A1

Quanto e quanti in māori: *e hia* e *tokohia*

E Hia

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di maori su Settemila Lingue.

In breve

Per chiedere il numero di cose, animali o unità si usa e hia: E hia ngā pukapuka? “Quanti libri ci sono?”. Per le persone si usa invece tokohia: Tokohia ngā tāngata? “Quante persone ci sono?”. Nelle risposte brevi si incontrano e + numerale per le cose (E whā, quattro) e toko- + numerale per piccoli gruppi di persone (Tokorima, cinque persone).

Panoramica

In italiano le forme “quanto”, “quanta”, “quanti” e “quante” cambiano secondo il genere e il numero del nome. Il māori non presenta questo tipo di accordo: e hia rimane invariato. Fa però una distinzione che l’italiano non segnala nel pronome interrogativo: per contare persone dispone della forma specifica tokohia.

Questo argomento si introduce al livello A1 e presuppone i numeri di base, come tahi “uno”, rua “due”, toru “tre” e whā “quattro”. È subito utile per chiedere quanti libri, giorni, biglietti o partecipanti ci sono, ma anche per informarsi sul prezzo e per parlare dell’età.

Occorre imparare l’intera struttura, non soltanto tradurre “quanti” con una parola māori. Nella domanda il gruppo interrogativo viene normalmente per primo; nella risposta cambiano sia il numerale sia, in certi casi, l’articolo. Inoltre non serve aggiungere un verbo equivalente a “essere” o “esserci”: E hia ngā tūru? è già una domanda completa.

Come funziona

La domanda generale con e hia

Per cose, animali, periodi di tempo e altre unità numerabili, il modello fondamentale è:

E hia + ngā + nome?

  • E hia ngā pukapuka? — Quanti libri ci sono?
  • E hia ngā kurī? — Quanti cani ci sono?
  • E hia ngā rā? — Quanti giorni?

Un nome è semplicemente una parola che indica una persona, un animale, una cosa o un’idea. Ngā è l’articolo determinativo plurale: accompagna qui il gruppo di elementi il cui numero non è ancora noto. Il nome non riceve una desinenza plurale come spesso avviene in italiano: pukapuka conserva la stessa forma in te pukapuka “il libro” e ngā pukapuka “i libri”.

La risposta ordinaria per i numeri da due a nove segue questo schema:

E + numerale + ngā + nome.

  • E rua ngā pukapuka. — Ci sono due libri.
  • E whā ngā rā. — Sono quattro giorni.
  • E ono ngā kurī. — Ci sono sei cani.

Qui e è una particella, cioè una breve parola con funzione grammaticale. Non significa da sola “ci sono” e non fa parte del numerale: e rua si scrive in due parole. Conviene quindi memorizzare tanto rua come forma del numero quanto il blocco pronto all’uso e rua.

La domanda sulle persone con tokohia

Quando gli elementi contati sono persone, il modello di base cambia:

Tokohia + ngā + nome di persona?

  • Tokohia ngā tāngata? — Quante persone ci sono?
  • Tokohia ngā tamariki? — Quanti bambini ci sono?
  • Tokohia ngā ākonga? — Quanti studenti ci sono?

Nella risposta, per piccoli numeri, toko- si unisce al numerale. A differenza di e rua, queste forme costituiscono una parola sola.

Numero di persone Forma māori Significato
1 tokotahi una persona
2 tokorua due persone
3 tokotoru tre persone
4 tokowhā quattro persone
5 tokorima cinque persone
6 tokoono sei persone
7 tokowhitu sette persone
8 tokowaru otto persone
9 tokoiwa nove persone

Il modello della risposta è dunque:

Toko- + numerale + ngā + nome di persona.

  • Tokorima ngā tamariki. — Ci sono cinque bambini.
  • Tokotoru ngā kaiako. — Ci sono tre insegnanti.

Non si aggiunge e davanti a queste forme: tokorima, da solo, segnala già che il numero riguarda persone. In una conversazione, la risposta può anche essere molto breve: Tokohia ngā ākonga? — Tokotoru.

Quando la risposta è uno

Se la quantità è una sola cosa, il modello più utile è kotahi + te + nome:

  • Kotahi te pukapuka. — C’è un libro / ce n’è uno.
  • Kotahi te pō. — È una notte.

La domanda contiene normalmente ngā, perché il numero è ancora ignoto; la risposta con un solo elemento passa invece a te, l’articolo singolare:

  • E hia ngā kapu? — Quante tazze ci sono?
  • Kotahi te kapu. — C’è una tazza.

Con una sola persona esiste la forma personale tokotahi: Tokotahi te tangata. Anche qui il gruppo nominale è singolare e contiene te.

