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Il verbo dare in italiano

Il Verbo Dare

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.

In breve

Al presente, dare si coniuga do, dai, dà, diamo, date, danno. Significa anzitutto trasferire qualcosa a qualcuno, ma compare anche in molte espressioni quotidiane, come dare una mano, dare un esame e dare del Lei. Attenzione soprattutto a , verbo con l'accento, distinto dalla preposizione da.

Panoramica

Dare è uno dei verbi più frequenti dell'italiano. Il suo significato di base è semplice: una persona fa passare qualcosa a un'altra persona, come in Ti do il libro. Tuttavia, ciò che viene dato non deve essere per forza un oggetto: si possono dare un consiglio, una risposta, un bacio, il permesso o fastidio. Per questo il verbo ricorre fin dalle prime conversazioni.

Si studia già al livello A1. Finisce in -are, ma al presente non segue completamente il modello regolare di parlare: non si dice dao o dano, bensì do e danno. Le forme diamo e date, invece, coincidono con le normali terminazioni della prima coniugazione.

Con dare è utile capire anche la funzione dei pronomi mi, ti, gli, le, ci, vi. Questi pronomi indicano la persona che riceve qualcosa, cioè il complemento indiretto (la persona introdotta, nella forma estesa, dalla preposizione a): Do il libro a Sara può diventare Le do il libro.

Come funziona

Il presente indicativo

L'indicativo presente è la forma usata per fatti, abitudini e azioni che avvengono ora.

Persona Forma Esempio
io do Do una risposta subito.
tu dai Dai il pane a Luca.
lui, lei, Lei Lei dà buoni consigli.
noi diamo Diamo una mano a Marta.
voi date Date sempre il buon esempio.
loro danno Danno una festa sabato.

In italiano il pronome soggetto (io, tu, lei e così via) si omette spesso, perché la forma verbale indica già la persona: Do il libro a Paolo è normalmente sufficiente. Il pronome compare soprattutto per creare un contrasto: Io do il pane, tu prepari la tavola.

Tre forme meritano particolare attenzione:

  • do non vuole l'accento;
  • porta l'accento per distinguersi da da: Marta dà il libro da leggere a Paolo;
  • danno ha due n. Senza raddoppiamento, dano non è una forma del presente di dare.

La struttura di base: dare qualcosa a qualcuno

Nella frase Anna dà una chiave a Luca troviamo tre elementi:

  1. Anna è il soggetto, cioè chi compie l'azione;
  2. una chiave è il complemento oggetto diretto, cioè la cosa coinvolta direttamente nell'azione;
  3. a Luca è il complemento indiretto, cioè la persona che riceve la chiave.

Lo schema più comune è quindi:

qualcuno + dare + qualcosa + a qualcuno

La cosa data può essere concreta (un libro) oppure astratta (un consiglio, una risposta, il permesso). Se dal contesto è già chiaro che cosa si dà, la si può riprendere con un pronome: Vuoi questa bottiglia? Te la do subito. Nelle prime frasi è comunque più semplice mantenere il nome: Ti do la bottiglia.

La persona che riceve: nome o pronome

Al posto di a + persona si usa spesso un pronome indiretto. Il pronome viene normalmente prima del verbo coniugato.

Forma estesa Pronome Esempio
a me mi Mi dai il sale?
a te ti Ti do il mio numero.
a lui gli Gli diamo una possibilità.
a lei le Le do la notizia.
a noi ci Ci danno due biglietti.
a voi vi Vi do un consiglio.
a loro gli Gli danno le chiavi.

Nell'uso formale, Le significa “a Lei” e spesso si scrive con la maiuscola: Le do subito una risposta, signora. La maiuscola di cortesia è comune ma non obbligatoria in ogni testo contemporaneo; la concordanza del verbo resta alla terza persona singolare: Lei dà, non Lei dai.

Non si usa insieme il nome completo e il pronome se non c'è una particolare ragione di enfasi o ripresa. Per una frase neutra, scegli Do il libro a Giulia oppure Le do il libro.

