A1

Il presente del binyan Pa'al in ebraico

הווה - בניין פעל

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ebraico su Settemila Lingue.

In breve

Nel presente ebraico il verbo non cambia secondo la persona, ma concorda con il soggetto per genere e numero: כותב, כותבת, כותבים, כותבות. Perciò אני כותב e אתה כותב hanno la stessa forma verbale, mentre una donna dice אני כותבת. Il presente può indicare ciò che avviene ora, un'abitudine o una verità generale.

Panoramica

Il binyan (uno schema che organizza la forma e spesso il significato dei verbi ebraici) פָּעַל, normalmente scritto פעל e chiamato anche Pa'al, contiene moltissimi verbi di uso quotidiano: כתב «scrivere», למד «studiare», גר «abitare», אכל «mangiare». Il presente di questo binyan è uno dei primi argomenti del livello A1 perché permette subito di parlare della propria vita: dove si abita, che cosa si studia, dove si lavora e che cosa si fa ogni giorno.

La differenza più importante rispetto all'italiano è questa: in scrivo, scrivi, scrive la desinenza identifica la persona; in ebraico, invece, il presente distingue soprattutto maschile, femminile, singolare e plurale. אני לומד può quindi voler dire «io studio» se parla un uomo, mentre אני לומדת è la forma usata da una donna. Il pronome personale è spesso necessario proprio perché לומד, da solo, non dice se il soggetto sia «io», «tu» o «lui».

Le quattro forme non si ricavano sempre in modo completamente prevedibile dall'infinito. Esistono famiglie regolari, ma anche variazioni dovute al tipo di radice. Conviene quindi imparare ogni verbo almeno con la forma maschile singolare e controllarne le altre forme nel dizionario.

Come funziona

Le quattro caselle fondamentali

Con il verbo כתב «scrivere», il paradigma (l'insieme ordinato delle forme) è:

Genere e numero Forma Soggetti possibili Significato indicativo
maschile singolare כותב אני, אתה, הוא scrivo, scrivi, scrive
femminile singolare כותבת אני, את, היא scrivo, scrivi, scrive
maschile plurale כותבים אנחנו, אתם, הם scriviamo, scrivete, scrivono
femminile plurale כותבות אנחנו, אתן, הן scriviamo, scrivete, scrivono

La traduzione italiana cambia secondo la persona; la forma ebraica, invece, segue il genere e il numero. אני può accompagnare sia una forma maschile sia una femminile, a seconda di chi parla. Anche אנחנו può accompagnare כותבים oppure כותבות.

L'accordo con i pronomi

L'accordo significa che la forma del verbo deve corrispondere alle caratteristiche del soggetto, cioè di chi compie l'azione.

Pronome Valore Forma di כתב al presente
אני io, uomo כותב
אני io, donna כותבת
אתה tu, uomo כותב
את tu, donna כותבת
הוא lui כותב
היא lei כותבת
אנחנו noi, gruppo maschile o misto כותבים
אנחנו noi, gruppo tutto femminile כותבות
אתם voi, gruppo maschile o misto כותבים
אתן voi, gruppo tutto femminile כותבות
הם loro, gruppo maschile o misto כותבים
הן loro, gruppo tutto femminile כותבות

Per un gruppo misto si usa normalmente il plurale maschile. Questo vale anche se nel gruppo vi sono molte donne e un solo uomo. Nel parlato contemporaneo si incontrano usi più inclusivi e innovativi, ma chi studia a livello iniziale deve prima padroneggiare l'accordo standard.

A differenza dell'italiano, l'ebraico moderno non possiede un equivalente grammaticale diretto del Lei di cortesia. אתה e את sono forme singolari distinte per genere; אתם e אתן sono plurali reali. La cortesia si esprime soprattutto tramite tono, formule e scelta delle parole.

Non tutti i verbi hanno lo stesso aspetto

כותב offre un modello molto riconoscibile, ma Pa'al comprende più sottogruppi. Ecco alcune serie frequenti:

Significato Maschile singolare Femminile singolare Maschile plurale Femminile plurale
scrivere כותב כותבת כותבים כותבות
studiare לומד לומדת לומדים לומדות
mangiare אוכל אוכלת אוכלים אוכלות
abitare גר גרה גרים גרות
alzarsi קם קמה קמים קמות
venire בא באה באים באות
leggere קורא קוראת קוראים קוראות
vedere רואה רואה רואים רואות

Nei primi tre verbi la forma femminile singolare termina graficamente in ת; con גר, קם e בא termina in ה. In רואה maschile e femminile singolare si scrivono allo stesso modo senza segni vocalici, ma si pronunciano diversamente. Questi esempi mostrano perché non basta aggiungere sempre la stessa lettera in modo meccanico.