Dieci e i numeri composti

Non si deve mettere e automaticamente davanti a qualsiasi numero. La forma iniziale del numerale determina il modello:

Quantità Esempio māori In italiano
4 E whā ngā rā. Sono quattro giorni.
10 Tekau ngā tūru. Ci sono dieci sedie.
12 Tekau mā rua ngā marama. Ci sono dodici mesi.
20 E rua tekau ngā pukapuka. Ci sono venti libri.
25 E rua tekau mā rima ngā pukapuka. Ci sono venticinque libri.

Tekau “dieci” può iniziare direttamente la frase; per questo si dice Tekau ngā tūru, non si applica in modo meccanico il modello dei numeri da due a nove. Un numero come venti comincia invece con rua, quindi compare e: E rua tekau. Per padroneggiare la formazione completa dei numeri è utile ripassare il concetto collegato in fondo all’articolo.

Per gruppi di dieci o più persone si incontrano normalmente le costruzioni numeriche comuni, per esempio Tekau ngā tāngata “ci sono dieci persone”. La domanda continua a essere Tokohia ngā tāngata?

Prezzi, età e unità di misura

E hia non serve solo davanti a un nome plurale. La domanda molto comune sul prezzo contiene il singolare te utu, “il prezzo”:

  • E hia te utu? — Quanto costa? / Qual è il prezzo?
  • E hia te utu o tēnei pukapuka? — Quanto costa questo libro?
  • E rua tekau tāra te utu. — Costa venti dollari.

In italiano si usa il verbo “costare”; in māori è più efficace imparare E hia te utu? come espressione completa, senza costruirla parola per parola a partire dall’italiano.

Per chiedere l’età si contano gli anni, non le persone:

  • E hia ō tau? — Quanti anni hai?
  • E rua tekau mā tahi ōku tau. — Ho ventun anni.

Per liquidi, alimenti o altre sostanze, spesso è utile precisare un’unità numerabile:

  • E hia ngā kapu wai? — Quante tazze d’acqua?
  • E hia ngā rita wai? — Quanti litri d’acqua?

Questa strategia rende chiaro che si stanno contando tazze o litri. L’italiano usa “quanto” con grande libertà, come in “quanta acqua?”; non sempre conviene trasferire automaticamente la stessa costruzione in māori.

Esempi nel contesto

Māori Italiano Nota
E hia ngā pukapuka? Quanti libri ci sono? Domanda generale su cose numerabili.
E rua ngā pukapuka. Ci sono due libri. E precede il numerale rua.
E hia ngā rā? Quanti giorni? Si conta un’unità di tempo.
E whā ngā rā. Sono quattro giorni. Risposta prevista dal concetto di base.
E hia ngā kapu? Quante tazze ci sono? La quantità non è ancora nota.
Kotahi te kapu. C’è una tazza. Con una sola cosa si usa te.
E ono ngā tūru i te akomanga. Nell’aula ci sono sei sedie. Il nome tūru non cambia al plurale.
Tokohia ngā tāngata? Quante persone ci sono? Tokohia è riservato al conteggio di persone.
Tokorima ngā tamariki. Ci sono cinque bambini. Toko- è unito al numerale.
Tokohia ngā ākonga? Quanti studenti ci sono? Anche ruoli e professioni indicano persone.
Tokotoru ngā kaiako. Ci sono tre insegnanti. Risposta con un piccolo gruppo di persone.
Tekau ngā tāngata. Ci sono dieci persone. Da dieci si usa la costruzione numerica comune.
E hia te utu? Quanto costa? Espressione fissa per chiedere il prezzo.
E rua tekau tāra te utu. Costa venti dollari. Risposta relativa al prezzo.
E hia ō tau? Quanti anni hai? Si chiedono gli anni, quindi non si usa tokohia.
E toru tekau ōku tau. Ho trent’anni. La struttura māori presenta il numero degli anni.
Tekau mā rua ngā marama i te tau. In un anno ci sono dodici mesi. Numero composto che inizia con tekau.
E hia ngā rita wai? Quanti litri d’acqua? Una quantità viene resa tramite un’unità di misura.

Errori comuni

Usare e hia per contare persone

  • Sbagliato: E hia ngā tāngata?
  • Corretto: Tokohia ngā tāngata?
  • Perché: nel modello fondamentale il māori distingue le persone dalle altre entità numerabili. L’italiano usa sempre “quanti/quante”, quindi questo contrasto va imparato consapevolmente.

Separare toko- dal resto della parola

  • Sbagliato: Toko hia ngā tamariki?; toko rima ngā tamariki.
  • Corretto: Tokohia ngā tamariki?; Tokorima ngā tamariki.
  • Perché: tokohia e i numerali personali come tokorima si scrivono uniti. Al contrario, e rima è formato da due parole.

Usare toko- per cose o animali

  • Sbagliato: Tokotoru ngā pukapuka.
  • Corretto: E toru ngā pukapuka.
  • Perché: toko- segnala un numero di persone; libri, animali, giorni e unità seguono la serie numerica generale.

