Bokmål e nynorsk: differenze principali
Bokmål og Nynorsk
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di norvegese su Settemila Lingue.
In breve
Il norvegese ha due norme scritte ufficiali, bokmål e nynorsk: non sono due modi obbligatoriamente diversi di parlare. Le differenze più visibili riguardano parole come jeg/eg («io») e ikke/ikkje («non»), le desinenze dei nomi e dei verbi, per esempio guttene/gutane («i ragazzi») e vi snakker/vi snakkar («parliamo»). Per leggere bene occorre riconoscere le corrispondenze; per scrivere bene bisogna scegliere una norma e mantenere forme coerenti al suo interno.
Panoramica
Bokmål e nynorsk sono le due norme ortografiche del norvegese, cioè due sistemi codificati per scrivere la lingua. Il bokmål si è sviluppato storicamente a partire dalla tradizione scritta danese usata in Norvegia, poi adattata alla pronuncia e all'uso norvegesi. Il nynorsk è stato costruito nell'Ottocento da Ivar Aasen sulla base di numerosi dialetti norvegesi. Oggi entrambe le norme si incontrano nella scuola, nell'amministrazione, nei mezzi d'informazione, nella letteratura e nella comunicazione quotidiana, anche se il bokmål è complessivamente più diffuso.
Per chi parla italiano, il punto decisivo è non immaginare il rapporto tra bokmål e nynorsk come quello tra italiano standard e un dialetto locale. Un norvegese può parlare il proprio dialetto e scrivere in bokmål oppure in nynorsk; la pronuncia quotidiana non deve coincidere parola per parola con la norma scelta. Le etichette BM e NN, frequenti nei dizionari e nei materiali didattici, significano rispettivamente bokmål e nynorsk.
A livello C2 non basta riconoscere jeg rispetto a eg. Occorre saper seguire un testo lungo senza scambiare le differenze sistematiche per refusi, consultare correttamente un dizionario e controllare la propria coerenza stilistica. Va inoltre ricordato che ciascuna norma ammette varianti: non esiste un'unica trasformazione automatica valida per ogni frase.
Come funziona
Prima distinzione: lingua scritta e parlata
I termini bokmål e nynorsk descrivono prima di tutto la norma scritta. Un dialetto, invece, è una varietà linguistica parlata associata a una zona o a una comunità. Nella conversazione si sentono forme che ricordano il bokmål, il nynorsk o nessuno dei due in modo perfetto. Perciò una frase pronunciata con eg non diventa automaticamente «nynorsk»: eg appartiene anche a molti dialetti.
Nella prosa norvegese i nomi delle norme si scrivono normalmente con la minuscola: bokmål e nynorsk. Le maiuscole possono comparire in titoli o in testi italiani, ma non fanno parte del contrasto grammaticale.
Parole funzionali e lessico frequente
Le parole più brevi sono spesso gli indizi più affidabili. Molte compaiono in quasi ogni paragrafo e permettono di identificare rapidamente la norma.
| Funzione | Bokmål | Nynorsk | Italiano |
|---|---|---|---|
| pronome di prima persona | jeg | eg | io |
| negazione | ikke | ikkje | non |
| che cosa | hva | kva | che cosa |
| chi | hvem | kven | chi |
| dove | hvor | kor | dove |
| qualcosa | noe | noko | qualcosa |
| qualcuno | noen | nokon | qualcuno |
| soltanto | bare | berre | soltanto |
| molto, molta quantità | mye | mykje | molto |
| adesso | nå | no | adesso |
Non tutte le parole cambiano: du, vi, han, hun/ho, og e numerose altre possono coincidere o avere varianti ammesse. È quindi meglio cercare un insieme di segnali anziché decidere sulla base di una sola forma.
