A1

Preposizioni con suffissi pronominali in ebraico

מילות יחס עם כינויים

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ebraico su Settemila Lingue.

In breve

In ebraico una preposizione seguita da un pronome personale forma spesso un’unica parola: ל + אני → לי (li, «a me»), עם + אתה → איתך (itkhà, «con te») e על + הוא → עליו (alàv, «su di lui»). Non basta però aggiungere sempre lo stesso pezzetto: la base della preposizione può cambiare, quindi conviene imparare ogni famiglia come un piccolo paradigma.

Panoramica

In italiano diciamo «a me», «con te», «su di lui» usando due o più parole. L’ebraico moderno preferisce spesso unire alla preposizione un suffisso pronominale, cioè una terminazione che rappresenta la persona: io, tu, lui, lei, noi, voi, loro. Per esempio, ל significa «a, per», mentre לי significa «a me, per me».

Questo meccanismo compare continuamente già al livello A1. Serve per chiedere qualcosa (תן לי, «dammi»), parlare con qualcuno (אני מדבר איתך, «parlo con te»), esprimere possesso (הספר שלה, «il suo libro») e indicare l’argomento di un pensiero (אני חושב עליו, «penso a lui»). Prima è utile conoscere le preposizioni di base; qui il passo nuovo consiste nel sostituire il nome con una persona.

Per un italofono la difficoltà principale non è il significato, ma la forma. In italiano la preposizione resta riconoscibile: «con» diventa «con me», non cambia radice. In ebraico, invece, עם («con») dà איתי («con me»), e מן/מ־ («da») dà ממני («da me»). Inoltre la seconda persona distingue maschile e femminile anche quando la scrittura senza vocali sembra identica.

Come funziona

La regola di base

Lo schema mentale più utile è:

preposizione + persona → forma unica

  • ל + אני → לי — a/per + io → a me, per me
  • ב + הוא → בו — in + lui → in lui, in esso
  • עם + את → איתך — con + tu (femminile) → con te
  • על + היא → עליה — su/riguardo a + lei → su di lei, riguardo a lei

Il suffisso indica la persona a cui si riferisce la preposizione. Non concorda con un nome vicino. In הספר שלה («il libro di lei, il suo libro»), שלה rimane femminile perché la proprietaria è una donna; il genere maschile di ספר non modifica la forma.

ל־ e של: destinatario e possesso

ל־ copre soprattutto «a» e «per». של introduce il possessore e corrisponde spesso a «di» oppure agli aggettivi possessivi italiani.

Persona ל־ Pronuncia של Significato indicativo
io לי li שלי a/per me; mio/a
tu m. sing. לך lekhà שלך a/per te; tuo/a
tu f. sing. לך lakh שלך a/per te; tuo/a
lui לו lo שלו a/per lui; suo/a di lui
lei לה lah שלה a/per lei; suo/a di lei
noi לנו lànu שלנו a/per noi; nostro/a
voi m. לכם lakhèm שלכם a/per voi; vostro/a
voi f. לכן lakhèn שלכן a/per voi; vostro/a
loro m. להם lahèm שלהם a/per loro; loro
loro f. להן lahèn שלהן a/per loro; loro

La stessa grafia לך si legge lekhà rivolgendosi a un uomo e lakh rivolgendosi a una donna. In un testo senza niqqud (i segni vocalici), è il contesto a chiarire la lettura. Nell’ebraico quotidiano le forme femminili plurali esistono, ma spesso nel parlato si incontrano le corrispondenti forme maschili plurali rivolte anche a gruppi femminili.

Con un nome, של resta separato: הספר של דנה («il libro di Dana»). Con un pronome diventa una forma come שלה: הספר שלה («il suo libro», di lei). Se il nome è sottinteso, la forma può stare da sola: הספר הזה שלה («questo libro è suo»).

ב־, עם e על

Queste tre famiglie sono molto frequenti, ma non seguono tutte lo stesso modello. ב־ significa «in, a, con, mediante» secondo il contesto; עם significa «con»; על significa «su, sopra, riguardo a».

Persona ב־ עם על
io בי (bi) איתי (itì) עליי (alài)
tu m. sing. בך (bekhà) איתך (itkhà) עליך (alèkha)
tu f. sing. בך (bakh) איתך (itakh) עלייך (alàyikh)
lui בו (bo) איתו (itò) עליו (alàv)
lei בה (bah) איתה (ità) עליה (alèha)
noi בנו (bànu) איתנו (itànu) עלינו (alènu)
voi m. בכם (bakhèm) איתכם (itkhèm) עליכם (alekhèm)
voi f. בכן (bakhèn) איתכן (itkhèn) עליכן (alekhèn)
loro m. בהם (bahèm) איתם (itàm) עליהם (alehèm)
loro f. בהן (bahèn) איתן (itàn) עליהן (alehèn)

Non bisogna tradurre ogni preposizione parola per parola. Il verbo ebraico determina spesso quale preposizione usare: לדבר עם è «parlare con», לחשוב על è «pensare a» e להסתכל על è «guardare». Perciò אני חושב עליו contiene letteralmente עליו («su di lui»), ma in italiano naturale si traduce «penso a lui».