Omettere e nei piccoli numeri ordinari

  • Sbagliato: Whā ngā rā.
  • Corretto: E whā ngā rā.
  • Perché: nel modello di quantità con i numeri da due a nove compare la particella e. Imparare soltanto la voce di dizionario whā non basta per costruire la frase.

Conservare ngā quando la risposta è uno

  • Sbagliato: Kotahi ngā pukapuka.
  • Corretto: Kotahi te pukapuka.
  • Perché: kotahi indica un solo elemento, quindi il gruppo nominale torna al singolare con te. Il nome non prende una desinenza: si cambia l’articolo.

Aggiungere e davanti alle forme personali

  • Sbagliato: E tokorima ngā tamariki.
  • Corretto: Tokorima ngā tamariki.
  • Perché: la forma con toko- svolge già la funzione richiesta per il conteggio delle persone.

Trascurare i macron

  • Da evitare: E wha nga ra?
  • Corretto: E whā ngā rā?
  • Perché: il macron, la lineetta sopra una vocale, ne indica la lunghezza e fa parte dell’ortografia. Whā, ngā e rā vanno scritti con cura.

Note d’uso

Quando il nome è già noto, è naturale non ripeterlo. Alla domanda E hia ngā pukapuka? si può rispondere semplicemente E rua. Analogamente: Tokohia ngā tamariki? — Tokorima. La conversazione fornisce l’informazione omessa.

E hia non cambia per genere: la stessa forma introduce ciò che in italiano diventa “quanti libri”, “quante sedie” o “quanti giorni”. La scelta importante non è tra maschile e femminile, ma tra il conteggio generale con e hia e quello delle persone con tokohia.

Nello scritto si mantengono gli spazi in e hia ed e rua, mentre tokohia, tokorua e tokorima restano parole uniche. Si conservano anche i macron. Nei messaggi informali possono essere omessi per limiti della tastiera, ma nello studio è bene usarli sempre: aiutano sia la pronuncia sia il riconoscimento delle parole.

Oltre le basi: usi avanzati

Questi dettagli non sono necessari per iniziare, ma permettono di interpretare meglio frasi autentiche e risposte che non rientrano nel semplice schema da due a nove.

Quantità non espresse come numero

Non tutte le risposte a una domanda di quantità contengono un numerale. Se non c’è nessun elemento, una costruzione negativa può essere più naturale di una traduzione meccanica con “zero”:

  • Kāore he pukapuka. — Non ci sono libri.

Per quantità approssimative si incontrano invece parole come nui “molto, molti” e iti “poco, pochi”. Queste appartengono al più ampio sistema delle espressioni di quantità. Il punto da conservare è che e hia chiede un valore, ma la risposta può essere precisa, approssimativa oppure negativa.

Ciò che viene contato dipende dal significato

Una persona può comparire in una frase senza essere l’unità contata. In E hia ō tau? si contano gli anni della persona, perciò si usa e hia, non tokohia. Viceversa, parole come ākonga “studente”, kaiako “insegnante” e tamariki “bambini” designano persone e richiedono tokohia quando se ne chiede il numero.

La scelta dipende dunque dalla categoria degli elementi contati, non dal semplice fatto che nella situazione siano presenti esseri umani.

Misure e valori

Con distanza, durata, volume e prezzo, il māori può presentare come quantità una misura o un valore. Per un principiante, nominare l’unità è la soluzione più chiara: ngā kiromita “i chilometri”, ngā hāora “le ore”, ngā rita “i litri”. Il prezzo segue invece l’espressione stabilizzata E hia te utu?

Questa varietà spiega perché il titolo italiano comprende sia “quanti” sia “quanto”: non esiste però una corrispondenza perfetta, parola per parola, fra tutte le costruzioni delle due lingue.

Consigli per la pratica

  1. Crea coppie complete di domanda e risposta. Scegli cinque nomi, per esempio pukapuka, tūru, rā, tamariki e kaiako. Pronuncia prima la domanda, poi una risposta: E hia ngā tūru? — E whā ngā tūru.
  2. Dividi le parole in due gruppi. Metti da una parte persone e dall’altra cose, animali e unità. Usa tokohia/toko- con il primo gruppo ed e hia/e con il secondo: è il contrasto che un italofono tende più facilmente a dimenticare.
  3. Alterna uno, due e dieci. Ripeti Kotahi te pukapuka, E rua ngā pukapuka, Tekau ngā pukapuka. In questo modo eserciti insieme il cambio te/ngā e i casi in cui e compare oppure no.

Concetti correlati

  • Prerequisito: I numeri — presenta tahi, rua, toru, whā, i numeri composti e le strutture numeriche necessarie per rispondere a e hia e tokohia.

Prerequisito

I numeri in māoriA1

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