Il sistema dei nomi
Una desinenza è la parte finale aggiunta a una parola per esprimere informazioni grammaticali. Nei nomi norvegesi, l'articolo determinativo è spesso una desinenza: gutt («ragazzo») diventa gutten o guten («il ragazzo»). La serie maschile mostra bene il contrasto.
| Forma | Bokmål | Nynorsk | Italiano |
|---|---|---|---|
| singolare indeterminato | en gutt | ein gut | un ragazzo |
| singolare determinato | gutten | guten | il ragazzo |
| plurale indeterminato | gutter | gutar | ragazzi |
| plurale determinato | guttene | gutane | i ragazzi |
Il genere grammaticale è la categoria che raggruppa i nomi come maschili, femminili o neutri e determina articoli e desinenze. Il nynorsk distingue sistematicamente tre generi: ein gut, ei bok, eit hus. Il bokmål ammette anch'esso forme femminili come ei bok – boka, ma consente di trattare molti nomi femminili come appartenenti al genere comune: en bok – boken. Questa maggiore libertà del bokmål non autorizza però combinazioni casuali: articolo e forma determinata devono seguire un modello ammesso.
I neutri illustrano un'altra differenza ricorrente. Il singolare è et hus – huset in bokmål e eit hus – huset in nynorsk; al plurale determinato sono tipiche le forme husene in bokmål e husa in nynorsk. Non ogni sostantivo segue esattamente lo schema di gutt o hus: genere, alternanze vocaliche e plurali irregolari vanno verificati nel dizionario.
I verbi
La coniugazione è l'insieme delle forme assunte da un verbo. In molti verbi deboli il presente del bokmål termina in -er, mentre in nynorsk i verbi della classe in -a hanno -ar:
| Forma | Bokmål | Nynorsk | Italiano |
|---|---|---|---|
| infinito | å snakke | å snakke / å snakka | parlare |
| presente | snakker | snakkar | parla, parliamo ecc. |
| passato | snakket / snakka | snakka | parlò, parlava, ha parlato |
| participio passato | snakket / snakka | snakka | parlato |
Il participio passato è la forma usata, tra l'altro, con har per costruire tempi come har snakket («ha parlato»). La doppia possibilità all'infinito nynorsk dipende dal sistema scelto: si può usare l'infinito in -e oppure, con distribuzione regolata, quello in -a. Non conviene alternarli senza criterio nello stesso testo.
I verbi forti, cioè quelli che formano il passato soprattutto cambiando la vocale e non con una semplice desinenza, presentano spesso contrasti molto visibili:
| Significato | Bokmål | Nynorsk |
|---|---|---|
| scrive | skriver | skriv |
| scrisse / ha scritto | skrev – har skrevet | skreiv – har skrive |
| viene | kommer | kjem |
| venne / è venuto | kom – har kommet | kom – har kome |
| è | er | er |
| sono | er | er |
Quest'ultima riga ricorda che il norvegese, diversamente dall'italiano, non cambia la forma presente di vere/være in base alla persona: eg er, du er, vi er. La divergenza tra vi snakker e vi snakkar dipende quindi dalla classe verbale e dalla norma, non dal pronome vi.
Aggettivi e parole imparentate
Molte corrispondenze lessicali sono regolari abbastanza da aiutare la lettura, ma non abbastanza da sostituire il dizionario.
| Bokmål | Nynorsk | Italiano |
|---|---|---|
| dårlig | dårleg | cattivo, scadente |
| vanlig | vanleg | comune, abituale |
| mulig | mogleg | possibile |
| hemmelig | hemmeleg | segreto |
| frihet | fridom | libertà |
| kjærlighet | kjærleik | amore |
La corrispondenza -lig/-leg è frequente, non assoluta. Anche -het in bokmål può corrispondere a -heit oppure a un'altra formazione nynorsk, come -dom. In produzione, trasformare meccanicamente ogni suffisso genera facilmente parole inesistenti o inadatte al contesto.
