Descrivere persone e aspetto fisico in gallese
Disgrifio Pobl ac Ymddangosiad
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di gallese su Settemila Lingue.
In breve
Per dire com’è una persona, il gallese usa una forma di bod («essere») seguita da yn e da un aggettivo: Mae e’n dal, «È alto». Per descrivere ciò che una persona ha, soprattutto capelli e occhi, è comune lo schema Mae + nome + gan coniugato: Mae gwallt golau ganddi, «Ha i capelli chiari». L’aggettivo viene normalmente dopo il nome: llygaid glas, «occhi azzurri».
Panoramica
Descrivere una persona richiede in gallese tre risorse semplici ma diverse: gli aggettivi per statura e corporatura, i gruppi formati da nome e aggettivo per capelli e occhi, e verbi come gwisgo, «indossare, portare». A livello A2 questi modelli permettono di riconoscere qualcuno, parlare di familiari e amici o fornire una descrizione essenziale senza costruire frasi complesse.
Per chi parla italiano, la differenza più evidente è che il gallese non esprime normalmente «avere» con un unico verbo equivalente. Usa invece una costruzione che, parola per parola, presenta una cosa come esistente «presso» una persona: Mae barf ganddo, «Ha la barba». Inoltre, quando un aggettivo descrive il soggetto dopo «essere», compare la particella yn: non basta mettere l’aggettivo accanto al nome.
In questa lezione un aggettivo predicativo significa semplicemente un aggettivo che dice com’è il soggetto della frase, come «alto» in «Lui è alto». Un gruppo nominale è invece un nome accompagnato dalle parole che lo descrivono, come «capelli scuri». La distinzione è utile perché nei due casi le mutazioni gallesi non dipendono dallo stesso elemento.
Come funziona
1. Dire com’è una persona: mae… yn + aggettivo
Il modello di base è:
forma di bod + soggetto + yn + aggettivo
| Struttura | Esempio | Significato |
|---|---|---|
| Mae e’n + aggettivo | Mae e’n dal. | Lui è alto. |
| Mae hi’n + aggettivo | Mae hi’n fyr. | Lei è bassa. |
| Dw i’n + aggettivo | Dw i’n denau. | Sono magro/a. |
| Maen nhw’n + aggettivo | Maen nhw’n ifanc. | Sono giovani. |
Dopo una parola che termina per vocale, yn si contrae spesso in ’n: e’n, hi’n, i’n, nhw’n. Questa particella collega l’aggettivo al soggetto e provoca normalmente la mutazione dolce, cioè un cambiamento della consonante iniziale. Le forme più utili per questo argomento sono:
| Forma del dizionario | Dopo yn | Significato |
|---|---|---|
| tal | yn dal | alto/a |
| byr | yn fyr | basso/a; corto/a |
| tenau | yn denau | magro/a, sottile |
| pert | yn bert | grazioso/a, carino/a |
| golygus | yn olygus | di bell’aspetto |
| cryf | yn gryf | forte, robusto/a |
| ifanc | yn ifanc | giovane |
Non occorre cambiare la desinenza secondo il genere, come in italiano: Mae e’n dal e Mae hi’n dal usano la stessa forma. La d- di dal non indica il femminile; deriva da yn, quindi compare con qualsiasi soggetto.
Per unire due qualità si usa ac davanti a vocale e spesso anche davanti a una parola che comincia con consonante, oppure a secondo il contesto. Nelle descrizioni è chiaro e naturale ripetere yn:
- Mae e’n dal ac yn denau. — È alto e magro.
- Mae hi’n fyr ac yn gryf. — È bassa e robusta.
Il secondo yn mostra che anche il secondo aggettivo appartiene al predicato. Per iniziare, conviene imitare questo modello completo.