Espressioni quotidiane con dare

Molte combinazioni con dare hanno un significato unitario. Conviene impararle come espressioni complete.

Espressione Significato Esempio
dare una mano aiutare Mi dai una mano con le valigie?
dare un consiglio consigliare Ti do un consiglio: parti presto.
dare fastidio disturbare, infastidire La musica dà fastidio ai vicini.
dare un esame sostenere un esame Dà un esame domani.
dare una risposta rispondere Vi do una risposta lunedì.
dare il permesso permettere I genitori gli danno il permesso.
dare del tu rivolgersi a qualcuno usando tu Possiamo darci del tu?
dare del Lei rivolgersi a qualcuno usando Lei Al direttore diamo del Lei.

Dare un esame significa presentarsi per sostenerlo, non necessariamente superarlo. Una persona può dire Ho dato l'esame, ma non so ancora se l'ho passato.

Esempi nel contesto

Frase Significato o parafrasi Nota
Ti do il libro dopo cena. Ti consegno il libro dopo cena. ti indica chi riceve.
Mi dai una mano con questa scatola? Mi aiuti con questa scatola? Richiesta informale molto comune.
Dà un esame domani mattina. Sostiene un esame domani mattina. Il soggetto è sottinteso: lui o lei.
Le diamo del Lei. Ci rivolgiamo a lei in modo formale. Le indica la persona a cui ci rivolgiamo.
Do le chiavi a Francesca. Consegno le chiavi a Francesca. La persona è espressa con a + nome.
Le do le chiavi appena arriva. Do le chiavi a lei appena arriva. le sostituisce a lei.
I vicini danno una festa sabato. I vicini organizzano una festa sabato. Espressione comune con un evento.
Questo rumore mi dà fastidio. Questo rumore mi disturba. ha l'accento.
Ci date ancora cinque minuti? Concedete a noi altri cinque minuti? ci significa qui a noi.
Il medico gli dà un consiglio semplice. Il medico consiglia qualcosa a lui. gli significa a lui.
Vi do una risposta entro domani. Vi comunico la mia decisione entro domani. Uso frequente in contesti di lavoro.
Possiamo darci del tu? Possiamo usare tu tra noi? Il pronome reciproco ci vale “l'uno all'altro”.
Anna dà da mangiare al gatto. Anna offre il cibo al gatto. Dare da mangiare significa nutrire o offrire cibo.
Non ti do il mio numero. Non comunico a te il mio numero. La negazione non precede il pronome e il verbo.

Errori comuni

1. Trattare dare come un verbo completamente regolare

  • Forma errata: Io dao una mano a Luca.
  • Forma corretta: Io do una mano a Luca.
  • Perché: il presente è irregolare. Le sei forme vanno memorizzate come serie: do, dai, dà, diamo, date, danno.

2. Dimenticare l'accento in dà

  • Forma errata: Marco da il libro a Giulia.
  • Forma corretta: Marco dà il libro a Giulia.
  • Perché: è la terza persona singolare del verbo; da senza accento è una preposizione, come in Vengo da Roma.

3. Mettere l'accento anche su do

  • Forma errata: Ti dò una risposta domani.
  • Forma corretta: Ti do una risposta domani.
  • Perché: nella grafia italiana contemporanea, do si scrive normalmente senza accento. Non c'è una parola di uso comune con cui sia necessario distinguerlo.

4. Usare la forma sbagliata con Lei di cortesia

  • Forma errata: Signora, Lei mi dai un consiglio?
  • Forma corretta: Signora, Lei mi dà un consiglio?
  • Perché: Lei di cortesia richiede la terza persona singolare, anche quando indica la persona con cui si parla.

5. Ripetere senza necessità il destinatario

  • Forma poco naturale in una frase neutra: Gli do a Paolo il libro.
  • Forma corretta: Do il libro a Paolo. / Gli do il libro.
  • Perché: gli e a Paolo indicano la stessa funzione. La ripresa può comparire nel parlato per enfasi, ma all'inizio è meglio scegliere una sola forma.