מן / מ־: provenienza e allontanamento

La preposizione מן, spesso ridotta a מ־ davanti a un nome, significa «da». Con i pronomi presenta forme che è meglio memorizzare interamente.

Persona Forma Pronuncia Traduzione
io ממני mimèni da me
tu m. sing. ממך mimkhà da te
tu f. sing. ממך mimèkh da te
lui ממנו mimènu da lui
lei ממנה mimèna da lei
noi מאיתנו meitànu da noi
voi m. מכם mikèm da voi
voi f. מכן mikèn da voi
loro m. מהם mehèm da loro
loro f. מהן mehèn da loro

ממנו può anche significare «da esso» riferito a un nome maschile, e ממנה «da essa» riferito a un nome femminile. L’ebraico non possiede un pronome neutro equivalente all’italiano «esso» privo di genere: si riprende il genere grammaticale del nome.

Una forma non vale per tutte le preposizioni

Le terminazioni si assomigliano, ma la base cambia: confronta לו («a lui»), בו («in lui/in esso»), איתו («con lui»), עליו («su di lui») e ממנו («da lui»). È quindi più sicuro imparare colonne complete — prima tutte le forme con «io», poi con «tu», poi con «lui/lei» — invece di cercare una regola unica senza eccezioni.

Esempi nel contesto

Ebraico Traslitterazione Italiano Nota
תן לי, בבקשה. Ten li, bevakashà. Dammi, per favore. לי indica il destinatario.
יש לך זמן? Yesh lekhà/lakh zman? Hai tempo? Letteralmente «c’è a te»; la lettura dipende dal genere.
אני כותבת לו הודעה. Ani kotèvet lo hodaà. Gli scrivo un messaggio. Chi parla è una donna; לו significa «a lui».
הספר שלה על השולחן. Hasèfer shelà al hashulkhàn. Il suo libro è sul tavolo. La proprietaria è una donna.
הבית הזה שלנו. Habàyit hazè shelànu. Questa casa è nostra. שלנו è usato senza ripetere il nome.
אני מדבר איתך. Ani medabèr itkhà/itakh. Parlo con te. La grafia è uguale, la pronuncia cambia.
היא באה איתנו למסעדה. Hi baà itànu lamisadà. Viene con noi al ristorante. איתנו = «con noi».
אני חושב עליו הרבה. Ani khoshèv alàv harbè. Penso molto a lui. לחשוב regge על.
אל תכעסי עליי. Al tikhasì alài. Non arrabbiarti con me. In italiano si usa «con»; in ebraico על.
המפתח אצלי. Hamafteàkh etzlì. La chiave è da me / ce l’ho io. אצלי indica «presso di me».
קיבלתי ממנה הודעה. Kibàlti mimèna hodaà. Ho ricevuto un messaggio da lei. Provenienza con ממנה.
אנחנו גרים לידם. Anàkhnu garìm leyadàm. Abitiamo vicino a loro. Anche ליד («vicino a») accetta suffissi.
הוא משתמש בו כל יום. Hu mishtamèsh bo kol yom. Lo usa ogni giorno. להשתמש regge ב־; בו riprende un nome maschile.
בלעדייך אני לא הולך. Biladàyikh ani lo holèkh. Senza di te non vado. Forma femminile di בלעדי («senza»).

Errori comuni

Aggiungere il pronome indipendente

  • Errato: עם אתה
  • Corretto: איתך
  • Perché: davanti a un pronome personale, «con te» si esprime normalmente con la forma flessa di עם. אתה è il pronome soggetto «tu» maschile, non una forma da collocare dopo עם.

Usare la forma maschile rivolgendosi a una donna

  • Errato: pronunciare לך come lekhà parlando a una donna
  • Corretto: lakh
  • Perché: l’ebraico distingue «a te» maschile e femminile nella pronuncia, anche se entrambe le forme non vocalizzate si scrivono לך.

Far concordare il possessivo con l’oggetto posseduto

  • Errato: המחברת שלו per dire «il quaderno di lei»
  • Corretto: המחברת שלה
  • Perché: שלו/שלה dipende dal possessore, non dal genere di מחברת. שלו significa «di lui»; שלה, «di lei».