2. Descrivere capelli e occhi: nome + aggettivo
Quando si descrive una parte del corpo, l’ordine normale è:
nome + aggettivo
| Gallese | Italiano |
|---|---|
| gwallt hir | capelli lunghi |
| gwallt byr | capelli corti |
| gwallt tywyll | capelli scuri |
| gwallt golau | capelli chiari |
| gwallt coch | capelli rossi |
| gwallt cyrliog | capelli ricci |
| gwallt syth | capelli lisci |
| llygaid glas | occhi azzurri |
| llygaid brown | occhi marroni |
| llygaid gwyrdd | occhi verdi |
Gwallt è grammaticalmente singolare in gallese, anche se in italiano si traduce normalmente con il plurale «capelli». Per questo non bisogna cercare una forma plurale soltanto perché l’italiano dice «i capelli». Llygaid, invece, è il plurale di llygad, «occhio».
In un gruppo nominale l’aggettivo non viene mutato automaticamente da yn, perché qui yn non c’è. Si dice dunque gwallt tal soltanto se il significato fosse appropriato, ma gwallt byr e non gwallt fyr. Un nome femminile singolare può però provocare la propria mutazione dolce sull’aggettivo che segue: merch dal, «una ragazza alta», da tal. Al plurale si usa normalmente la forma di base: merched tal, «ragazze alte».
La distinzione da ricordare è quindi questa:
| Tipo | Esempio | Che cosa provoca la mutazione? |
|---|---|---|
| nome + aggettivo | dyn tal | nessuna mutazione dopo il nome maschile |
| nome femminile singolare + aggettivo | merch dal | il nome femminile singolare |
| soggetto + yn + aggettivo | Mae’r dyn yn dal | la particella predicativa yn |
3. Dire che qualcuno «ha» una caratteristica
Per capelli, occhi, barba e altre caratteristiche possedute, uno schema molto comune è:
Mae + cosa posseduta + forma di gan riferita alla persona
Gan è una preposizione, cioè una parola di relazione simile a «con» o «presso», ma qui cambia forma secondo la persona. Questo fenomeno è chiamato preposizione coniugata: invece di aggiungere semplicemente un pronome, la preposizione assume una forma diversa.
| Persona | Forma utile | Esempio |
|---|---|---|
| io | gen i | Mae gwallt hir gen i. — Ho i capelli lunghi. |
| tu, informale | gen ti | Mae llygaid glas gen ti. — Hai gli occhi azzurri. |
| lui | ganddo fe / fo | Mae barf ganddo fe. — Ha la barba. |
| lei | ganddi hi | Mae gwallt golau ganddi hi. — Ha i capelli chiari. |
| noi | gennym ni | Mae llygaid brown gennym ni. — Abbiamo gli occhi marroni. |
| voi, anche cortese | gennych chi | Mae gwallt cyrliog gennych chi. — Avete i capelli ricci. |
| loro | ganddyn nhw | Mae llygaid gwyrdd ganddyn nhw. — Hanno gli occhi verdi. |
Con la terza persona, il pronome finale può essere omesso quando il riferimento è già chiaro: Mae gwallt golau ganddi. Le forme fe e fo riflettono anche preferenze regionali; entrambe si incontrano.
Nel parlato è molto diffusa anche la costruzione con gyda, letteralmente «con»:
- Mae llygaid glas gyda hi. — Ha gli occhi azzurri.
- Mae barf gyda fe. — Ha la barba.
Per lo studio attivo è meglio scegliere inizialmente un modello coerente, per esempio ganddo/ganddi, e imparare a riconoscere anche gyda fe/fo/hi. Non si deve tradurre l’italiano «lui ha» parola per parola inventando un verbo: il possessore arriva normalmente dopo la cosa posseduta in queste frasi.
4. Dire che cosa una persona porta o indossa
Gwisgo significa «indossare» e, con accessori abituali, anche «portare». La costruzione segue il normale schema verbale del presente:
forma di bod + soggetto + yn gwisgo + oggetto
- Mae e’n gwisgo sbectol. — Porta gli occhiali.
- Mae hi’n gwisgo het ddu. — Indossa un cappello nero.
- Dw i’n gwisgo cot las. — Indosso un cappotto blu.
