Il congiuntivo in danese
Konjunktiv
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.
In breve
Nel danese moderno il konjunktiv, cioè il congiuntivo, non è un modo verbale produttivo come in italiano. Sopravvive soprattutto in formule cristallizzate come Leve kongen! e Gud bevare Danmark!. Per esprimere normalmente desideri, dubbi e situazioni irreali, il danese usa invece costruzioni con gid, verbi modali o tempi dell'indicativo.
Panoramica
Il congiuntivo è un modo verbale (una forma del verbo che presenta un fatto come desiderato, possibile, temuto o non reale). In italiano è ancora parte della grammatica quotidiana: diciamo spero che venga, credo che sia e se fossi. In danese, invece, l'antico congiuntivo ha quasi del tutto perso questa funzione. Un parlante non deve scegliere sistematicamente tra indicativo e congiuntivo dopo verbi come “credere” o “sperare”.
A livello C1 è importante soprattutto saper riconoscere le forme rimaste, capirne il tono e non scambiarle per infinitivi o imperativi. Si incontrano in brindisi e acclamazioni, formule religiose, espressioni solenni, testi ufficiali e locuzioni fisse. Alcune, come Gud ske lov (“grazie a Dio”), sono comuni anche oggi; altre suonano cerimoniali, letterarie o volutamente ironiche.
Occorre inoltre distinguere la forma congiuntiva vera e propria dalla costruzione con gid. In Gid det var sommer (“Magari fosse estate”), var ha la forma del passato indicativo: è gid a presentare l'intera frase come desiderio. Le due strategie appartengono allo stesso campo di significato, ma non sono la stessa forma grammaticale.
Come funziona
Le forme conservate
Nelle formule ancora vive, il congiuntivo presente coincide di solito, nell'ortografia moderna, con l'infinito senza at (la forma di base del verbo, ma senza la particella at). Non prende la normale -r del presente e non usa la forma breve dell'imperativo.
| Verbo | Infinito | Presente indicativo | Imperativo | Congiuntivo conservato |
|---|---|---|---|---|
| leve (“vivere”) | at leve | lever | lev! | leve |
| bevare (“proteggere, preservare”) | at bevare | bevarer | bevar! | bevare |
| være (“essere”) | at være | er | vær! | være |
| ske (“accadere”) | at ske | sker | ske! | ske |
| tage (“prendere”) | at tage | tager | tag! | tage |
Questa tabella serve soprattutto per analizzare espressioni esistenti. Non rappresenta un modello con cui creare liberamente nuovi congiuntivi: una frase costruita correttamente dal punto di vista storico può comunque risultare artificiosa a un danese di oggi.
Acclamazioni, benedizioni e formule
Lo schema più riconoscibile è:
verbo al congiuntivo + soggetto
In Leve kongen! il verbo viene prima del soggetto kongen (“il re”). La frase non dà un ordine al re; esprime l'augurio che viva a lungo. Lo stesso ordine appare in Gud bevare Danmark!: Gud è il soggetto e Danmark ciò che viene protetto, ma la forma bevare segnala l'augurio solenne.
Altre formule presentano un ordine diverso perché sono ormai locuzioni autonome:
- Fred være med jer — “La pace sia con voi”.
- Så være det — “Così sia”.
- Gud ske lov — letteralmente “sia resa lode a Dio”, usato con il senso di “grazie a Dio”.
- Hermed være sagt ... — “Con ciò sia detto ...”, formula formale che introduce una conclusione o una precisazione.
Il verbo non cambia secondo la persona o il numero nelle poche formule rimaste: Leve kongen!, Leve dronningen! e Leve de nygifte! mantengono tutti leve.
La costruzione con gid
Gid introduce un desiderio, spesso difficile o contrario alla realtà. Per un italofono corrisponde, a seconda del contesto, a “magari”, “se solo” oppure a una frase con “che possa”. Non richiede una speciale desinenza congiuntiva: usa forme verbali che esistono già nel sistema moderno.
| Tipo di desiderio | Schema frequente | Esempio | Valore |
|---|---|---|---|
| Situazione presente irreale | gid + passato | Gid det var sommer. | Magari fosse estate. |
| Rimpianto sul passato | gid + trapassato | Gid jeg havde vidst det. | Se solo l'avessi saputo. |
| Augurio sul presente o futuro | gid + presente | Gid hun snart får det bedre. | Speriamo che si rimetta presto. |
| Augurio solenne | gid + må + infinito | Gid du må få et langt liv. | Che tu possa avere una lunga vita. |
Il trapassato (una forma con havde più participio, cioè la forma verbale usata in havde vidst) colloca il desiderio in un passato ormai non modificabile. Il passato semplice in Gid det var sommer crea invece distanza dalla situazione reale: si sa che non è estate, ma si desidera che lo fosse.