La struttura della frase

La frase affermativa di base è semplice:

soggetto + verbo al presente + altre informazioni

היא קוראת ספר.

Lei legge un libro.

Non serve un ausiliare equivalente a essere o stare. Per dire «io scrivo» si usa אני כותב oppure אני כותבת, non una costruzione con הוא o היא davanti al verbo. Inoltre, l'ebraico non distingue obbligatoriamente tra l'italiano scrivo e sto scrivendo: il contesto o parole come עכשיו «adesso» chiariscono che l'azione è in corso.

Per negare, לא si colloca normalmente prima del verbo:

אני לא עובד היום.

Oggi non lavoro.

Nelle domande sì/no l'ordine può rimanere uguale; nell'oralità è l'intonazione a segnalare la domanda:

את עובדת היום?

Lavori oggi?

Con una parola interrogativa, questa viene di solito prima del resto della domanda:

איפה אתם גרים?

Dove abitate?

Esempi nel contesto

Ebraico Italiano Nota
אני כותב מכתב. Scrivo una lettera. Chi parla è un uomo.
אני כותבת הודעה. Scrivo un messaggio. Chi parla è una donna.
אתה לומד עברית? Studi ebraico? «Tu» maschile singolare.
את לומדת באוניברסיטה? Studi all'università? «Tu» femminile singolare.
היא קוראת ספר ברכבת. Lei legge un libro in treno. Femminile singolare.
דוד עובד בבית היום. David lavora a casa oggi. Il soggetto è un nome proprio.
אנחנו גרים בירושלים. Abitiamo a Gerusalemme. Gruppo maschile o misto.
אנחנו גרות ליד הים. Abitiamo vicino al mare. Gruppo composto solo da donne.
הילדות משחקות בגינה. Le bambine giocano in giardino. Soggetto femminile plurale.
הם אוכלים ארוחת ערב. Loro cenano. Letteralmente: «mangiano il pasto della sera».
אני לא עובד ביום שישי. Non lavoro il venerdì. לא precede il verbo.
מה אתם עושים עכשיו? Che cosa fate adesso? עכשיו rende esplicita l'azione in corso.
מחר אנחנו נוסעים לחיפה. Domani andiamo a Haifa. Il presente può riferirsi a un programma futuro.
רות רואה את החברים שלה. Ruth vede i suoi amici. רואה è qui femminile singolare.

Errori comuni

Usare la forma del genere sbagliato

  • Non corretto: היא כותב מכתב.
  • Corretto: היא כותבת מכתב.
  • Perché: היא è femminile singolare, quindi anche il verbo deve essere femminile singolare.

Lo stesso principio riguarda אני: una donna dice אני כותבת, un uomo אני כותב. Non è il pronome אני a determinare il genere; è l'identità della persona che parla.

Cercare sei persone diverse come in italiano

  • Non corretto: אני כותבים.
  • Corretto: אני כותב. oppure אני כותבת.
  • Perché: כותבים non significa «prima persona» o «terza persona»: significa maschile plurale. Nel presente ebraico bisogna scegliere una delle quattro caselle di genere e numero, non una delle sei persone della coniugazione italiana.

Aggiungere un verbo «essere» davanti al presente

  • Non corretto: אני הוא כותב.
  • Corretto: אני כותב.
  • Perché: il presente verbale non richiede un ausiliare. La costruzione italiana sto scrivendo si rende normalmente con il semplice presente, eventualmente accompagnato da עכשיו.

Usare l'infinito come forma presente

  • Non corretto: אני לכתוב מכתב.
  • Corretto: אני כותב מכתב. oppure אני כותבת מכתב.
  • Perché: לכתוב è l'infinito «scrivere» e non concorda con il soggetto. Dopo un soggetto che compie direttamente l'azione occorre la forma presente.

Applicare sempre la terminazione ת al femminile

  • Non corretto: היא גרת בירושלים.
  • Corretto: היא גרה בירושלים.
  • Perché: molti femminili terminano in ת, come כותבת, ma i verbi brevi come גר e קם formano spesso il femminile in ה: גרה, קמה.