Il presente gallese può riferirsi sia a ciò che accade ora sia a un’abitudine, secondo il contesto. Mae e’n gwisgo sbectol può quindi significare che porta abitualmente gli occhiali; per i vestiti, il contesto chiarisce spesso che cosa indossa in quel momento.
Esempi nel contesto
| Gallese | Traduzione | Nota |
|---|---|---|
| Mae e’n dal ac yn denau. | È alto e magro. | yn viene ripetuto davanti al secondo aggettivo. |
| Mae hi’n fyr ac yn gryf. | È bassa e robusta. | byr → fyr e cryf → gryf dopo yn. |
| Mae’r dyn yn olygus. | L’uomo è di bell’aspetto. | golygus perde la g- per mutazione dolce. |
| Mae’r ferch yn ifanc. | La ragazza è giovane. | ifanc non mostra una mutazione iniziale. |
| Mae gwallt golau ganddi. | Ha i capelli chiari. | Il possessore femminile è espresso da ganddi. |
| Mae gwallt byr ganddo fo. | Ha i capelli corti. | ganddo fo si riferisce a un uomo o ragazzo. |
| Mae llygaid glas gyda hi. | Ha gli occhi azzurri. | Variante parlata con gyda hi. |
| Mae llygaid brown gen i. | Ho gli occhi marroni. | gen i corrisponde qui a «ho». |
| Mae barf ganddo fe, ond does dim mwstas ganddo fe. | Ha la barba, ma non ha i baffi. | Contrasto tra possesso affermativo e negativo. |
| Mae hi’n gwisgo sbectol. | Porta gli occhiali. | gwisgo si usa anche per gli occhiali. |
| Mae e’n gwisgo crys gwyn a throwsus du. | Indossa una camicia bianca e pantaloni neri. | Gli aggettivi di colore seguono i nomi. |
| Mae gan y ferch wallt hir, cyrliog. | La ragazza ha i capelli lunghi e ricci. | Variante con il possessore introdotto prima della caratteristica. |
| Y dyn tal sy’n gwisgo’r het yw Rhys. | L’uomo alto che porta il cappello è Rhys. | Descrizione usata per identificare una persona. |
Errori comuni
Omettere yn davanti all’aggettivo predicativo
- Sbagliato: Mae e tal.
- Corretto: Mae e’n dal.
- Perché: con bod, l’aggettivo che descrive il soggetto richiede yn. La particella si contrae in ’n e provoca la mutazione tal → dal.
Accordare l’aggettivo come in italiano
- Sbagliato: cercare forme diverse di tal per «alto» e «alta».
- Corretto: Mae e’n dal e Mae hi’n dal.
- Perché: il gallese non aggiunge normalmente una desinenza maschile o femminile all’aggettivo predicativo. La forma mutata dipende da yn, non dal sesso o dal genere del soggetto.
Usare la forma mutata dentro ogni gruppo nominale
- Sbagliato: gwallt fyr
- Corretto: gwallt byr
- Perché: in «capelli corti» non c’è il predicativo yn. L’aggettivo segue il nome nella sua forma richiesta dal gruppo nominale; gwallt non provoca qui byr → fyr.
Copiare l’ordine italiano con «avere»
- Sbagliato: costruire la frase come se esistesse un verbo semplice equivalente a «ha» seguito dal complemento.
- Corretto: Mae gwallt coch ganddi hi.
- Perché: la costruzione di possesso presenta prima la caratteristica e poi il possessore mediante gan coniugato.
Confondere ganddo e ganddi
- Sbagliato: Mae barf ganddi fe.
- Corretto: Mae barf ganddo fe.
- Perché: ganddo rimanda a «lui», mentre ganddi rimanda a «lei». Anche il pronome rafforzativo deve corrispondere: ganddo fe/fo, ganddi hi.
Mettere l’aggettivo prima del nome
- Sbagliato: glas llygaid
- Corretto: llygaid glas
- Perché: l’ordine neutro gallese è nome + aggettivo. È l’opposto di combinazioni italiane frequenti come «begli occhi», ma coincide con «occhi azzurri».