Esempi nel contesto
| Norvegese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Jeg vet ikke hva hun mener. (BM) | Non so che cosa intenda. | jeg, ikke, hva segnalano chiaramente il bokmål. |
| Eg veit ikkje kva ho meiner. (NN) | Non so che cosa intenda. | Corrispondenza completa in nynorsk. |
| Guttene snakker med læreren. (BM) | I ragazzi parlano con l'insegnante. | Plurale determinato in -ene e presente in -er. |
| Gutane snakkar med læraren. (NN) | I ragazzi parlano con l'insegnante. | Plurale in -ane e presente in -ar. |
| Vi kommer hjem i morgen. (BM) | Torniamo a casa domani. | kommer e hjem sono forme tipiche del bokmål. |
| Vi kjem heim i morgon. (NN) | Torniamo a casa domani. | kjem, heim, morgon formano una serie tipica nynorsk. |
| Det er mulig å gjøre det nå. (BM) | È possibile farlo adesso. | mulig, gjøre, nå appartengono al bokmål. |
| Det er mogleg å gjere det no. (NN) | È possibile farlo adesso. | Le tre forme corrispondenti sono nynorsk. |
| Hun har skrevet en ny bok. (BM) | Ha scritto un libro nuovo. | Participio skrevet e articolo en. |
| Ho har skrive ei ny bok. (NN) | Ha scritto un libro nuovo. | Participio skrive e femminile ei bok. |
| Hvorfor kjøpte dere huset? (BM) | Perché avete comprato la casa? | hvorfor è un forte indizio di bokmål. |
| Kvifor kjøpte de huset? (NN) | Perché avete comprato la casa? | kvifor e il pronome de sono forme nynorsk. |
| Dette er en dårlig løsning. (BM) | Questa è una cattiva soluzione. | en dårlig løsning segue il bokmål. |
| Dette er ei dårleg løysing. (NN) | Questa è una cattiva soluzione. | Genere femminile e lessico nynorsk. |
Le coppie hanno lo stesso contenuto, ma non intendono suggerire che ogni testo debba essere traducibile parola per parola. Un autore può anche scegliere costruzioni sintattiche o vocaboli del tutto diversi.
Errori comuni
Credere che il nynorsk sia semplicemente un dialetto
- Errato: «Chi dice eg sta parlando nynorsk.»
- Corretto: Eg è sia una forma della norma scritta nynorsk sia un pronome presente in vari dialetti.
- Perché: norma scritta e varietà parlata sono due piani diversi. Una persona può dire eg e scrivere normalmente jeg in bokmål.
Mescolare gli indizi più evidenti
- Errato: Jeg snakkar ikkje nynorsk.
- Corretto in bokmål: Jeg snakker ikke nynorsk.
- Corretto in nynorsk: Eg snakkar ikkje nynorsk.
- Perché: jeg appartiene al bokmål, mentre snakkar e ikkje appartengono al nynorsk. In un messaggio informale la mescolanza può essere intenzionale, ma non è un buon modello per un testo controllato.
Applicare una sostituzione automatica a tutte le parole
- Errato: cambiare ogni finale bokmål -lig in -leg senza controllare il lemma.
- Corretto: verificare nel dizionario la voce nynorsk completa, per esempio mulig → mogleg e dårlig → dårleg.
- Perché: oltre al suffisso può cambiare la radice; in altri casi la parola preferita è diversa.
Dimenticare il genere femminile in nynorsk
- Errato: en bok – boken (come paradigma nynorsk)
- Corretto: ei bok – boka
- Perché: il nynorsk distingue maschile, femminile e neutro. Il modello a due generi possibile in molto bokmål non si trasferisce al nynorsk.
Considerare ogni variante un'incoerenza
- Errato: correggere sempre snakka in snakket in un testo bokmål.
- Corretto: controllare se la forma è ammessa nella norma e se è coerente con le scelte generali del testo.
- Perché: il bokmål e il nynorsk possiedono varianti interne ufficiali. «Diverso dalla forma che ho imparato per prima» non significa necessariamente «sbagliato».
Tradurre i tempi verbali parola per parola dall'italiano
- Errato: supporre che snakka indichi da solo se in italiano serve «parlava», «parlò» oppure «ha parlato».
- Corretto: interpretare tempo, aspetto e contesto dell'intera frase.
- Perché: i sistemi verbali norvegese e italiano non si sovrappongono perfettamente; la differenza BM/NN non risolve questa normale questione di traduzione.
Note d'uso
Il bokmål è maggioritario su scala nazionale, mentre il nynorsk ha una presenza particolarmente forte in alcune aree, istituzioni, scuole, testate e tradizioni letterarie. Questa distribuzione non permette di dedurre automaticamente come parli un singolo autore. Nello stesso spazio pubblico è normale incontrare entrambe le norme.