Tradurre la preposizione italiana alla lettera

  • Errato: אני חושב לו per «penso a lui»
  • Corretto: אני חושב עליו
  • Perché: il verbo לחשוב nel significato di «pensare a» richiede על. Le reggenze, cioè le preposizioni richieste da ciascun verbo, non coincidono sempre tra italiano ed ebraico.

Costruire una forma per analogia

  • Errato: usare una combinazione inventata come se bastasse attaccare ־י a ogni preposizione
  • Corretto: imparare forme reali come לי, איתי, עליי, ממני
  • Perché: alcune basi cambiano molto. Le somiglianze aiutano a ricordare, ma non producono automaticamente tutte le forme corrette.

Note d’uso

Nella conversazione queste forme non sono ricercate o letterarie: appartengono al vocabolario più quotidiano. Espressioni come יש לי («ho»), אין לי («non ho»), בא לי («ne ho voglia») e אצלי («da me, presso di me») ricorrono continuamente. Vale quindi la pena riconoscerle come unità, senza analizzarle ogni volta.

L’italiano usa pronomi combinati con il verbo — «gli parlo», «le scrivo» — mentre l’ebraico conserva visibilmente la preposizione: אני מדבר איתו («parlo con lui»), אני כותב לה («scrivo a lei»). Non sempre una traduzione italiana mostra la struttura ebraica: תן לי si rende naturalmente con «dammi», anche se לי corrisponde a «a me».

La scrittura corrente omette quasi sempre i segni vocalici. Coppie come לך maschile/femminile devono quindi essere interpretate dal contesto. Le traslitterazioni servono all’inizio, ma è importante tornare presto alla grafia ebraica e associare direttamente forma, suono e significato.

Oltre le basi: uso avanzato

Questa parte non è necessaria per iniziare a comunicare, ma chiarisce forme che si incontrano presto nei testi e nel parlato.

Molte altre preposizioni si flettono: אצל («presso») dà אצלי, אצלך, אצלו; בשביל («per, a beneficio di») dà בשבילי, בשבילך, בשבילו; בלי/בלעדי («senza») dà forme come בלעדיי e בלעדיו; ליד («accanto a») dà לידי, לידך, לידו. Il modello generale resta lo stesso, ma ogni famiglia ha dettagli propri.

Anche את, il marcatore dell’oggetto diretto definito, forma parole pronominali: אותי («me»), אותך («te»), אותו («lui/lo»), אותה («lei/la»), אותנו («noi/ci»), אותם/אותן («loro/li/le»). Queste forme sono strettamente imparentate con il tema dell’articolo, ma funzionano come oggetto del verbo: היא רואה אותי («lei mi vede»). Non vanno confuse con איתי («con me»): una sola lettera cambia la funzione.

Nelle frasi relative l’ebraico può mantenere una forma pronominale che in italiano non compare: האיש שדיברתי איתו significa «l’uomo con cui ho parlato», letteralmente «l’uomo che ho parlato con lui». Questo pronome di ripresa (una forma che richiama il nome già menzionato) diventa importante a livelli più avanzati.

Infine, il suffisso può riferirsi a una cosa, non solo a una persona. Dopo aver nominato ספר («libro», maschile), si può dire אני קורא בו («ci leggo / leggo in esso»); dopo מכונית («automobile», femminile), אני נוסע בה («la uso per viaggiare / viaggio con essa»). Qui il genere segue il nome ripreso.

Consigli per esercitarsi

  1. Studia per persona, non solo per preposizione. Crea una riga con «me»: לי, בי, איתי, עליי, ממני, שלי; il giorno dopo passa a «lui» e «lei». Le differenze diventano più evidenti.
  2. Impara verbo e preposizione insieme. Memorizza לדבר עם («parlare con»), לחשוב על («pensare a»), לחכות ל־ («aspettare») e להשתמש ב־ («usare»), poi sostituisci il nome con varie persone.
  3. Trasforma frasi con un nome. Parti da אני מדבר עם דנה («parlo con Dana») e sostituisci Dana: אני מדבר איתה. Fai lo stesso con של, על, ל־ e מ־, pronunciando ad alta voce le forme maschili e femminili.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Preposizioni — presenta i significati e gli usi fondamentali di ב־, ל־, מ־, על, עם e את.
  • Approfondimento utile: Pronomi possessivi — sviluppa il possesso con של e con i suffissi uniti ai nomi.
  • Passo successivo: Pronomi oggetto — tratta forme come אותי, אותך, אותו e אותה nella funzione di oggetto diretto.

Prerequisito

Le preposizioni in ebraicoA1

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