Note d’uso
Il gallese parlato presenta differenze regionali ben visibili nelle forme pronominali e nel modo di esprimere il possesso. Fo è particolarmente associato al nord, mentre fe è comune nel sud; nella conversazione si sentono costruzioni con gyda accanto a quelle con gan. Non è necessario mescolarle subito: è più utile produrre con sicurezza ganddo/ganddi e riconoscere le alternative quando si ascolta.
Le descrizioni fisiche possono risultare più o meno neutrali a seconda del contesto, proprio come in italiano. Parole relative a corporatura, età o attrattiva vanno usate con tatto. Per identificare una persona in modo pratico, spesso è più naturale citare un elemento visibile e temporaneo: Mae hi’n gwisgo cot las, «Indossa un cappotto blu», invece di formulare un giudizio sul corpo.
Byr copre sia «basso» riferito alla statura sia «corto» riferito a cose come i capelli. La struttura elimina l’ambiguità: Mae e’n fyr descrive una persona bassa; gwallt byr indica capelli corti. Analogamente, gwisgo può descrivere un accessorio abituale o un indumento portato in quel momento.
Oltre le basi: uso avanzato
Le costruzioni seguenti non sono indispensabili per una prima descrizione A2, ma compaiono spesso in conversazioni e testi. È sufficiente iniziare a riconoscerle.
Cambiare l’ordine nel possesso
Oltre a Mae gwallt hir ganddi hi, si incontra frequentemente un ordine in cui la forma di gan precede la cosa posseduta, come Mae gan y ferch wallt hir, «La ragazza ha i capelli lunghi». In questa struttura possono comparire mutazioni legate alla costruzione, per esempio gwallt → wallt. Per evitare di applicarle a intuito, conviene memorizzare frasi intere e mantenere come modello produttivo iniziale Mae gwallt hir ganddi hi.
Identificare una persona con una proposizione relativa
Una proposizione relativa è una parte di frase che precisa di quale persona si parla, come «che porta il cappello». In gallese è molto utile sy’n:
- y ddynes sy’n gwisgo sbectol — la donna che porta gli occhiali
- y bachgen sy’n sefyll wrth y drws — il ragazzo che è in piedi vicino alla porta
Questo permette di combinare aspetto, abbigliamento e posizione senza accumulare troppi aggettivi. La frase completa Y ddynes sy’n gwisgo sbectol yw’r athrawes significa «La donna che porta gli occhiali è l’insegnante».
Fare confronti
Più avanti gli stessi aggettivi entrano nelle comparazioni. Mae hi mor dal â fi significa «È alta quanto me»; talach na esprime «più alto di» e y talaf «il più alto». Queste forme non vanno ricavate tutte con una sola regola, perché alcuni aggettivi hanno comparativi irregolari. Per ora è sufficiente consolidare la forma di base e quella che compare dopo yn.
Consigli per esercitarsi
- Costruisci descrizioni a tre strati. Scegli una persona immaginaria e scrivi una frase sulla statura, una su capelli o occhi e una sull’abbigliamento: Mae hi’n dal. Mae gwallt byr ganddi. Mae hi’n gwisgo sbectol.
- Impara insieme forma di base e forma mutata. Ripeti coppie come tal — yn dal, byr — yn fyr, tenau — yn denau. Poi separale dai gruppi nominali gwallt byr e dyn tal.
- Alterna i possessori. Mantieni Mae llygaid glas… e completa a turno con gen i, gen ti, ganddo fe, ganddi hi, gennym ni, gennych chi, ganddyn nhw. L’esercizio fa apprendere la costruzione senza passare ogni volta dall’italiano.
Concetti correlati
- Prerequisito: Aggettivi di base — introduce posizione dell’aggettivo, uso predicativo con yn e mutazione dolce.
- Utile per i dettagli dell’aspetto: Colori — amplia il lessico per occhi, capelli e abbigliamento.
- Passo successivo: Comparazioni — permette di usare forme come mor dal â, talach na e y talaf.