di vista», bakış si combina con açı «angolo» in un composto nominale; il secondo elemento porta il possessivo di terza persona -sı.

-(I)m: evento o risultato diventato lessico

I nomi in -(I)m sono numerosi, ma il suffisso è meno liberamente produttivo di -mA. In altre parole, non è prudente aggiungerlo a qualunque verbo per inventare un nome. Tra le forme comuni troviamo:

Verbo di base Nome Valore usuale
seçmek «scegliere» seçim scelta, elezione
üretmek «produrre» üretim produzione
tüketmek «consumare» tüketim consumo
çözmek «risolvere» çözüm soluzione
bölmek «dividere» bölüm parte, capitolo, reparto
doğmak «nascere» doğum nascita
ölmek «morire» ölüm morte

Queste forme si comportano come nomi ordinari: seçimler «elezioni», üretimin artması «l'aumento della produzione», çözümün uygulanması «l'applicazione della soluzione». Il loro significato può allontanarsi dal verbo di partenza; bölüm, per esempio, ha diversi usi istituzionali e testuali.

Ordine dei suffissi nelle costruzioni complesse

Il turco costruisce la parola procedendo dalla radice verso l'esterno. Uno schema utile è:

radice verbale + causativo/passivo/riflessivo + negazione + nominalizzatore + possessivo + caso

Non tutti gli elementi devono comparire. Alcuni esempi mostrano però quanto sia importante leggere da sinistra a destra per blocchi:

  • değiş-tir-il-me-si — cambiare + causativo + passivo + nominalizzazione + possessivo: «il fatto che venga modificato»;
  • güncelle-n-me-me-si — aggiornare + passivo + negazione + nominalizzazione + possessivo: «il fatto che non venga aggiornato»;
  • yaz-ıl-ış — scrivere + passivo + nome di modo: «grafia, modo di essere scritto».

In gelmemesi compaiono due sequenze graficamente uguali: gel-me-me-si. La prima -me- nega il verbo; la seconda lo nominalizza. Il risultato è «il fatto che lui o lei non venga», non «il suo venire».

Il contrasto con -mak/-mek e con -DIK

-mak/-mek è l'infinito, cioè la forma con cui un verbo viene normalmente citato nel dizionario. Va bene per affermazioni generali: Yürümek sağlıklıdır «Camminare fa bene». Quando occorre esprimere chiaramente il soggetto dell'azione o aggiungere un possessivo, si preferisce -mA: Her gün yürümem sağlığım için önemli «È importante per la mia salute che io cammini ogni giorno».

Le nominalizzazioni in -DIK e -(y)AcAK, studiate nelle proposizioni nominali, presentano più facilmente un contenuto come fatto collocato nel tempo: Ali'nin geldiğini biliyorum «So che Ali è venuto». -mA presenta invece soprattutto l'evento o l'azione, ed è naturale dopo verbi di volontà, richiesta o necessità: Ali'nin gelmesini istiyorum «Voglio che Ali venga». La traduzione italiana con «che» può quindi corrispondere a strutture turche diverse.

Esempi nel contesto

Turco Italiano Nota
Okumanın önemi çocuk yaşta anlaşılmalıdır. L'importanza della lettura va compresa fin dall'infanzia. Okuma al genitivo, seguito da önemi.
Bu kelimenin yazılışı sık sık karıştırılıyor. La grafia di questa parola viene spesso confusa. Yaz-ıl-ış descrive il modo in cui si scrive.
Onun olaylara bakışı zamanla değişti. Il suo modo di vedere gli avvenimenti è cambiato col tempo. Bakış indica una prospettiva.
Çocuğun gülüşü herkesi neşelendirdi. Il sorriso del bambino ha rallegrato tutti. Soggetto al genitivo e nome in -üş con possessivo.
Yeni yöntemin uygulanışı oldukça basit. Il modo in cui si applica il nuovo metodo è piuttosto semplice. Uygulanış mette in rilievo lo svolgimento.
Toplantının ertelenmesi bizi şaşırttı. Il rinvio della riunione ci ha sorpresi. -mA presenta l'evento come soggetto.
Yönetim, raporun yeniden yazılmasını istedi. La direzione ha chiesto che il rapporto fosse riscritto. Il gruppo nominalizzato è oggetto e prende l'accusativo.
Üretimin artması fiyatları düşürebilir. L'aumento della produzione può far scendere i prezzi. Un nome in -(I)m regge a sua volta una nominalizzazione.
Bu seçim toplumda uzun süre tartışıldı. Questa scelta è stata discussa a lungo nella società. Seçim è un nome lessicalizzato in -im.
Sorunun çözümü beklediğimizden daha kolaydı. La soluzione del problema era più facile di quanto ci aspettassimo. Çözüm indica il risultato del risolvere.
Verilerin düzenli olarak güncellenmemesi ciddi sorunlara yol açabilir. Il mancato aggiornamento regolare dei dati può causare seri problemi. Passivo, negazione, nominalizzazione e possessivo sono combinati.
Kararın uygulanabilirliği yeniden değerlendiriliyor. Si sta rivalutando l'applicabilità della decisione. Forma complessa con -abilir e il nome astratto -lik.
Projenin tamamlanmış olması yatırımcıları rahatlattı. Il fatto che il progetto fosse stato completato ha rassicurato gli investitori. Costruzione perfettiva con participio e olması.

Errori comuni

Usare l'infinito dove serve un nome verbale con soggetto

  • Errato: Benim erken çıkmak gerekiyor.
  • Corretto: Benim erken çıkmam gerekiyor.
  • Perché: il soggetto dell'azione è benim; il nome verbale deve quindi portare il possessivo di prima persona, çık-ma-m.

