I pronomi oggetto in gallese
Rhagenwau Dibynol
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di gallese su Settemila Lingue.
In breve
Nelle frasi costruite con un nome verbale, il gallese di solito esprime l'oggetto con una forma possessiva prima del verbo e, spesso, un pronome di rinforzo dopo: Mae e'n fy ngweld i, «Lui mi vede». Le forme fy, dy, ei, ein, eich, eu possono provocare mutazioni diverse; per l'oggetto indiretto, invece, si usa normalmente una preposizione, per esempio i mi «a me».
Panoramica
Un pronome oggetto sostituisce la persona o la cosa su cui ricade l'azione: in «Marta mi vede», mi sostituisce «me». In italiano questi piccoli pronomi — mi, ti, lo, la, ci, vi, li, le, gli — si collocano spesso subito prima del verbo coniugato. Il gallese parlato segue una logica diversa nelle frequentissime costruzioni formate da bod «essere» più un nome verbale (la forma del verbo usata dopo particelle come yn, senza una desinenza personale propria).
A livello A2 conviene imparare come un'unica cornice le due parti di espressioni quali fy ... i, dy ... di ed ei ... fe/hi. La prima parte precede il nome verbale e ha la stessa forma di un possessivo; la seconda, detta qui pronome di rinforzo, viene dopo. Non si tratta però di possesso: in fy ngweld i, fy significa funzionalmente «me» come oggetto di gweld «vedere».
Questo argomento riprende direttamente i possessivi gallesi perché usa le stesse forme e le stesse mutazioni iniziali. La mutazione è il cambiamento della consonante iniziale di una parola in un determinato contesto: per esempio gweld diventa ngweld dopo fy e weld dopo dy.
Come funziona
La cornice fondamentale
Una frase al presente può essere scomposta così:
soggetto + forma di bod + yn + forma oggetto + nome verbale + pronome di rinforzo
In pratica:
Mae e + 'n + fy + ngweld + i
«Lui + è + a + me + vedere + me» → «Lui mi vede»
La forma 'n è semplicemente yn abbreviato dopo una vocale. Davanti al pronome oggetto non bisogna aggiungere un secondo yn: Mae e'n fy ngweld i contiene già tutto il necessario.
La stessa cornice funziona con soggetti e tempi diversi:
- Dw i'n dy weld di. — Ti vedo.
- Roedd hi'n ein helpu ni. — Ci aiutava / ci stava aiutando.
- Byddan nhw'n eich ffonio chi. — Vi telefoneranno.
Con il passato colloquiale formato con gwneud «fare», non compare yn davanti al nome verbale:
- Wnaethon nhw ein gwahodd ni. — Ci hanno invitati.
- Wnaeth hi dy weld di? — Ti ha visto?
Le forme e le mutazioni
La tabella seguente presenta il modello completo. «Dolce», «nasale» e «aspirata» indicano tre serie diverse di cambiamenti della consonante iniziale.
| Persona oggetto | Forma prima del nome verbale | Effetto abituale | Pronome di rinforzo |
|---|---|---|---|
| me | fy | mutazione nasale | i |
| te, informale singolare | dy | mutazione dolce | di |
| lui | ei | mutazione dolce | e / fe; al Nord anche o / fo |
| lei | ei | mutazione aspirata | hi |
| noi | ein | nessuna mutazione consonantica | ni |
| voi; Lei di cortesia | eich | nessuna mutazione | chi |
| loro | eu | nessuna mutazione consonantica | nhw |
Le mutazioni non sono un'aggiunta facoltativa alla forma: aiutano a riconoscere la persona dell'oggetto. Con caru «amare», la consonante c rende visibili quasi tutti i contrasti principali:
| Modello | Forma gallese | Significato |
|---|---|---|
| fy + caru | fy ngharu i | amarmi |
| dy + caru | dy garu di | amarti |
| ei + caru, maschile | ei garu e | amarlo |
| ei + caru, femminile | ei charu hi | amarla |
| ein + caru | ein caru ni | amarci |
| eich + caru | eich caru chi | amarvi / amarLa |
| eu + caru | eu caru nhw | amarli / amarle |
Non tutte le consonanti mostrano tutte e tre le mutazioni. Per esempio gweld «vedere» dà fy ngweld i e dy weld di, ma la mutazione aspirata non modifica g: «vederla» è dunque ei gweld hi. In questo caso è soprattutto il pronome finale hi a chiarire che ei si riferisce a una donna.
Dy ed eich: confidenza, plurale e cortesia
Per una sola persona con cui si usa un tono familiare, il modello è dy ... di:
- Dw i'n dy glywed di. — Ti sento.
Eich ... chi serve invece per più persone e anche per rivolgersi con rispetto a una sola persona:
- Dw i'n eich gweld chi. — Vi vedo / La vedo.
Il contesto chiarisce se chi è plurale oppure singolare di cortesia. È importante non mescolare le due cornici: dy ... di e eich ... chi sono coppie coerenti.