Con avverbi come ikke (“non”), la costruzione mostra normalmente l'ordine tipico di una frase dipendente: Gid jeg ikke havde sagt det! L'avverbio precede il verbo finito havde. È un dettaglio utile perché l'italiano non rende visibile questa differenza nello stesso modo.
Ciò che il danese usa al posto del congiuntivo italiano
La principale difficoltà per un italofono è resistere all'idea che ogni congiuntivo italiano debba avere un congiuntivo danese. Nella maggior parte dei casi il danese adopera l'indicativo:
| Funzione italiana | Danese naturale | Traduzione italiana |
|---|---|---|
| opinione | Jeg tror, at han er hjemme. | Credo che sia a casa. |
| speranza | Jeg håber, at hun kommer. | Spero che venga. |
| dubbio | Jeg tvivler på, at det virker. | Dubito che funzioni. |
| irrealtà presente | Hvis jeg var rig, ville jeg rejse mere. | Se fossi ricco, viaggerei di più. |
| proposta comune | Lad os begynde. | Cominciamo. |
| augurio produttivo | Må du få en god rejse! | Che tu possa fare buon viaggio! |
In Hvis jeg var rig la forma var è morfologicamente il passato di være, anche se il suo significato è ipotetico. In altre parole, il danese moderno può comunicare un valore che in italiano richiede il congiuntivo senza possedere una forma verbale distinta.
Esempi nel contesto
| Danese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Leve kongen! | Viva il re! | Acclamazione tradizionale. |
| Længe leve demokratiet! | Viva a lungo la democrazia! | Længe rafforza l'augurio. |
| Gud bevare Danmark! | Dio protegga la Danimarca! | Formula solenne e patriottica. |
| Gud ske lov, at ingen kom til skade. | Grazie a Dio, nessuno si è fatto male. | Gud ske lov funziona come locuzione fissa. |
| Fred være med jer. | La pace sia con voi. | Formula religiosa. |
| Så være det. | Così sia. | Accettazione solenne o rassegnata. |
| Hermed være sagt, at sagen er afsluttet. | Con ciò sia detto che la questione è chiusa. | Registro formale e scritto. |
| Det være sig børn eller voksne, alle er velkomne. | Che si tratti di bambini o adulti, tutti sono benvenuti. | Det være sig ... introduce alternative. |
| Det koste, hvad det vil. | Costi quel che costi. | Espressione cristallizzata. |
| Gid det var sommer. | Magari fosse estate. | Desiderio contrario alla realtà presente. |
| Gid jeg havde vidst det tidligere! | Se solo l'avessi saputo prima! | Rimpianto per il passato. |
| Gid jeg ikke havde sagt det! | Magari non l'avessi detto! | Ikke precede il verbo finito. |
| Gid hun snart får det bedre. | Speriamo che si rimetta presto. | Augurio ancora possibile. |
| Gid du må få et langt og lykkeligt liv. | Che tu possa avere una vita lunga e felice. | Augurio dal tono elevato. |
Errori comuni
Usare il congiuntivo dopo at come in italiano
- Errato: Jeg håber, at hun komme i morgen.
- Corretto: Jeg håber, at hun kommer i morgen.
- Perché: dopo jeg håber, at ... (“spero che ...”) il danese moderno usa normalmente il presente indicativo kommer. Komme non diventa un congiuntivo produttivo in questa frase.
Aggiungere la desinenza del presente a una formula
- Errato come augurio: Gud bevarer Danmark!
- Corretto: Gud bevare Danmark!
- Perché: bevarer è indicativo e significa “Dio protegge/preserva la Danimarca”, cioè un'affermazione. La formula augurale conserva bevare senza -r.
Confondere congiuntivo e imperativo
- Errato: Lev kongen!
- Corretto: Leve kongen!
- Perché: lev! è un comando rivolto a qualcuno: “vivi!”. Leve kongen! è invece un'acclamazione e significa “viva il re”.
Inserire at davanti alla forma conservata
- Errato: Gud at bevare Danmark!
- Corretto: Gud bevare Danmark!
- Perché: anche quando coincide con l'infinito, il congiuntivo residuo non prende la particella infinitiva at.
Inventare formule nuove sul modello antico
- Poco naturale: Komme bussen snart!
- Naturale: Gid bussen snart kom! oppure Bare bussen snart kom!
- Perché: il danese contemporaneo non forma liberamente desideri mettendo un normale infinito davanti al soggetto. Si usa una costruzione già viva, qui con gid o bare (“se solo”).