Dimenticare il genitivo sul soggetto

  • Errato: Ali gelmesi bizi sevindirdi.
  • Corretto: Ali'nin gelmesi bizi sevindirdi.
  • Perché: nella costruzione nominalizzata il soggetto espresso prende normalmente il genitivo e gelmesi porta il possessivo corrispondente.

Dimenticare il caso dopo il possessivo

  • Errato: Raporun yeniden yazılması istediler.
  • Corretto: Raporun yeniden yazılmasını istediler.
  • Perché: «il fatto che il rapporto venga riscritto» è l'oggetto definito di istediler; dopo -sı occorre l'accusativo -nı.

Scegliere -(y)Iş per qualsiasi attività

  • Poco naturale: Her gün kitap okuyuş faydalıdır.
  • Naturale: Her gün kitap okumak faydalıdır.
  • Perché: qui si parla in generale dell'attività di leggere, non del modo di leggere. -(y)Iş non sostituisce automaticamente l'infinito o -mA.

Inventare liberamente nomi in -(I)m

  • Errato nel significato voluto: Düzenli çalışım başarı getirir.
  • Corretto: Düzenli çalışma başarı getirir.
  • Perché: -(I)m forma soprattutto parole riconosciute dal lessico; per «il lavorare regolarmente» si usa il produttivo çalışma.

Non riconoscere la doppia sequenza negativa e nominale

  • Interpretazione errata: gelmemesi = «il suo venire».
  • Interpretazione corretta: gel-me-me-si = «il fatto che non venga».
  • Perché: il primo -me è negativo e il secondo -me è il nominalizzatore.

Note d'uso

Nei testi formali il turco ricorre spesso a catene nominali perché permettono di presentare processi come temi astratti: verimliliğin artırılması «l'aumento dell'efficienza», başvuruların değerlendirilmesi «la valutazione delle domande». Questo stile è compatto ma può risultare pesante. Nel parlato, quando il contesto lo consente, la stessa informazione viene spesso distribuita in frasi più brevi.

I nomi in -(y)Iş hanno una forte tendenza alla lessicalizzazione, cioè a diventare parole autonome con un significato convenzionale. Perciò bakış açısı, davranış biçimi, görüş ayrılığı e yürüyüş yolu vanno appresi anche come combinazioni ricorrenti. Il dizionario resta il riferimento migliore quando non si è certi che una nuova forma in -(I)m o -(y)Iş sia effettivamente usata.

Rispetto all'italiano, il possessivo turco non indica sempre un possesso concreto. In toplantının ertelenmesi, -si segnala il legame grammaticale tra «riunione» e «rinvio». Tradurre ogni suffisso con «suo» produrrebbe un italiano artificiale; è più utile ricostruire l'intero rapporto come «il rinvio della riunione».

Oltre le basi: usi avanzati

Nomi astratti e più livelli di derivazione

Il suffisso -lik/-lık/-luk/-lük crea nomi astratti a partire da nomi, aggettivi e forme derivate. Può comparire dopo una catena verbale già complessa:

  • uygulanabilirlik — applicabilità: uygula-n-abilir-lik;
  • anlaşılabilirlik — comprensibilità: anla-ş-ıl-abilir-lik;
  • sürdürülebilirlik — sostenibilità: sür-dür-ül-ebilir-lik.

Queste analisi aiutano a decifrare il significato, ma non autorizzano a creare qualunque combinazione: frequenza e convenzioni lessicali contano sempre. La formazione generale dei nomi con -lik, -ci, -li e -siz appartiene al tema più ampio della formazione avanzata delle parole.

Participio più olma

Per presentare come nome uno stato compiuto o una situazione risultante, il turco può nominalizzare olmak «essere, diventare» dopo un participio (una forma verbale usata come qualificazione):

  • hazır olması — il fatto che sia pronto;
  • tamamlanmış olması — il fatto che sia stato completato;
  • gecikmiş olma ihtimali — la possibilità che sia in ritardo.

Questa struttura consente di esprimere sfumature temporali o aspettuali che il semplice -mA non rende da solo.

Ambiguità da risolvere con la struttura

Una forma nominalizzata può avere al proprio interno complementi e, all'esterno, svolgere una funzione nominale. Per analizzare una frase lunga, conviene trovare prima il nome principale e poi risalire ai suoi dipendenti. In verilerin düzenli olarak güncellenmemesinin sonuçları, il nome principale è sonuçları «le conseguenze»; tutto verilerin ... güncellenmemesinin significa «del fatto che i dati non vengano aggiornati regolarmente».

Questa lettura a strati evita una tipica abitudine italofona: cercare subito una congiunzione equivalente a «che». In turco il confine della proposizione può essere segnalato soprattutto dai suffissi possessivi e di caso.

Consigli per esercitarsi

  1. Scomponi una parola al giorno. Parti dalla fine e identifica caso, possessivo, nominalizzatore, negazione e diatesi: per esempio güncellenmemesindengüncelle-n-me-me-si-nden.
  2. Crea terne di significato. Confronta una forma generale, una di attività e una di modo: okumak, okuma, okuyuş. Scrivi una frase in cui la differenza sia davvero necessaria.
  3. Trasforma frasi italiane, non singole parole. Alterna «è importante che io…», «voglio che lui…» e «il modo in cui…». Questo obbliga a scegliere tra -mA, una nominalizzazione temporale e -(y)Iş, invece di affidarsi a una traduzione automatica dell'infinito italiano.

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