Oggetto diretto e oggetto indiretto
L'oggetto diretto è la persona o la cosa coinvolta dall'azione senza una preposizione: «vedo lui», «invitiamo loro». È questo il caso tipico della costruzione possessivo + nome verbale:
- Dw i'n ei weld e. — Lo vedo.
- Dyn ni'n eu gwahodd nhw. — Li invitiamo.
L'oggetto indiretto indica spesso il destinatario, cioè «a chi» si dà, si dice o si manda qualcosa. Qui il gallese usa normalmente una preposizione, soprattutto le forme di i «a, per»:
| Persona | Forma con i | Equivalente italiano |
|---|---|---|
| me | i mi | a me / mi |
| te | i ti | a te / ti |
| lui | iddo fe / iddo fo | a lui / gli |
| lei | iddi hi | a lei / le |
| noi | i ni | a noi / ci |
| voi; Lei di cortesia | i chi | a voi / a Lei / vi / Le |
| loro | iddyn nhw | a loro / gli |
Perciò l'italiano mi non corrisponde sempre a fy ... i. Confronta:
- Mae hi'n fy helpu i — Mi aiuta: me è l'oggetto diretto.
- Mae hi'n rhoi llyfr i mi — Mi dà un libro: a me è il destinatario.
Anche altre preposizioni hanno forme personali proprie. Si imparano insieme al verbo che le richiede, invece di sostituirle automaticamente con il modello fy ... i.
Esempi nel contesto
Oggetti diretti
| Gallese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Mae e'n fy ngweld i. | Lui mi vede. | fy provoca la mutazione nasale: gweld → ngweld. |
| Wyt ti'n fy nghlywed i? | Mi senti? | clywed → nghlywed dopo fy. |
| Dw i'n dy garu di. | Ti amo. | caru → garu per mutazione dolce. |
| Wnaeth hi dy weld di? | Ti ha visto? | Passato colloquiale con gwneud. |
| Mae hi'n ei helpu fe. | Lei lo aiuta. | ei ... fe identifica un oggetto maschile. |
| Mae e'n ei charu hi. | Lui la ama. | c → ch per la mutazione aspirata del femminile. |
| Mae hi'n ei ffonio hi bob nos. | Lei la chiama ogni sera. | Con ffonio la mutazione non è visibile; hi chiarisce il riferimento. |
| Wnaethon nhw ein gwahodd ni. | Ci hanno invitati. | ein ... ni indica la prima persona plurale. |
| Byddwn ni'n eich ffonio chi yfory. | Vi telefoneremo domani. | eich ... chi è plurale o cortese. |
| Dydw i ddim yn eu nabod nhw. | Non li conosco. | eu ... nhw indica «loro» come oggetto. |
| Mae'r plant yn ein gweld ni. | I bambini ci vedono. | Il soggetto è y plant; l'oggetto è «noi». |
| Dyn ni'n eich cofio chi. | Ci ricordiamo di voi. | In gallese cofio prende direttamente l'oggetto. |
Destinatari e altri oggetti indiretti
| Gallese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Mae hi'n rhoi coffi i mi. | Mi dà del caffè. | i mi indica il destinatario. |
| Wnaeth e roi'r llyfr i ti? | Ti ha dato il libro? | Dopo wnaeth, rhoi compare qui come roi. |
| Mae'r athro'n esbonio'r rheol i ni. | L'insegnante ci spiega la regola. | Letteralmente «spiega la regola a noi». |
| Bydd hi'n rhoi gwybod iddyn nhw. | Li informerà. | rhoi gwybod i significa «far sapere a». |
Errori comuni
1. Dimenticare la mutazione dopo fy
- Da evitare: Mae e'n fy gweld i.
- Forma consigliata: Mae e'n fy ngweld i.
- Perché: fy richiede la mutazione nasale. Con g, la forma risultante è ng; con c, come in clywed, si ottiene ngh.
2. Usare la mutazione maschile per un oggetto femminile
- Da evitare: Mae e'n ei garu hi.
- Corretto: Mae e'n ei charu hi.
- Perché: ei «lei» provoca la mutazione aspirata; c diventa ch. Ei garu e significa invece «amarlo», con mutazione dolce.
3. Mescolare dy e chi
- Da evitare: Dw i'n dy weld chi.
- Corretto, informale singolare: Dw i'n dy weld di.
- Corretto, plurale o cortese: Dw i'n eich gweld chi.
- Perché: la parte iniziale e quella finale appartengono alla stessa coppia.
4. Trattare ogni mi italiano come un oggetto diretto
- Da evitare: Mae hi'n fy rhoi llyfr i. per «Mi dà un libro».
- Corretto: Mae hi'n rhoi llyfr i mi.
- Perché: chi riceve il libro è il destinatario, quindi serve la preposizione i. La grammatica italiana nasconde spesso questa differenza usando un pronome breve prima del verbo.