6. Confondere dare un esame con superarlo

  • Interpretazione errata: Ho dato l'esame significa sempre che l'ho superato.
  • Interpretazione corretta: Ho dato l'esame significa che l'ho sostenuto.
  • Perché: per comunicare il risultato bisogna aggiungere L'ho passato/superato oppure Non l'ho passato.

Note d'uso

Nelle richieste informali, Mi dai...? è normalissimo: Mi dai il sale? Con una persona a cui si dà del Lei, si usa invece la terza persona: Mi dà il sale, per favore? Per rendere la richiesta più gentile si possono usare anche forme che si studiano più avanti, come Mi può dare il sale? o Mi darebbe il sale?

Dare una mano appartiene al linguaggio quotidiano e significa semplicemente “aiutare”. Dare del tu e dare del Lei, invece, descrivono il modo in cui ci si rivolge a qualcuno. La domanda Possiamo darci del tu? propone di passare a un rapporto meno formale; è una formula utile quando non è chiaro quale trattamento scegliere.

Con parole come consiglio, risposta, permesso, notizia e informazione, dare è corretto e naturale. A volte esiste anche un verbo più preciso: dare una risposta corrisponde a rispondere, dare un consiglio a consigliare. La scelta dipende dal ritmo della frase e da ciò che si vuole mettere in evidenza.

Oltre le basi: usi avanzati

Questa parte non è indispensabile al livello A1, ma permette di riconoscere forme molto frequenti che si incontreranno presto.

Il participio passato di dare è dato. Nei tempi composti si usa l'ausiliare avere: ho dato, hai dato, ha dato, abbiamo dato, avete dato, hanno dato. Il participio passato è la forma usata insieme all'ausiliare per costruire, per esempio, il passato prossimo: Ieri ho dato il libro a Sara.

Il futuro conserva la radice dar-: darò, darai, darà, daremo, darete, daranno. Al congiuntivo presente, cioè nel modo verbale usato spesso dopo espressioni di dubbio, desiderio o necessità, compaiono forme come dia e diano: Spero che mi dia una risposta.

Nell'imperativo, usato per ordini, inviti e istruzioni, la forma informale singolare è da', con apostrofo, oppure dai: Da' il libro a Marta!; Dai, racconta! In da', l'apostrofo segnala la caduta di una parte della forma antica dai. Con i pronomi si formano parole molto comuni: dammi (da' a me), dacci, dagli, dalle, dallo. Il raddoppiamento della consonante si vede in dammi e dacci: Dammi un minuto.

Quando compaiono due pronomi, uno può indicare la persona e l'altro la cosa: Do la chiave a LucaGliela do. Queste combinazioni richiedono uno studio specifico; per ora basta riconoscere che gliela significa qui “la chiave a lui”. Con un infinito, i pronomi si uniscono alla fine: Voglio dargliela domani.

Infine, dare entra in locuzioni dal significato meno letterale: dare ragione significa riconoscere che qualcuno ha ragione; dare torto significa sostenere il contrario; darsi da fare significa impegnarsi attivamente; dare per scontato significa considerare qualcosa certo senza verificarlo. Sono estensioni utili, ma non serve impararle tutte insieme.

Suggerimenti per esercitarsi

  1. Ripeti la serie con una frase stabile. Cambia solo la persona: do un consiglio, dai un consiglio, dà un consiglio, diamo un consiglio, date un consiglio, danno un consiglio. In questo modo colleghi ogni forma a una frase reale.
  2. Trasforma il destinatario in pronome. Parti da Do il caffè a Marco, Do il caffè a Lucia, Danno il caffè a noi e trasformale in Gli do il caffè, Le do il caffè, Ci danno il caffè.
  3. Cerca espressioni complete. Durante l'ascolto o la lettura, annota non solo dare, ma l'intero gruppo: dare fastidio, dare una risposta, dare del tu. Scrivi poi una frase personale per ciascuna espressione.

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Prerequisito

I verbi regolari in -ARE in italianoA1

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