Tradurre sempre gid con la stessa formula italiana
- Da interpretare nel contesto: Gid hun kommer.
- Possibili rese: “Speriamo che venga” oppure “Magari venisse”.
- Perché: gid segnala un desiderio, ma il tempo verbale e la situazione indicano quanto esso sia realistico. Una traduzione automatica con “se solo” può risultare troppo drammatica.
Note d'uso
Le formule con leve, være, ske e bevare non hanno tutte la stessa frequenza. Gud ske lov è una locuzione riconoscibile e ancora usata, anche da chi non intende fare una dichiarazione religiosa. Leve ...! resta disponibile in brindisi, celebrazioni, slogan e acclamazioni. Fred være med jer appartiene soprattutto al linguaggio religioso.
Hermed være sagt e det være sig ... compaiono più facilmente nella prosa formale, argomentativa o amministrativa. Nel parlato quotidiano possono suonare volutamente solenni. Proprio per questo vengono talvolta usate con ironia: una formula grandiosa applicata a una faccenda banale crea un contrasto comico.
Anche gid ha un colore particolare. È perfettamente comprensibile, ma spesso più emotivo o letterario di jeg håber, at ... (“spero che ...”). Nel parlato, bare può esprimere lo stesso desiderio: Bare det snart blev fredag! (“Se solo fosse presto venerdì!”). Per un augurio diretto sono comuni anche må: Må det gå dig godt! (“Che ti vada bene!”), e una normale frase con håbe: Jeg håber, du får det bedre (“Spero che tu stia meglio”).
Oltre le basi: usi avanzati
Forma grammaticale e significato non coincidono sempre
È utile separare la morfologia (la forma concreta del verbo) dalla modalità (l'atteggiamento espresso verso il fatto). Bevare in Gud bevare Danmark è una vera forma congiuntiva conservata. Var in Gid det var sommer non lo è dal punto di vista della forma, ma l'intera frase esprime comunque irrealtà e desiderio. Allo stesso modo, ville nelle ipotesi e må negli auguri comunicano valori che l'italiano affida spesso al congiuntivo.
Questa distinzione evita due errori opposti: chiamare “congiuntivo” qualsiasi frase danese non reale oppure, al contrario, pensare che il danese non possa esprimere sfumature ipotetiche perché non possiede un paradigma moderno paragonabile a sia, fosse, venga.
Formule concessive e alternative
Alcuni resti del congiuntivo vivono dentro strutture più lunghe. Det koste, hvad det vil significa che si accetta qualsiasi costo o conseguenza. Det være sig X eller Y presenta due o più possibilità senza preferirne una:
- Reglen gælder alle, det være sig ansatte eller gæster. — “La regola vale per tutti, siano essi dipendenti o ospiti.”
- Vi fortsætter, det koste, hvad det vil. — “Continueremo, costi quel che costi.”
Sono modelli abbastanza stabili da poter accogliere parole nuove, ma rimangono espressioni formulari: non dimostrano che l'intero congiuntivo sia tornato produttivo.
Perché le forme assomigliano all'infinito
Storicamente il danese possedeva un congiuntivo più ampio. Con l'evoluzione della lingua, le opposizioni di modo si sono ridotte e molte forme sono scomparse; alcune sono rimaste perché intere frasi venivano ripetute in contesti rituali o solenni. Per il lettore moderno la forma appare spesso identica all'infinito, ma la sua funzione e la sua sintassi ne rivelano l'origine.
Non è necessario ricostruire il paradigma storico per usare bene il danese contemporaneo. A livello avanzato conta piuttosto riconoscere il carattere formulare, scegliere un'alternativa moderna quando serve e conservare la formula esatta quando la si usa.
Consigli per esercitarsi
- Impara le formule come unità complete. Crea una scheda con Gud ske lov, Så være det, Leve ...! e det være sig ..., annotando anche il registro. Memorizzare soltanto være o leve incoraggia combinazioni poco naturali.
- Trasforma frasi italiane, non singoli verbi. Per “Spero che venga”, scrivi Jeg håber, at hun kommer; per “Se solo fosse estate”, scrivi Gid det var sommer. In questo modo alleni la strategia danese invece di cercare un congiuntivo parola per parola.
- Classifica gli esempi che incontri. Chiediti se hai davanti una forma congiuntiva conservata, una costruzione con gid, un'ipotesi con hvis o un augurio con må. Questa distinzione è più utile che applicare a tutti la stessa etichetta.
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- Prerequisito: Il presente — permette di distinguere forme normali come lever e bevarer dai resti senza -r come leve e bevare.
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