5. Ripetere yn
- Da evitare: Mae e'n yn fy ngweld i.
- Corretto: Mae e'n fy ngweld i.
- Perché: l'apostrofo in 'n segnala già la forma ridotta di yn. Dopo wnaeth, invece, non si usa né yn né 'n: Wnaeth e fy ngweld i?
6. Pensare che ei basti sempre a distinguere «lui» e «lei»
- Poco chiaro: Mae hi'n ei ffonio.
- Più esplicito: Mae hi'n ei ffonio fe / Mae hi'n ei ffonio hi.
- Perché: le due forme si scrivono entrambe ei e, con alcuni verbi, la mutazione non produce alcun contrasto visibile. Il pronome finale elimina l'ambiguità.
Note d'uso
La costruzione completa fy ... i, dy ... di, ecc. è un ottimo modello da imparare: rende chiaro il riferimento e collega correttamente il pronome alla mutazione. Il pronome finale è particolarmente utile nel parlato, per enfasi o quando ei sarebbe ambiguo.
Nel gallese contemporaneo informale si sentono anche costruzioni più semplici con il solo pronome indipendente dopo il nome verbale, per esempio Mae hi'n gweld fi «Lei vede me». Sono comuni nel parlato, ma non vanno confuse con una forma completa mal costruita come fy gweld i. Per lo studio iniziale e per una produzione sorvegliata, conviene padroneggiare prima Mae hi'n fy ngweld i; in seguito sarà più facile riconoscere le alternative colloquiali.
All'estremo opposto, in uno stile scritto più formale il pronome finale può essere omesso quando il riferimento è già chiaro: Mae'n fy ngweld «Mi vede». La scelta tra forma completa, forma senza rinforzo e forma colloquiale dipende quindi dal registro e dall'enfasi, non da una diversa persona grammaticale.
Le varianti e/fe sono diffuse soprattutto nel Sud, mentre o/fo sono tipiche del Nord. La struttura non cambia: ei weld e, ei weld fe, ei weld o ed ei weld fo possono tutte rappresentare «vederlo», secondo area e abitudine del parlante. Per «lei» si usa hi.
Oltre le basi: usi avanzati
Questi dettagli non sono indispensabili per iniziare, ma completano il quadro e ricorrono nei testi autentici.
Parole che iniziano per vocale
Davanti a una vocale, ei femminile, ein ed eu possono aggiungere h. Questo fenomeno si chiama spesso protesi di h:
- ei hanfon hi — mandarla
- ein hanfon ni — mandarci
- eu hanfon nhw — mandarli / mandarle
Il maschile non aggiunge la h: ei anfon e «mandarlo». In casi come questo la consonante iniziale rende visibile una distinzione che con molti altri verbi dipende soprattutto dal pronome finale.
Verbi finiti e nomi verbali
La cornice con la forma possessiva è legata soprattutto al nome verbale nelle costruzioni perifrastiche, cioè costruite con più parole: Mae hi'n fy ngweld i. Quando il verbo è una forma finita del passato, l'oggetto può invece comparire come pronome indipendente: Gwelodd hi fi «Lei mi vide / mi ha visto». Non è una contraddizione: è la struttura del verbo a determinare il modello disponibile.
Preposizioni personali
Per molti equivalenti italiani di mi, ti, gli, le, ci bisogna conoscere la preposizione richiesta dal verbo gallese. Oltre a i mi, iddo fe, iddi hi, si incontrano forme come arna i «su di me» e wrthi hi «a lei, verso di lei». È più efficace memorizzare l'unità completa — per esempio un verbo insieme alla sua preposizione — che cercare di applicare lo stesso pronome oggetto a ogni frase.
Enfasi e contrasto
Il pronome finale può ricevere un accento contrastivo:
- Mae hi'n fy helpu i, nid fe. — Aiuta me, non lui.
Qui la ripetizione apparente ha una funzione comunicativa precisa. In italiano l'enfasi richiede spesso la forma forte «me»; il gallese dispone già del pronome finale su cui far cadere il contrasto.
Consigli per esercitarsi
- Impara coppie, non parole isolate. Ripeti fy ... i, dy ... di, ei ... fe, ei ... hi, ein ... ni, eich ... chi, eu ... nhw. Poi inserisci a turno gweld, caru, helpu e gwahodd.
- Allena le mutazioni con tre consonanti. Usa soprattutto parole in c, p o t, perché mostrano bene la differenza tra mutazione dolce e aspirata: ei garu e ma ei charu hi. Aggiungi gweld per praticare fy ngweld i e dy weld di.
- Decidi prima la funzione italiana. In frasi come «Mi vede» e «Mi dà un libro», chiediti se «me» subisce direttamente l'azione oppure riceve qualcosa. Costruisci poi rispettivamente fy ... i oppure i mi.
Concetti correlati
- Prerequisito: Il possesso in gallese — introduce fy, dy, ei, ein, eich, eu e le mutazioni che ricompaiono con i pronomi oggetto.