La variazione interna è importante. Il bokmål può apparire più vicino a forme tradizionali danesi oppure più vicino a usi norvegesi colloquiali; il nynorsk può adottare scelte più conservative o più vicine a determinate aree dialettali. Un testo autentico, quindi, potrebbe non coincidere in ogni dettaglio con le colonne schematiche di questo articolo. Le tabelle presentano contrasti frequenti e didatticamente utili, non due blocchi privi di alternative.
Anche lo stile può divergere senza che esista un divieto grammaticale. Nel nynorsk sono spesso naturali formulazioni verbali e costruzioni con av dove una prosa bokmål formale potrebbe preferire nomi astratti o il genitivo in -s. Si tratta di tendenze stilistiche, non di una regola secondo cui una certa struttura sarebbe sempre proibita. Nei testi specialistici entrambe le norme devono inoltre gestire terminologia internazionale e convenzioni del settore.
Oltre le basi: uso avanzato
Riconoscere un sistema, non una lista di coppie
La competenza avanzata consiste nel vedere più segnali contemporaneamente. In Gutane kjem ikkje heim før i morgon («I ragazzi non tornano a casa prima di domani»), gutane, kjem, ikkje, heim, morgon confermano tutti il nynorsk. Questa lettura per fasci di indizi è più robusta della memorizzazione isolata di jeg/eg.
Quando si converte un testo da una norma all'altra, bisogna controllare almeno quattro livelli:
- morfologia, cioè la forma grammaticale delle parole: guttene → gutane;
- lessico, cioè la scelta delle parole: frihet → fridom;
- sintassi, cioè il modo in cui le parole formano la frase;
- stile e terminologia, affinché il risultato sembri scritto direttamente nella norma d'arrivo.
Una conversione puramente grafica può produrre un testo formalmente misto o innaturale. È spesso meglio riscrivere l'intera frase, proprio come tra due registri dell'italiano non basta sostituire qualche vocabolo.
Varianti, dizionari e coerenza editoriale
Nei dizionari norvegesi le voci per bokmål e nynorsk possono presentare più flessioni ammesse. La flessione è il cambiamento di forma con cui una parola esprime numero, definitezza, tempo o altre informazioni. Prima di scartare una forma, occorre verificare tre domande: appartiene alla norma giusta? è ufficialmente ammessa? si accorda con il profilo linguistico del resto del testo?
La coerenza non significa scegliere sempre la variante più distante dall'altra norma. Molte forme sono condivise. Significa piuttosto evitare cambi immotivati di paradigma: per esempio, non oscillare continuamente tra un sistema di infinito in -e e uno in -a in nynorsk, oppure tra trattamento femminile e comune dello stesso nome in bokmål, salvo una ragione contestuale.
Voce dell'autore e identità
La scelta tra bokmål e nynorsk può avere valore geografico, culturale, professionale o personale, ma non va ridotta a uno stereotipo. In analisi letteraria è legittimo osservare come un autore sfrutti forme regionalmente connotate o alterni norma e dialetto nei dialoghi. Nella comunicazione reale, invece, è prudente descrivere le forme presenti senza attribuire automaticamente origine, ideologia o identità a chi le usa.
Consigli per esercitarsi
- Crea coppie di frasi intere. Parti da dieci frasi brevi in bokmål e riscrivile in nynorsk, poi controlla pronomi, nomi, verbi e lessico separatamente. Evita liste di sole parole: la coerenza emerge nella frase.
- Evidenzia gli indizi con colori diversi. In un articolo autentico marca parole funzionali (ikkje, kva), desinenze (-ane, -ar) e lessico (mogleg, heim). Dopo un paragrafo, prova a motivare l'identificazione della norma con almeno tre indizi.
- Usa dizionari che separano chiaramente BM e NN. Registra l'intero paradigma, non soltanto la forma di base: ein gut – guten – gutar – gutane è molto più utile della coppia isolata gutt/gut.
Concetti correlati
- Prerequisito: Dialetti norvegesi — aiuta a distinguere la variazione parlata dalle due norme scritte e a interpretare forme come eg, ikkje e heim senza etichette troppo semplici.