Omettere il pronome senza un contesto chiaro

  • Poco chiaro: כותב מכתב.
  • Chiaro: אני כותב מכתב. / הוא כותב מכתב.
  • Perché: כותב identifica soltanto maschile e singolare; non distingue «io», «tu» e «lui». In una risposta breve il soggetto può essere sottinteso, ma in una frase isolata il pronome evita ambiguità.

Note d'uso

Il presente ebraico copre tre valori che in italiano possono essere espressi con costruzioni diverse:

  • azione in corso: אני אוכל עכשיו. — «Sto mangiando adesso»;
  • abitudine: אני קורא כל ערב. — «Leggo ogni sera»;
  • fatto generale o situazione stabile: היא גרה בחיפה. — «Abita a Haifa».

Parole temporali come עכשיו «adesso», כל יום «ogni giorno», בדרך כלל «di solito» e היום «oggi» sono quindi molto utili. Non cambiano la forma del verbo, ma rendono chiara l'interpretazione.

Nell'ebraico scritto quotidiano i segni vocalici sono quasi sempre assenti. Alcune forme risultano perciò identiche sulla pagina pur avendo pronunce diverse, come רואה al maschile e al femminile singolare. L'accordo con הוא o היא, oppure il contesto, permette di capire quale lettura è richiesta.

Con un soggetto nominale, cioè espresso da un nome invece che da un pronome, la regola non cambia: הילד לומד «il bambino studia», הילדה לומדת «la bambina studia». Quando il soggetto è già nominato, non bisogna ripeterlo con הוא o היא: דנה קוראת è sufficiente.

Oltre le basi

Queste particolarità non sono indispensabili per iniziare, ma si incontrano presto nell'ebraico autentico.

Un presente nato da una forma participiale

Storicamente, il presente ebraico deriva dal participio attivo (una forma verbale che presenta qualcuno come impegnato nell'azione). Per questo si comporta in parte come un aggettivo: concorda per genere e numero, ma non per persona. La stessa forma può anche diventare un nome secondo il contesto: עובד può significare «lavora» oppure «lavoratore», e שומר «custodisce» oppure «guardia».

העובד כותב הודעה.

Il lavoratore scrive un messaggio.

Qui העובד è usato come nome definito, mentre כותב è il verbo della frase.

Presente con valore futuro

Per programmi già stabiliti o eventi vicini, il presente può riferirsi al futuro, soprattutto con un'indicazione temporale:

מחר אני עובד בבית.

Domani lavoro da casa.

È un uso molto vicino all'italiano domani parto. Non significa che il presente e il futuro siano intercambiabili in ogni frase: il riferimento temporale deve essere chiaro.

Soggetto sottinteso nel parlato

Sebbene il presente non marchi la persona, nel dialogo il soggetto può essere omesso quando la situazione lo rende ovvio:

מה אתה עושה? — קורא.

Che cosa fai? — Leggo.

Questa omissione è naturale come risposta, ma non va trasformata nella regola italiana secondo cui il pronome si può quasi sempre lasciare fuori. In una nuova frase, כותבת potrebbe riferirsi a «io», «tu» o «lei».

Radici deboli e forme da imparare singolarmente

Verbi molto comuni come בא «venire», רואה «vedere», עושה «fare» e הולך «andare» presentano forme che non coincidono perfettamente con il modello כותב. Sono normali verbi della lingua, non anomalie rare. Il metodo più sicuro è memorizzare una piccola serie completa — per esempio בא, באה, באים, באות — anziché tentare di ricostruire tutto dall'infinito.

Consigli per esercitarsi

  1. Crea gruppi di quattro. Per ogni nuovo verbo scrivi maschile singolare, femminile singolare, maschile plurale e femminile plurale. Pronuncia poi una frase con הוא, היא, הם e הן.
  2. Parla da due punti di vista. Trasforma אני לומד in אני לומדת e poi in אנחנו לומדים o אנחנו לומדות. In questo modo separi il concetto di persona da quello di genere.
  3. Aggiungi un'indicazione di tempo. Costruisci tre frasi con lo stesso verbo usando עכשיו, כל יום e מחר. Vedrai come la stessa forma presente può esprimere un'azione in corso, un'abitudine o un programma futuro.

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